Ieri pomeriggio ho mandato a quel paese il mio senso-del-dovere-casalingo del sabato, quello che mi “costringe” a voler portare a termine in una giornata tutto quello che non ho fatto nel resto della settimana: pulizie, bucato, spesa… E mi sono messa a rivedere in dvd uno dei miei film preferiti, Via col vento.

Mentre schiacciavo “play” sul telecomando, ve lo confesso, mi sono sentita un po’ in colpa pensando alla lavatrice da avviare, altrimenti che senso del dovere sarebbe? Ma appena è arrivata la scena della colazione, in cui Rossella viene a sapere dai fratelli che il suo amato Ashley sposerà Melania, ho dimenticato la cesta dei panni sporchi. E mi sono ritrovata catapultata nella più bella (almeno per me) storia d’amore del cinema: no, non quella con Ashley, ma quella tra Rossella O’Hara e Rhett Butler.

È stato anche un tuffo nella mia adolescenza. Quando alla fine della scuola, prima di partire per le vacanze, ogni pomeriggio mi mettevo a guardare i vecchi film che davano in televisione, di solito su Rai3 o Rete4. Era la fine degli anni ’80, non c’erano le pay tv e i canali tematici, e le repliche estive dei telefilm non erano ancora diventate un tormentone.

Ricordo con affetto quelle tre ore lontano dal mondo, in compagnia delle commedie americane alla Gli uomini preferiscono le bionde, dei filmoni strappalacrime come L’amore è una cosa meravigliosa, dei musical genere Brigadoon o dei kolossal in costume tipo Ben Hur.

Credo che la mia grande passione per il cinema sia nata allora. E fin da quei pomeriggi passati sulla sedia a sdraio messa in salotto (perché sul divano faceva troppo caldo!) i vecchi film hanno per me un fascino unico: guardarli mi rilassa quando sono nervosa, mi tira su se sono di cattivo umore, raddrizza una giornata storta. È la mia cineterapia. O sarà l’effetto nostalgia che accompagna l’avvicinarsi dei 40?

Peccato che questa settimana non sono in ferie. Altrimenti andrei al festival Le vie del cinema, a Narni, in provincia di Terni. Da oggi, 6 luglio, fino al 13, saranno proiettati, in versione restaurata, quattro fra i più bei vecchi film del cinema italiano: La ciociara di Vittorio de Sica, Le mani sulla città di Francesco Rosi, Satyricon di Federico Fellini e La proprietà non è più un furto di Elio Petri.

Mi sa che li riguarderò in dvd. Intanto, ho "recuperato" le foto di scena che vedete nella gallery in alto e alcune delle battute cult.

«Basta soffrire» (da La ciociara)

«A me basta che i palazzi siano costruiti dove e come vuole la legge, e non dove e come volete voi» (da Le mani sulla città)

«Meglio impiccare un marito morto che perdere un amante vivo» (da Satyricon)

«Io non sono diverso da voi. Siamo eguali nei bisogni, diversi nel loro soddisfacimento» (da La proprietà non è più un furto)

E voi, avete un film del cuore che vi fa passare il cattivo umore?

Riproduzione riservata