L'amore molesto

L'AMORE MOLESTO e/o

“Mia madre annegò la notte del 23 maggio, giorno del mio compleanno”. Inizia così questa storia che affronta con coraggio un rapporto tormentato tra la madre, che, capiamo fin dalle prime pagine, muore misteriosamente, e la figlia. Un romanzo sui segreti e sulla colpa, sul tradimento come reazione alla violenza familiare, su quanto ci si possa sentire schiacciati quando ci ha messo al mondo una donna che attirava tutti gli sguardi maschili. Sullo sfondo, una Napoli dura e spietata, quella dei rioni e della miseria, che però non smette mai di sperare. Un “thriller domestico”, portato al cinema con grande successo dal regista Mario Martone. Splendida protagonista l’attrice Anna Bonaiuto.

Elena Ferrante: chi è, i libri e i premi

Mentre si fa a gara per svelarne l’identità, la misteriosa scrittrice concorre a premi prestigiosi e i suoi libri piacciono sempre sempre di più. Li conoscete? Sfogliate questa gallery per scoprirli

È stata svelata l’identità di Elena Ferrante, forse. La scrittrice misteriosa, di cui nessuno conosce il vero nome, sarebbe la professoressa napoletana Marcella Marmo, famosa nell’ambiente accademico per il suo lavoro di storica, ma apparentemente estranea al mondo delle lettere. A fare lo scoop è stato un altro docente, Marco Santagata, dantista e scrittore. Sulla Lettura il professore Santagata “nomina” la Marmo, incrociando i dati delle studentesse napoletane all’Università Normale di Pisa con gli anni e le vicende descritte nella quadrilogia sull’Amica geniale (e/o), che ha dato il successo internazionale alla Ferrante.

Prima della Marmo, l’indiziata numero uno era Sandra Ozzola, moglie di Sandro Ferri, entrambi titolari della casa editrice romana, che ha lanciato il fenomeno Ferrante. Poi è toccato a Domenico Starnone, scrittore e sceneggiatore pluripremiato: qualcuno avrebbe visto a casa sua un po’ troppe copie delle opere “ferrantiane”. Un altro scrittore e critico letterario l’ha tirato in ballo la stessa professoressa Marmo. «Chiedete a Silvio Perrella», ha dichiarato la presunta bestsellerista, che, da sconosciuta, è diventata una star della rete.

Un clamore mediatico che spinge le vendite a livelli record. I libri della Ferrante, in particolare gli ultimi quattro, sono tradotti e venduti in molti paesi, nonostante lo snobismo che circonda la letteratura italiana all’estero. L’anno scorso la romanziera “fantasma” è stata finalista al Premio Strega, quest’anno concorre al riconoscimento letterario inglese Man Booker Prize. Non c’è classifica sui libri migliori dell’anno o su quelli “da leggere nella vita” che non includa l’amicizia, tra amore e odio, delle sue protagoniste, Lila e Elena. Non c’è narratore che non vorrebbe scomparire dietro il proprio testo, ora che hanno capito che funziona.

Gli interessati smentiscono, in particolare il suo editore. La battuta più sibillina l’ha fatta il figlio della Marmo: «Se sei tu, dillo». Un thriller editoriale che ci darà ancora molte soddisfazioni.

Tutti i misteri di Elena Ferrante

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Tutti i misteri di Elena Ferrante

I giorni dell'abbandono

I giorni dell’abbandono (e/o).

“Sto come una pianta senz’acqua. Le donne senza amore muoiono vive”. Mai verità è stata più assoluta, in questo romanzo intenso, che racconta una situazione molto frequente. Una donna viene abbandonata dal marito per il motivo più banale: sta con un’altra e vuole riflettere sul loro matrimonio. La moglie tradita precipita nel gorgo della depressione. Si disinteressa dei due figli, hanno anche un cane, ma è il vicino di casa, un musicista timido, che le ridarà voglia di vivere. Una storia di dolore e umiliazione portata sul grande schermo dal regista Roberto Faenza con le interpretazioni di Margherita Buy e Luca Zingaretti.

La Frantumaglia

La frantumaglia (e/o).

“I libri non hanno alcun bisogno degli autori, una volta che sono stati scritti. Amo molto i volumi antichi, che non hanno una vera e propria firma, ma continuano a vivere di vita propria”. È con questo libro che è stato teorizzato il mistero Elena Ferrante, ad opera della stessa autrice. Un saggio autobiografico sulla scrittura, su quella “frantumaglia” che possono essere le parole, nella lotta corpo a corpo che facciamo con loro per riempire la pagina bianca. L’unico lavoro, finora, non narrativo della Ferrante, è un  piccolo manuale di scrittura creativa, consigliato agli aspiranti romanzieri, per capire ancora più da vicino le ragioni del suo successo.

La figlia oscura

La figlia oscura (e/o).

“Le cose più difficili da raccontare sono quelle che noi stessi non riusciamo a capire”. Leda, l’insegnante protagonista di questo romanzo, è la tipica donna ferrantiana: colta, napoletana, abbandonata dal marito. Quando le figlie raggiungono il padre, lei si sente quasi sollevata dalla loro partenza e ne approfitta per fare una vacanza sullo Ionio. Lì conosce dei personaggi poco rassicuranti e si mette su una strada pericolosa, anche come madre. Non c’è cosa più difficile dei mestieri legati alla genitorialità e l’autrice, per l’insistenza con cui tratta questi temi, ne sa qualcosa.

La spiaggia di notte

La spiaggia di notte (e/o).

Una fiaba per i più piccoli, che piacerà anche agli adulti, tratta da una scena cruciale del romanzo La figlia oscura (e/o): una bambola persa, in realtà rubata, su una spiaggia, di notte. La storia è raccontata nuovamente dal punto di vista del giocattolo con uno stile adatto ai più piccoli: “Mati è una bambina di cinque anni che parla moltissimo, specialmente con me. Io sono la sua bambola”, è l’incipit con lieto fine garantito, almeno in questo libro della Ferrante, che non nasconde la vena malinconica nella sua scrittura.

L’amica geniale

L’amica geniale (e/o).

Primo volume della quadrilogia che ha dato a Elena Ferrante il successo internazionale. Una narrazione fiume alla quale affidarsi come se si facesse un viaggio. Lila e Elena, nome ricorrente nei libri della Ferrante, si conoscono nella Napoli degli anni Cinquanta e crescono insieme, tra odio e amore, amicizia e rivalità, prendendo, da grandi, due strade apparentemente diverse. Questa prima puntata è dedicata all’infanzia e all’adolescenza delle due protagoniste. Con i rioni napoletani, la convinzione che chi trova un’amica vera, trova un tesoro, e il tema che ossessiona l’autrice: “Se non c’è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città”.

Storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome (e/o).

“Vuoi bene per tutta la vita a persone che non sai mai veramente chi sono”. La seconda puntata del ciclo di romanzi più famoso della letteratura italiana ha ancora come voce narrante Elena, che racconta la sua amicizia con Lila e i motivi che l’hanno portata ad abbandonare la Napoli popolare in cui sono cresciute per cercare fortuna altrove. La giovinezza delle due amiche è il tempo dell’amore e delle scelte avventate. Lila si sposa a sedici anni con un uomo agiato, ma violento. Elena s’innamora di un giovane universitario di belle speranze, che porterà scompiglio anche nel rapporto con la sua amica, tra dipendenza e volontà di autoaffermazione.

Storia di chi fugge e di chi resta

Storia di chi fugge e di chi resta (e/o).

“Quando il compito che ci diamo ha l’urgenza della passione, non c’è niente che possa impedirci di portarlo a termine”. Terza puntata della saga familiare della Ferrante, nuovi colpi di scena. Lila, con un figlio piccolo, lascia il marito ricco, ma violento e fa l’operaia in condizioni durissime. Elena ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo, prendendo una strada apparentemente diversa da quella dell’amica, alla quale l’unisce, però, l’amore per le cose che fanno. Anche nell’età adulta non bisogna smettere di sognare.

Storia della bambina perduta

Storia della bambina perduta (e/o).

“I depressi non scrivono libri. I libri li scrivono le persone contente, che viaggiano, che sono innamorate. E parlano, parlano, nella convinzione che le parole vadano sempre in un modo o nell'altro al posto giusto”. L’ultimo volume della quadrilogia della Ferrante è un bilancio della vita di Lila e Elena, tra cadute e rinascite, tra invidia e ammirazione per i differenti percorsi seguiti. Un’amicizia al femminile, più forte dei segreti, dei tradimenti, delle differenze sociali, che a un certo punto del loro rapporto si sono create. L’abitudine, come scrive l’autrice, a essere contemporaneamente felici e infelici. L’epilogo di un affresco sentimentale che difficilmente dimenticheremo.

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