Donna noia libro occhiali

La brutta fine dei libri prestati

C’è solo una condizione peggiore di chi presta un libro e non lo vede tornare indietro: chi riceve in prestito un libro suo malgrado. La collega arriva con un romanzo coreano di 2000 pagine sulla vita segreta delle cimici delle patate, è bellissimo dice, devi leggerlo. Le spieghi che hai più romanzi sul comodino che sogni nel cassetto, ma insiste e te lo infila in borsa.

Da lì ti monta l’ansia, rimandi, non ne parlate, ma sai che aspetta la recensione. Tu, che la sera riesci appena a struccarti piangendo su Grey’s Anatomy, temporeggi, non hai il coraggio di ammettere che non affronterai mai la vita segreta delle cimici.

È allora che prendi il tomo e lo nascondi nell’armadio. Credo che i libri prestati e mai tornati, soprattutto quelli coreani, siano tutti lì, dimenticati. A meno che non ci facciano un film, allora si possono restituire, con la frase: “l’ho anche visto al cinema, ma il libro era meglio”.


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