La tua vita in un libro: la settima prova di Giusy

  • 18 12 2017

Le finaliste del talent “La tua vita in un libro” affrontano la settima prova: scrivere una lettera a se stesse. Ecco la prova di Giusy

SETTIMA PROVA: LA LETTERA 

Ciao Pinù. Ti ricordi? È così che ti chiamavano da bambina. Frangetta dritta e fossette profonde a far risaltare l’ovale del viso. Non hai mai amato molto il tuo nome. Ma ne hai fatta di strada, da consumare scarpe e chilometri di asfalti sconosciuti. Eppure, sembri ancora una bambina. Ma ti sei vista? Sei così fragile, rannicchiata nel tuo piccolo guscio. Un volto appena abbozzato. Sguardo schivo e spalle ricurve. Ma occhi grandi che gridano ancora alla vita.

Questa lettera non servirà a cambiarti. Non crearti aspettative, come solo tu sai fare. Non pensare all’attesa della sua consegna fuori dalla porta di casa; al crepitio della carta da lettere quando la aprirai e all’odore del foglio ingiallito. Senti invece il rumore familiare dei tasti sulla tua Olivetti Lettera 22, scovata nel mercatino dell’antiquariato sul fiume. Uno dei luoghi dove ti piace nasconderti. Sempre un passo indietro rispetto alla folla. Vorrei impiastricciarlo un po’ questo foglio, ma con te è sempre tutto così prevedibile, rigido, controllato. Hai già accartocciato tre palline di carta e le hai messe di lato; proprio non ti riesce di scrivere senza che sia tutto perfetto.

Quante ne hai scritte di lettere? D’amore, di addio, di lavoro. Di ringraziamenti. La verità è che avresti sempre voluto riceverne. Tu adori ricevere lettere. Invece sei in attesa, ancora una volta. Aspetti che il momento passi. Ti isoli. E intanto il suono dei pensieri va a sbattere contro le pareti. Ti basta stare qui, in questa casa, a veder passare la vita sotto le finestre alte e curve. Senza che tu debba prendervi parte. Quello fuori è un mondo dove non sai stare. E i pensieri e le paure dentro queste mura si accumulano e si ammassano, come moscerini su un lampione acceso in riva al lago.

Quanto sei cambiata, Pinù. La tua scrittura è cambiata, come lo è il mondo intorno a te. La vita ti ha impartito delle belle lezioni. Cosa ne farai del tuo sapere adesso? Di questa nuova consapevolezza che il mondo gira anche senza di te? Sei andata in frantumi. La felicità? Un cantuccio dove rinchiudere pensieri e sogni. Invece ti sbagli. La felicità è avere una storia da raccontare e qualcuno accanto che sia disposta ad ascoltarla. Credimi, hai già perso troppo tempo. Non fermarti, fai quello che ti senti, perdi la testa, batti i pugni, e ridi di cuore, splendendo ad ogni ora del giorno e della notte. Abbraccia la vita e fallo con decisione, o non farlo affatto. Ti auguro qualcuno che sappia aspettarti. Qualcuno che non abbia paura di amarti. E tu smetti di avere paura. Di tutto e di tutti. Abbi cura di te e cerca il tuo posto nel mondo.

Il commento dell'editor

Pinù e le sue spalle ricurve, ferma un passo indietro agli altri. Pinù e il suo guscio, un guscio fragile che va in frantumi, chiedendole di attraversare la paura per arrivare a gridare alla vita, a raccontare la sua storia, ad abbracciare se stessa e a cercare il proprio posto nel mondo.

Grazie, Giusy, per la tua sincerità nel metterti a nudo e la tua capacità di tradurre in parole la complessità dei rapporti umani.

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