Queste scarpe sono un mito: in mostra le Manolo Blahnik

18 01 2017 di Giulia Pivetta
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Un po’ capriccio, un po’ feticcio: le creazioni di Manolo Blahnik, ora in mostra a Milano, si confermano pezzi cult. Come i modelli sfoggiati dalle dive.

Dal 26 gennaio al 9 aprile le sale di Palazzo Morando a Milano ospitano la mostra Manolo Blahnik. The art of shoes, dedicata alle creazioni del celebre designer spagnolo. Le scarpe scaturite dalla sua fantasia, ispirate alla natura, all’architettura, al cinema e all’arte sono sempre sensuali, esagerate, suggestive e adorate dalle donne. On display i modelli realizzati dagli anni ’70 a oggi, compresi quelli apparsi nel film Marie Antoinette di Sofia Coppola. Presenti anche i disegni originali dello stilista grazie ai quali la giornalista di Vogue Us Diane Vreeland lo scoprì. 

Come dimenticare gli struggimenti delle protagoniste della serie tv Sex and the city (ribattezzata Shoe ad the city, in onore della loro ossessione) per un paio di Manolo Blahnik? Ogni motivo è buono per comprare quel modello che «davvero ci manca». Perché, ci ripetiamo, non si tratta di un capriccio ma di un investimento. Scusa valida, purché siano pezzi iconici, quelli che hanno fatto la storia. E non passeranno mai di moda.

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Le Manolo Blahnik Sarah Jessica Parker nei panni di Carrie Bradshaw in Sex and the City

Le ballerine Repetto Brigitte Bardot con ai piedi un paio di Repetto

Credits: Ansa

Le décollétes Salvatore Ferragamo Marilyn Monroe indossa un paio di Ferragamo

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Le bicolor Coco Chanel con le celebri scarpe da lei disegnate

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Gli stivali di Barbarella Jane Fonda con un paio di stivali Paco Rabanne

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Le Mary Jane Twiggy durante una sfilata

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Le scarpe di Cenerentola Lily James con un paio di Jimmy Choo glitterate

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I mocassini Audrey Hepburn indossa un paio di H.G Bass & Co

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Gli stivali di gomma Kate Moss con un paio di Hunter al Glastonbury

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I sandali Capri Ingrid Bergman con ai piedi un paio di tipici sandali capresi

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I tacchi di Marilyn e i sandali di Carrie

Per la Carrie Bradshaw di Sex and the city, interpretata da Sarah Jessica Parker, è il famoso marchio a fare la differenza. Con le Manolo, negli anni ’90 ha trasformato l’imbarazzante ruolo di single in uno stile di vita. Su sabot di raso fucsia, ha messo New York ai propri piedi. Quarant’anni prima Marilyn Monroe aveva conquistato l’intera America scegliendo con cura le sue armi: décolletés con un tacco di metallo appuntito chiamato “a spillo”, responsabile della proverbiale camminata sinuosa. Nel decennio del boom economico il senso di colpa e di peccato trasmesso dalla parola “sexy” viene cancellato, grazie a questo modello che esalta il corpo femminile senza volgarità.

Le scarpe preferite della diva erano dell’italiano Salvatore Ferragamo, e sono diventate mitiche nella scena delle grate del metrò in Quando la moglie è in vacanza. È stata Marilyn a lanciare il monito «Date a una donna un paio di scarpe e conquisterà il mondo», seguito negli anni a venire. Compresi quelli della contestazione studentesca e dei primi movimenti femministi. La Barbarella del fumetto francese, interpretata da Jane Fonda nel film di Roger Vadim del 1968, si spinge addirittura oltre i confini terrestri, su stivali cuissard argentati disegnati da Paco Rabanne. Per un’eroina venuta dal futuro la frontiera può essere solo lo spazio interstellare.

Le ballerine di BB e i mocassini di Audrey

Per secoli le donne hanno camminato sui tacchi. Un piede rasoterra significa libertà dalle costrizioni, fisiche e soprattutto mentali. Un vero scandalo. A sfidare le convenzioni, nei rivoluzionari anni ’50, è la giovane Brigitte Bardot di E Dio creò la donna, traghettando le ballerine Repetto dal mondo della danza alla Croisette del Festival di Cannes. Indossarle è un modo per rivendicare il nostro lato più leggero e impertinente.

Caratteristiche che valgono all'attrice il soprannome di Bebè (BB), come la scarpina con il cinturino creata per le bambine e amata dalle eterne adolescenti, che si tratti della Daisy de Il grande Gatsby o della modella inglese Twiggy. Perfino il serioso mocassino nero H.G Bass & Co. degli studenti dei college americani nasconde un’anima trasgressiva, come dimostra Audrey Hepburn nei panni di una bohémienne nel film Cenerentola a Parigi. La versione odierna di questa ribellione? Gli stivali di gomma Hunter sfoggiati da Kate Moss, una che di eccessi se ne intende, al celebre festival rock di Glastonbury.


Credits: Un modello di Manolo Blahnik

Le décolletés Jimmy Choo e le bicolor Chanel

Tacchi o ballerine che siano, la passione femminile per le scarpe nasce dalle favole che ci raccontavano da bambine. Come dimenticare la scarpetta di Cenerentola in cristallo e pietre preziose? Tanto bella quanto, ammettiamolo, scomoda. Epppure è tornata a farci sognare, in questi anni di crisi economica, quando Jimmy Choo ne ha disegnato la versione contemporanea, chiamata ovviamente Cinderella, per il film del 2015 Cenerentola interpretato da Lily James. Una limited edition da capogiro che richiama i pro e contro dell’originale. A ribadire che «se una principessa vuoi divenire, un po’ devi soffrire».

È vero che nessuna comune mortale ha davanti a sé un destino regale (a parte Kate Middleton), ma è altrettanto vero che almeno la metà di noi sopporta il mal di piedi pur di sfoggiare le scarpe dei propri sogni. L’altra metà, più pragmatica, è fan del mezzo tacco bicolor di Chanel. Con l’accoppiata beige-nero, nel 1957 la modernissima Coco ha mandato in pensione la regola per cui scarpa e abito devono essere in pendant: il suo modello è un passepartout per essere eleganti da mattina a sera. La verità è che, nonostante ci si sforzi, ogni tentativo di imbrigliare l’argomento in termini razionali risulta vano. In fatto di piedi rimaniamo consapevolmente donne di pancia.

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