uomo e donna in banca

Pensioni, niente slittamenti. Ecco il calendario

Una circolare dell’Inps precisa le date ufficiali per i pagamenti dei prossimi mesi. Nessuno slittamento in avanti, come comunicato a fine 2016. Ecco il calendario

Cessato allarme

L’Inps rettifica e precisa, annullando una nota diffusa prima di Natale. Solo a gennaio è slittato in avanti il ritiro di pensioni, assegni di invalidità, indennità di accompagnamento e vitalizi.

Per i prossimi mesi il decreto Milleproroghe ci ha messo una pezza in extremis. Da febbraio i pagamenti e gli accrediti avverranno nel “primo giorno bancabile” , non oltre. Il calendario, in alcuni mesi, sarà diverso per chi si serve delle poste (aperte anche di sabato) e chi si appoggia a istituti di credito (per le pensioni operativi dal lunedì al venerdì).

Ecco il calendario ufficiale

A febbraio e marzo le pensioni verranno pagate o accreditate il giorno 1, sia in posta, sia in banca.

In aprile per le poste il d-day delle pensioni è l’1, nelle agenzie di credito il 3.

A maggio stessa data: il 2.

Idem a giugno: l’1.

A luglio di nuovo doppio turno: 1 per gli utenti delle poste, 3 per i clienti delle banche.

Nei mesi successivi, data unica per tutti: 1 agosto, 1 settembre, 2 ottobre, 2 novembre, 1 dicembre.

I giorni di valuta

La valuta sarà quella del giorno in cui sono previsti accrediti e pagamenti, dunque con una penalizzazione, nei mesi sfasati, per i pensionati che utilizzano le banche.

Attenzione ai soldi da restituire

Non solo buone notizie. Il sindacato Spi-Cgil lancia l’allarme: milioni di pensionati, da febbraio e per quattro mesi, rischiano di dover restituire allo Stato da febbraio lo 0,1 per cento dell'importo ricevuto nel 2015, cioè la differenza tra l'inflazione programmata e quella effettiva, su cui è stato calcolato l’adeguamento al costo della vita delle somme corrisposte. Il decreto Milleproroghe in questo caso non è corso ai ripari. Il taglio - salvo interventi del governo in direzione contraria - sarà di 6,5 euro all’anno per le pensioni minime. Per quelle da mille euro se ne perderanno 13. “Cifre che possono sembrare di poco conto – rileva il sindacato - ma che incidono in particolare sulle pensioni basse, per le quali qualche euro in più o in meno al mese fa la differenza”.



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