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Com’è buono il pollo cotto sul barbecue naturale del vulcano

Vi racconto il mio viaggio alle Canarie e la suggestione di una natura sorprendente dominata dai vulcani

Le terre vulcaniche hanno sempre esercitato un grande fascino su di me perché sprigionano un'energia particolare, quindi  la proposta della mia amica Cristiana di visitare Tenerife e Lanzarote mi ha attirata come una calamita.

La natura di Tenerife è sorprendente, bisogna però superare la barriera di speculazione edilizia che si estende nella zona meridionale dell'isola, direi abbastanza scoraggiante, ma arrivando verso nord il paesaggio riconquista il suo aspetto originale, si passa attraverso coltivazioni di banane a perdita d'occhio e molto vicine al mare per salire verso il deserto del Teide, il vulcano più alto d'Europa che domina tutta l'isola. Qui l'aria si fa rarefatta, siamo a oltre 3000 metri e la vista domina una pianura di lava dove sono evidenti crateri e percorsi che hanno creato i fiumi incandescenti nella disastrosa eruzione del 1706.

Il nero della lava è illuminato dal cielo blu, limpidissimo perché spazzato dal vento, e sulle montagne scure spicca il verde brillante di una scarsa vegetazione che faticosamente tende a ricrescere con il passare del tempo.

Dal deserto, sempre andando verso nord est, si arriva ai monti Anaga, il paesaggio ancora si trasforma e diventa atlantico, le montagne sono verdissime a strapiombo sul mare e picchi che formano un perfetto triangolo acuto si intrecciano a creare sfumature dove i raggi del sole affondano come spade, lividi e accecanti.

Dopo il primo "assaggio vulcanico" a Tenerife con il monte Teide che sovrasta dovunque tu sia nell'isola, abbiamo proseguito il nostro viaggio con destinazione Lanzarote. Completamente dominata dal colore nero, la terra coltivata regala filari di piante verde brillante, viti e ortaggi delineati da muretti a secco costruiti con pietre di lava e delimitati sui bordi da una striscia di calce bianca.

L'isola si estende tra tratti di pianura e dolci rilievi verso nord tutti caratterizzati dal terreno nero che si perde nell'oceano, andando a occidente invece non si deve perdere il parco di Timanfaya, le Montanas del Fuego sono uno spettacolo emozionante.

Circa 50 km quadrati di crateri e valli segnate dalle eruzioni che hanno creato quadri naturali come canyon e sbalzi nella roccia lavica dove il nero sfuma nel rosso ferroso della materia e poi ancora il giallo dei licheni e il timido verde di poca vegetazione.

route de volcanes



Ecco, lì in questa valle sulla cima del vulcano più alto, da dove si scorge la striscia blu dell'oceano, ho percepito la forza della natura e la sua energia. A solo 13 metri di profondità si può sentire il vulcano, vivo. Vibra sotto i nostri piedi e da alcune crepe sprigiona calore. Il rifugio che domina la valle, opera del geniale architetto Caesar Manrique, è stata creato con uno spazio dedicato a una grande griglia costruita proprio sulla bocca di un cratere dove vengono fatti cuocere i polli a una temperatura sempre costante.

Forse l'idea che la carne venga cotta al solo respiro del vulcano, che ne avrà assorbito l'umore, che il ventre della Terra sembri così  a portata di mano- ma che calore!- mi ha fatto assaporare un piatto così banale come il pollo alla griglia, ed era speciale.

Purtroppo non c'è ricetta che tenga, per gustarlo bisogna andare a Lanzarote.

 

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