Emma Marrone, che ha recentemente incontrato dal vivo uno dei suoi molestatori online più accaniti

Emma Marrone, che ha recentemente incontrato dal vivo uno dei suoi molestatori online più accaniti (durante una puntata de "Le iene")

Contro l’odio in rete non serve una legge

In Germania è appena entrata in vigore una legge che prevede multe fino a 50 milioni di euro per i social network che non rimuovono contenuti offensivi entro 24 ore. E in Italia? 

Insulti, minacce, sessismo: l’odio sul web dilaga. E colpisce per il 63% le donne secondo Vox, l’osservatorio italiano dei diritti. In Germania è appena entrata in vigore una legge che prevede multe fino a 50 milioni di euro per i social network che non rimuovono contenuti offensivi entro 24 ore. E in Italia? Le vittime non stanno a guardare: gli ultimi casi sono quelli della giornalista Francesca Barra, che ha intrapreso una battaglia legale e mediatica contro i “leoni da tastiera” che la insultavano per la sua relazione con l’attore Claudio Santamaria, e della cantante Emma Marrone, che ha voluto incontrare il suo hater di persona. Ma gli altri che fanno?

Occorrono controlli più accurati

«Quando ci iscriviamo a un social network, accettando i “termini di servizio” sottoscriviamo un contratto che prevede il divieto di insulto» spiega Matteo Grandi, autore di Far web (Rizzoli). «Però solo il 66% dei trasgressori viene bloccato. Il margine di errore è alto perché ogni controllore ha a disposizione 10 secondi per valutare una segnalazione. Troppo pochi. I colossi del web dovrebbero investire i loro lauti introiti per migliorare la sorveglianza». Perché non lo fanno? «Le polemiche animano i social. E sebbene la legge tedesca sia studiata proprio per rimetterli in riga, ha una grande difetto: punisce la piattaforma e non l’autore».

Bisogna sempre denunciare

«Non servono leggi speciali per il web: la maggior parte dei reati commessi dagli hater come calunnia, ingiuria, istigazione all’odio razziale e al suicidio sono già normati dal codice penale italiano» spiega Simone Cosimi, autore con Alberto Rossetti di Nasci, cresci e posta (Città nuova) «La via da seguire è querelare gli hater. Ben venga allora l’esempio dei personaggi famosi che decidono di farlo: così portano l’attenzione su un tema tanto delicato e spronano anche le vittime tra la gente comune a denunciare».

Due libri per capirne di più

In Far Web. Odio bufale, bullismo: il lato oscuro dei social (Rizzoli) Matteo Grandi si concentra sulla cronaca più recente e sul ruolo ambiguo esercitato sia dalla politica sia da alcune piattaforme.

Con Nasci, cresci e posta (Città nuova) Simone Cosimi e Alberto Rossetti si concentrano sulla necessità di un’educazione per figli e genitori come antidoto a un uso selvaggio della Rete e dei social.

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