Coronavirus, le indicazioni per chi viaggia

Come ci si comporta se si devono prendere mezzi pubblici, treni o aerei? E se si va all'estero?

Emergenza coronavirus. In alcuni comuni è scattato l’isolamento con quarantena, in altri la popolazione è stata semplicemente invitata a evitare gli spostamenti non necessari. Oltre a chiudere le scuole in diverse regioni, ci sono anche diverse aziende che hanno optato per lo smart working o telelavoro, in modo da permettere ai dipendenti di svolgere le loro mansioni, ove possibile, da casa. Ma tutti coloro che non possono fare a meno di viaggiare per lavoro, quali sono gli accorgimenti da seguire? Come ci si deve comportare?

Quali consigli su tram, metro, bus e treni

«Le norme di comportamento dipendono naturalmente da dove ci si trova. Se si è a Roma, Napoli, Palermo o in città dove non si sono registrati contagi o focolai, non occorre adottare misure straordinarie che creerebbero soltanto panico. Se invece si è nelle province di Padova, Venezia o in zone dove si sono verificati casi, è consigliabile adottare alcune precauzioni, come indossare indumenti di protezione personale, che siano mascherine o anche occhiali, perché ci si dimentica che anche la congiuntiva può essere interessata dal contatto con virus» spiega Giorgio Palù, presidente della Società europea di virologia.

E per chi viaggia in aereo?

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La cabina dell’aereo è pericolosa?

Questa è una delle domande più frequenti e alla quale ha voluto fornire una risposta anche l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), smentendo l’idea che la cabina di un aereo possa essere pericolosa: «Nessun rischio di contaminazione tramite l’aria. Questo virus si trasmette tramite le goccioline originate da starnuti o tosse di chi lo ha già contratto e che si trova a distanza ravvicinata. Le cabine aeree non sono più pericolose di altri ambienti» ha risposto Carmen Dolea, a capo dell’International Health Regulations Secretariat dell’OMS. Secondo gli esperti, a bordo di un velivolo l’aria è ricambiata ogni 2/3 minuti, per metà è quella già presente all’interno della cabina (filtrata e reimmessa con ricircolo, come nelle auto), per l’altra metà è presa dall’esterno. Se il vicino di posto, però, è malato, starnutisce o tossisce, la probabilità che possa avvenire un contagio è elevata, esattamente come in un qualsiasi altro ambiente. «L’ideale sarebbe avere almeno un metro o due di distanza dal vicino di posto, cosa impossibile su mezzi pubblici e anche sugli aerei. Ma per chi viaggia con questo mezzo, vale lo stesso consiglio: dotarsi di una mascherina che eviti il contatto con le goccioline di saliva sotto forma di aerosol» spiega Palù.

Mascherine in aereo e treno?

Secondo la guida pubblicata sul proprio sito dall’OMS, se si è in salute è opportuno indossare una mascherina solo se ci si sta prendendo cura di una persona con sospetta infezione, a prescindere che ci si trovi in un locale “a terra” o su un mezzo di trasporto. Dunque le mascherine servono soprattutto agli operatori sanitari, per questo da molti esperti è arrivato l’invito a non “sprecarle”. Come ricorda l’OMS, però, ci sono casi nei quali sono utili, come ad esempio se si starnutisce o si tossisce, per proteggere gli altri, a patto che la mascherina sia Ffp2 o Ffp3, certificata e non una semplice protezione chirurgica. L’Organizzazione mondiale della Sanità prescrive dispositivi conformi alla norma EN 149 con marcatura CE seguita dal numero dell’Organismo di Controllo che ne autorizza la commercializzazione. I prodotti classificabili come Dpi - Dispositivi di protezione individuale, invece, non sono efficaci.

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Come e ogni quanto disinfettarsi?

Le mani andrebbero lavate con una certa frequenza e per almeno 1 minuto, soprattutto dopo aver toccato oggetti comuni, come corrimano, porte, maniglie, sedili o tavolini dei mezzi di trasporto. Ma sono sufficienti acqua e sapone o è meglio il gel igienizzante? «Il miglior disinfettante è l’etanolo (ossia alcol, NdR) al 70%. Vanno bene anche prodotti detergenti o il sapone, perché è comunque un virucida, quindi in grado di uccidere il virus» spiega Palù.

Può essere utile usare le salviettine monouso, anche per aprire o chiudere i rubinetti pubblici? «Certamente sì, a patto che siano a base alcolica o che abbiano del detergente» aggiunge l’esperto.

Quanto resistono i virus sulle superfici?

Maniglie, porte di treni e mezzi pubblici in genere, tavolini e sedili sono dunque superfici sulle quali possono rimanere i virus, per questo le Regioni hanno disposto un rafforzamento della loro pulizia. Secondo quanto spiegato da Dolea dell’OMS «Il virus può sopravvivere per circa 30 minuti su superfici di oggetti», ma un recente studio tedesco parla di una sopravvivenza dei coronavirus, dei quali fa parte il covid-19, fino a 9 giorni. «L’infettività solitamente si esaurisce in 12 ore, ma molto dipende da tanti fattori: la temperatura, per esempio, perché i virus vivono bene dai 4°C in giù, anche sottozero; influiscono anche l’esposizione al sole, ai raggi ultravioletti e la presenza di proteine o sali minerali al loro esterno, come saliva o muco, che fanno da protezione e ne garantiscono la sopravvivenza più a lungo» spiega il presidente della Società europea dei virologi. Gli esperti ricordano comunque che i virus, a differenza dei batteri, si degradano velocemente su una superficie inorganica. È sufficiente disinfettare le superfici con acqua e candeggina o alcol, per solo un 1 minuto, per debellarli.

Vaccinarsi prima di partire?

In attesa che sia messo a punto un vaccino specifico, in molti si chiedono se, prima di partire, possa essere utile vaccinarsi dall’influenza stagionale. I virologi consigliano di farlo, non perché questo impedirebbe di contrarre il coronavirus, ma perché permettebbe eventualmente di discriminare la malattia dal Covid-19 e si eviterebbe la compresenza di entrambi i virus, oltreché per evitare di sovraccaricare i Pronto Soccorso. «Può essere utile, ma va tenuto presente che occorre vaccinarsi almeno 15/20 giorni prima della partenza, perché ci sia una copertura immunologica» spiega Palù.

Una volta all’estero…

L’OMS raccomanda di non cancellare viaggi già programmati, a meno che non si tratti delle aree considerate focolai di contagio, come la provincia di Hubei in Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao. Se dunque ci si reca all’estero è bene seguire alcune raccomandazioni di base: informare l’Ambasciata o Consolato i cui recapiti sono disponibili sul sito della Farnesina Viaggiaresicuri.it; informarsi (qualora non siano date indicazioni dal Paese d’arrivo) su quali e dove siano le autorità sanitarie locali; mantenere contatti con familiari o amici in Italia (tramite telefono, WhatsApp, ecc.); non frequentare ambienti affollati o ospedali, se non necessario; informarsi su eventuali modalità di rimpatrio veloci.

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