Le diete miracolose funzionano davvero?

Tutte promettono di farci dimagrire, dalla dieta Lemme al regime del gruppo sanguigno del dottor Mozzi alla Dukan. Ma sono efficaci?

Secondo i dati Nielsen, un italiano su due si considera in sovrappeso e vorrebbe dimagrire, senza troppi sacrifici. In pratica, non vogliamo una dieta, ma un miracolo. Per questo, anziché seguire i consigli dei professionisti, ci affidiamo ai santoni dell’alimentazione che più si allontanano dalla scienza, più fanno proseliti. Come è successo al nutrizionista franco-algerino Pierre Dukan: sebbene si sia fatto radiare dall’Albo dei medici, con il suo metodo dimagrante iperproteico ha venduto 2 milioni e mezzo di libri.

Sono le nuove religioni

 «Nella nostra società l’unico valore rimasto è il corpo.  Ed è lì che proiettiamo tutte le nostre aspirazioni e speranze» spiega l’antropologo Marino Niola, autore di Homo Dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari (Il Mulino). «Ecco perché non cerchiamo scienziati, ma profeti che ci conducano fino alla terra promessa della magrezza». Tra loro c’è chi ha davvero l’aspetto del guru, come il dottor Piero Mozzi: barba lunga e fisico esile, con il tono pacato di un maestro di yoga, diffonde il dogma della dieta del gruppo sanguigno, secondo cui i cibi che fanno bene o male sono diversi se si ha quello 0 o quello A. «Proprio l’aria da asceta porta a credere che sia un illuminato del cibo» sottolinea Niola.

Spopolano tra i vip

Alberico Lemme, farmacista di Desio (Mb), è l’autore di una delle diete più discusse del momento, per la quale non contano le calorie, ma l’orario in cui si mangia. Il “bioscultore”, come si definisce lui, non si distingue certo per i modi aggraziati. Ogni volta che va in tv, il dottor Lemme scatena risse mediatiche. E accoglie le pazienti in studio con un «Buongiorno, cicciona». Ma annovera testimonial famosi: Flavio Briatore, Paola Perego, Enrico Brignano. «Siamo rassegnati al peggio: disposti a farci umiliare pur di dimagrire e liberarci dai peccati di gola» nota l’antropologo. «Del resto, a livello di comunicazione, Lemme non ha inventato nulla di nuovo: negli Usa i dietologi-sacerdoti esistono dagli anni ’60 e trattano i loro pazienti come indemoniati posseduti dal grasso. Il pioniere fu il pastore presbiteriano Charlie Shedd, che nel libro Pray your weight away del 1957 si rivolgeva agli obesi come a dei peccatori che potevano salvare l’anima e il punto vita solo affidandosi alla preghiera». La tattica dell’esorcismo del grasso è ancora di moda: la guru californiana delle diete Mary Ascension Saulnier, urla “Esci da questo corpo!” alla ciccia delle sue facoltose clienti, tra cui Kim Kardashian.

Non danno i risultati sperati

Che si segua Dukan, Mozzi o Lemme, non cambia nulla: i chili persi si riprendono. Con gli interessi. «Non è un mistero: lo sappiamo tutti che la dieta mediterranea è l’unica che permette di mantenersi in forma e in salute» dice Luca Piretta, gastroenterologo e specialista in Scienze della nutrizione al Campus Biomedico di Roma. Eppure non la seguiamo. Perché? «Ci vuole tempo per perdere peso seguendo questo regime alimentare, ma noi vogliamo vedere i risultati subito: ecco perché ci affidiamo alle diete dei miracoli» spiega l’esperto. «La promessa di smaltire tanti chili in pochi giorni è una tentazione a cui è difficile resistere. Certo, siamo consapevoli che queste diete sono sbilanciate, ma ci aggrappiamo all’unico fondamento pseudoscientifico che hanno per giustificarci. E illuderci che non facciano troppo male. Per esempio, è vero che il nostro organismo assimila il cibo in modo diverso a seconda dell’orario della giornata: in questo Lemme ha ragione. Ma ciò non vuol dire che sia sano mangiare un chilo di pasta a colazione, come sembra suggerire il farmacista di Desio».

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