La bicicletta vale un Nobel?

28 01 2016 di Anna Scarano
Paola Gianotti, la donna più veloce ad aver fatto il giro del mondo in bici, dopo 14 giorni sui pedali, consegna oggi a Oslo le firme che candidano la due ruote al prossimo Nobel per la Pace. Perché la bici fa bene al corpo e alla mente, non inquina e non provoca guerre

Il Nobel per la Pace l'hanno dato a Malala e Obama, a Ebadi e Yunus: e se l'anno prossimo lo ricevesse “la bicicletta”? È bello sognare e nella vita ogni tanto bisogna, trascinati dalla passione, pensare in grande. A Caterpillar, la trasmissione di Rai Radio 2 condotta da Massimo Cirri e Sara Zambotti, in onda dal lunedì al venerdì alle 17.30,  hanno deciso di candidare (simbolicamente) la bicicletta al Comitato per il Nobel norvegese.

In bici ci siamo andati, o ci andiamo, tutti. Da bambini al parco per imparare, poi da grandi per andare a lavoro, spostarsi in città, girare un Paese pedalando. Insomma, hanno pensato quelli di Caterpillar, la bici è democratica, economica, ecologica e un riconoscimento di un certo peso se lo meriterebbe.

E così è partita la campagna Bike the Nobel e oggi Paola Gianotti consegnerà a Oslo le 10.000 firme raccolte. Chi è Paola Gianotti? Se andate sul suo blog lo capirete subito: una campionessa che l'8 Marzo 2014 è partita per il  giro del mondo in bici e ha vinto il Guinness World Record, prima italiana e seconda al mondo ad attraversare quattro continenti e 25 paesi in 144 giorni. La sua storia la trovate qui, ma soprattutto nel libro Sognando l’Infinito edito da Piemme.



Chi meglio di lei poteva partire da Milano, percorrere 2.100 chilometri per una nobile causa in pieno inverno e dopo 14 giorni arrivare a Oslo, sfidando neve, gelo e ghiaccio? Con sè aveva le firme raccolte sui social e nei negozi Touring di Roma, Milano, Torino, Genova e Padova. Paola è testimonial del Touring, comunità di viaggiatori che promuove anche il turismo slow e che insieme a Girolibero (il principale tour operator italiano specializzato in vacanze in bicicletta, con un catalogo di oltre 200 itinerari nel mondo) l'ha seguita tappa dopo tappa in Svizzera, Francia, Germania, Danimarca e Norvegia.

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Il suo motto è Tutto è possibile, basta solo crederci! Facciamolo nostro, riprendiamo a salire in bici, a stare in mezzo alla natura, a provare anche noi come ha fatto Paola la prima autostrada riservata ai ciclisti, in Germania, tra Duisburg ed Essen e che nel 2021 si svilupperà per circa 60 km nella regione della Ruhr (ma ce lo ricordiamo cos'era la Ruhr, la zona mineraria tedesca ora bell'esempio di riconversione turistica)? Buona pedalata a tutti, perché come dice Paola «Ogni viaggio è anche una scoperta di se stessi».

https://youtu.be/fvluJTVTM84

 

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