Lui paga, lei incassa, senza rapporti, ma neppure senza scambio di foto o video intimi né di altro tipo. Si chiama Money Mistress, un fenomeno che sta crescendo moltissimo, anche in Italia. Le protagoniste assomigliano a influencer di lusso, donne che si prestano ad apparire – in questo caso sì, – anche al fianco di uomini facoltosi o famosi, in cambio di doni costosi: borse, scarpe, abiti o vacanze. In comune hanno il fatto che ad aprire il portafogli sono per lo più manager, imprenditori, uomini in carriera che desiderano provare il brivido di perdere il controllo a vantaggio delle loro “dominatrici finanziarie”. Ma cosa c’è dietro?

Chi è la Money Mistress

Letteralmente indica una “dominatrice”, una “signora” o persino “padrona” finanziaria, che esercita la sua influenza proprio tramite il denaro che incassa da uomini con i quali non ha alcun contatto fisico: niente sesso né sexting. Solo un rapporto di sudditanza che l’uomo in questione cerca (e trova) nella sua “mistress”. Come ricorda il Giornale delle PMI /le piccole e medie imprese, a riprova della diffusione del fenomeno tra gli imprenditori), solo pochi mesi fa aveva fatto scalpore il caso di una giovane donna che si vantava di aver incassato borse, gioielli, orologi costosi, per un valore di 120mila euro. (facebook.com/share/r/1HcJ54eGTF/). Non un caso isolato, a quanto pare.

Come funziona il rapporto con la Money Mistress

«Se mi faccio regalare un Rolex e lo dico con tono sensuale e patinato, sono una donna di successo. Se lo faccio come dominatrice e lo ordino via messaggio, divento pericolosa. Ma è lo stesso gesto. Lui paga, io comando», raccontava una famosa dominatrice finanziaria attiva, presente anche su una piattaforma “specializzata” come MistressAdvisor.it, portale dove si può leggere che «Una mistress ideale sa bene come farsi rispettare e dominare un uomo, ha un carattere forte e le idee ben chiare. Inoltre sa come prendere l’iniziativa e non prova timore o vergogna quando agisce».

L’identikit della “donna Alpha”

È sempre il portale a descrivere la Money Mistress come una «donna Alpha, cioè in grado di portare il godimento dell’uomo ad alti livelli». Dove sta, infatti, il segreto di questo rapporto di sudditanza dell’uomo nei confronti della sua dominatrice? Proprio nel desiderio maschile (anche se esistono alcuni – rari – casi di rapporti inversi, con l’uomo dominatore economico) «di farsi sottomettere e, conseguentemente di provare forti emozioni». «La scelta della padrona, tuttavia, non è così semplice come si potrebbe pensare», chiarisce ancora il sito specializzato, che spiega: «La voglia di essere sottomessi, infatti, può arrivare all’improvviso e in qualsiasi momento della giornata».

I siti per scegliere la Mistress perfetta

Per questo, quindi, esistono siti di riferimento dove poter cercare la propria money mistress ideale, «in grado di trasformare qualsiasi uomo in un vero schiavo pronto a fare ogni cosa, quindi ad obbedire puntualmente agli ordini». A parte pochi casi di locali nei quali operano le money mistress o alcuni party a cui trovarle, in genere la ricerca e il tipo di “relazione” avviene a distanza, senza contatti fisici né visivi.

Il mondo del findom: cos’è

«Il fenomeno è noto e viene generalmente associato a una pratica che, nel contesto online, è definita financial domination (spesso abbreviata in findom). Si tratta di una dinamica relazionale di tipo para-sessuale o feticistico nella quale una persona – definita comunemente money slave, lo schiavo economico – prova gratificazione psicologica o erotica nel trasferire denaro o beni a un’altra persona, spesso chiamata “dominatrice” o financial dominatrix», spiega Eleonora Sellitto, sessuologa, love coach ed esperta di relazioni.

Il piacere di essere “dominati” economicamente

«Il tratto distintivo non è tanto il semplice atto di donare denaro, quanto il significato simbolico della sottomissione che quel gesto rappresenta», chiarisce ancora Sellitto, che spiega il tipo di relazione che si instaura tra la “padrona” e il suo “schiavo”: «In queste dinamiche la persona che paga può vivere una forma di eccitazione o appagamento nel sentirsi in posizione subordinata, nel “servire” o nel rinunciare volontariamente al controllo delle proprie risorse economiche».

Perché i soldi sono così importanti

«In molte dinamiche legate alla sfera del BDSM (Bondage and Discipline, Dominance and Submission, NDR) o delle fantasie di dominanza e sottomissione, il denaro diventa uno strumento relazionale e simbolico. Per alcune persone questo comportamento rimane episodico e inserito in un contesto consensuale e controllato; per altre può assumere caratteristiche più problematiche, soprattutto quando diventa compulsivo o economicamente dannoso». Ma perché i soldi sono così importanti? «Dal punto di vista psicologico, non si tratta di “pagare per nulla”. L’elemento centrale non è lo scambio materiale o l’incontro fisico, ma l’esperienza psicologica di potere e perdita di potere», chiarisce ancora l’esperta.

I manager che perdono il controllo

Come emerge chiaramente dall’analisi del fenomeno, gli “schiavi” sono spesso «persone che occupano posizioni di grande responsabilità – manager, imprenditori, professionisti – che vivono quotidianamente in ruoli in cui devono esercitare controllo, prendere decisioni e mantenere un’immagine di successo. In alcuni casi la fantasia di sottomissione può rappresentare una forma di compensazione psicologica o di sospensione del ruolo sociale, in cui si sperimenta temporaneamente la rinuncia al controllo», sottolinea Sellitto.

Gli elementi in gioco

La findom, inoltre, fa entrare in gioco atri elementi: «L’anonimato, la distanza emotiva e fisica, la possibilità di costruire dinamiche simboliche molto intense senza coinvolgimento reale. In altre parole, il pagamento diventa parte del rituale relazionale e fantasioso, non un semplice atto economico». Viene da chiedersi, però, se si tratti di una forma di empowerment femminile o se il ruolo della donna-padrona non assuma caratteristiche comunque analoghe a quelle della prostituzione, visto il pagamento che viene richiesto: «Il tema è complesso e va affrontato con cautela. Alcune persone interpretano queste dinamiche come una forma di empowerment perché vedono una donna in posizione di potere economico e simbolico rispetto all’uomo», premette la sessuologa.

È davvero empowerment per le donne?

«In realtà da un punto di vista psicologico e clinico è importante evitare letture troppo semplicistiche. Le dinamiche di dominanza e sottomissione – anche quando consensuali – non coincidono automaticamente con empowerment o emancipazione. In altre parole, il fatto che in una fantasia relazionale una persona detenga il potere non significa necessariamente che questo rappresenti un reale cambiamento nei rapporti sociali di genere – chiarisce Sellitto – È più corretto interpretarlo come una dinamica di ruolo all’interno di un immaginario erotico, che può essere consensuale ma non va automaticamente ideologizzata».

Il rischio di dipendenza per il sottomesso

Per chi la pratica, comunque, esistono rischi che possono portare fino alla dipendenza: accade «quando la pratica diventa compulsiva o economicamente dannosa, per questo è importante considerarla come un comportamento disfunzionale. Il primo passo, quindi, è riconoscere il problema e chiedere supporto. Un percorso psicologico o psicoterapeutico può aiutare la persona a comprendere i bisogni emotivi o relazionali che stanno alla base del comportamento, lavorare sul controllo degli impulsi e sulla gestione del denaro, esplorare eventuali dinamiche di solitudine, vergogna o ricerca di validazione», spiega la sessuologa.

Non giudicare, ma riconoscere i limiti

Come sottolinea l’esperta, «spesso è utile anche intervenire su aspetti pratici, come limitare l’accesso alle piattaforme o ai canali che alimentano il comportamento, oltre a costruire modalità più sane di esprimere la propria sessualità e i propri bisogni relazionali. L’obiettivo non è giudicare la fantasia in sé, ma ridurre il comportamento quando diventa distruttivo per la vita personale, economica o affettiva della persona», conclude l’esperta.