terra sole luna

Scoperti tre pianeti simili alla Terra

Forse non siamo soli nell'universo. È stata scoperta una nuova stella intorno a cui ruotano sette pianeti, come Biancaneve coi sette nani. E tre sono simili alla nostra Terra

I rumors degli ultimi giorni sono finalmente svelati: ebbene sì, sono stati scoperti sette pianeti, che girano intorno a una stella più piccola e più fredda del nostro Sole. A darne notizia è stata la NASA, che ha indetto una conferenza stampa per annunciare al mondo che tre pianeti su sette sono simili alla Terra, anche come clima, e perciò potenzialmente abitabili. Una novità che accende sempre più la speranza di non essere soli nell’universo.  

Anche se la stellina è cento volte più debole del nostro Sole, i suoi pianeti potrebbero essere brulicanti di vita. Oltretutto, i pianeti le ruotano intorno ben allineati e in sincronia con orbite brevi: un anno su ciascuno di loro dura solo pochi giorni dei nostri. Tutti piccolini e precisi, sembrano i Sette Nani che girano intorno a Biancaneve. Il nome che è stato dato alla stella è Trappist 1, per ricordare il telescopio belga, povero come un fraticello, che l’ha vista per la prima volta: anche con uno strumento da poco, quasi amatoriale, si posso fare grandi scoperte.  

Per essere abitabile un pianeta deve avere una distanza giusta dalla sua stella per mantenere l’acqua liquida: se sei troppo vicino l’acqua bolle e se sei troppo lontano si ghiaccia. L’acqua liquida è necessaria alla vita, almeno quella che noi conosciamo. Infatti, sulla Terra, i primi microrganismi sono proprio nati nell’acqua. Se questo è capitato sul nostro pianeta, potrebbe essere successo anche sui Sette Nani che danzano intorno a Trappist 1.  

Ma quanto è lontana Trappist 1? Quaranta “passi” da noi, in direzione della costellazione dell’Acquario. Peccato che un passo sia lungo un anno luce. Il che vuol dire che se partissimo con un’astronave che viaggi alla velocità della luce (non se ne possono fare di così veloci), raggiungeremmo la destinazione dopo quarant’anni. Metà della vita per scoprire un’altra forma di vita. Forse.  

Anche se i sette pianeti sono troppo lontani per andarci, possiamo guardarli e sentirli. Puntando un un grosso telescopio su di loro saremmo presto in grado di studiare la loro atmosfera, cercare acqua e tracce di attività biologica. Oppure potremmo usare un radio telescopio, come SKA (Square Kilometre Array), per ascoltare la loro televisione, magari trasmettono programmi simili ai nostri. Dipende molto dal grado di evoluzione.  

La NASA dice che la scoperta è tutta loro. La verità è che gli autori principali sono gli scienziati dell’università di Liegi in Belgio e di Marrakech in Marocco. Ma a causa del tipico imperialismo americano, la NASA vuole accaparrarsi tutti gli onori. Non c’è da stupirsi. Per noi terrestri la cosa importante è che dopo aver esplorato in lungo e in largo il globo terrestre, il “Marco Polo” che c’è in noi ora dovrà realizzarsi nell’Universo, immenso eppure così familiare, tanto da farci scoprire pianeti, simile al nostro, anche intorno a piccole stelle. Ad oggi abbiamo trovato circa 3.700 pianeti fuori dal nostro Sistema Solare. La possibilità di incontrare una forma di vita (un batterio invisibile a occhio nudo, un ragno peloso oppure il mitico ET) non è un’illusione. 

Riproduzione riservata