Truffe sul web, occhio alle case per le vacanze

23 05 2016 di Lorenza Pleuteri
Credits: Olycom

La Polizia avverte: nuove truffe sul web. Attenzione alle case in affitto per le vacanze, alle e mail con super bollette dei gestori, ai buoni acquisto di Mac Donald's.

Nuove truffe sul web in arrivo. Case per le vacanze inesistenti, in affitto online a prezzi stracciati. Coupon taroccati. E mail di gestori con super bollette e allegati che infettano di virus il computer. E via elencando.

La fantasia e la faccia tosta dei truffatori sono senza limiti. Ai vecchi trucchi, ripescati e modernizzati, si aggiungono nuove trappole. Le pagine social e i siti della polizia di Stato e della polizia postale (Agente Lisa, Una vita da social e Commissariato di ps online su Facebook e www.commissariatodips.it) aggiornano sistematicamente il “catologo” delle tipologie di truffe e lanciano allerte e consigli. Ma non sempre arrivano in tempo, non per tutti. Ecco le ultime segnalazioni.

Le case per le vacanze

Si avvicinano le vacanze e va in scena un copione collaudato. Su internet vengono offerte belle ville a prezzi stracciati. Per rendere il tutto più credibile a volte viene inviato per posta un mazzo di chiavi della dimora estiva. L’acconto richiesto, da versare su una carta postale o con il circuito Wester union, non è altissimo. Ma poi l’intermediario sparisce e si scopre che la casa non è mai esistita o non è in affitto. Per evitare pessime sorprese, su questo fronte, la polizia suggerisce a turisti e villeggianti: “Fare attenzione ai prezzi troppo bassi rispetto ad annunci dello stesso tipo, diffidare della richiesta di modeste caparre da pagare con sistemi non tracciabili, attuare verifiche sull’offerente e sull’immobile attraverso motori di ricerca e Google maps”.

Bollette e cartelle esattoriali

Attenzione alle e-mail provenienti da mittenti che si presentano come Enel, Tim-Telecom e Agenzia delle Entrate, recapitando superbollette da 900 euro ed esose cartelle esattoriali. Sono false e pericolose, se vengono attivate cliccando sui link inseriti nei messaggi o aprendo gli allegati. Possono installare virus e rubare username e password per commettere altri reati. Chi ha chiesto l’invio della fattura elettronica da un gestore, la riceve in pdf.

Gli allegati da non scaricare

 Se l'allegato è un file in formato zip, non scaricarlo né aprirlo. Idem se in allegato o dentro lo zip si trova un file exe, una calamità. “Prima di fornire dati sensibili tramite e-mail – altro consiglio - è necessario chiamare il numero verde del mittente. In questo modo, parlando con gli operatori, si potranno chiedere tutte le spiegazioni del caso, per accertarsi se la comunicazione ricevuta sia genuina o truffaldina”.

I buoni acquisto di McDonald’s

“McDonald’s per il suo compleanno sta dando buoni gratuiti del valore di 50 euro”. Se avete ricevuto questa comunicazione su ‪WhatsApp, mette in guardia la polizia, sappiate che è una truffa e una bufala. “Il messaggio contiene un link che porta a un sito web di un finto sondaggio. Dopo aver risposto a tutte le domande, si riceve la richiesta di condividere la stessa indagine con dieci degli amici su WhatsApp. Una volta fatto, arriva un link per scaricare un'app, registrarsi e ricevere il coupon”. Meglio astenersi, suggeriscono gli investigatori: “I messaggi ed i collegamenti potrebbero contenere malware in grado di compromettere i dati di smartphone o pc”.

Gli sms truffa “by Apple”

Occhio anche ai messaggini che sembrano provenire da Apple. “Da qualche giorno anche in Italia vengono inviati sms esca il cui mittente fasullo è Apple. In inglese si chiede di cliccare su un apposito link per disdire acquisti iTunes per un importo tra i 40 e i70 euro. Non fatelo. Chiaramente si tratta di acquisti mai effettuati, ma l’indicazione “Apple Support” può trarre in inganno e indurre a procedere. Un altro sms, questa volta in un pessimo italiano, invita a cliccare sul link per aggiornare il database degli utenti Apple, pena la cancellazione definitiva del nostro account”. Pure in questo caso, l’ennesima trappola, non seguire le istruzioni e eliminare il messaggio.

Il finto eroe di guerra

Un presunto “militare”, di solito di nazionalità statunitense, aggancia donne online. Dopo averne carpito la fiducia, raccontando improbabili gesta eroiche compiute nei più pericolosi teatri di guerra del pianeta, le seduce. E comincia a domandare favori, e soldi, con fantasiose motivazioni. Non tutte fiutano l’inganno. Ne sa qualcosa, ad esempio, una signora riminese di mezza età. Un soldato americano l’ha contattata tramite il sito da lei utilizzato per imparare e migliorare la lingua inglese. “Mi chiamo John Reed – si è presentato – e presto servizio in Afghanistan”. Sono seguite e-mail e lusinghe. La “truffa romantica”è andata in porto. Il sedicente militare ha fatto innamorare l’interlocutrice e le ha raccontato una storia avvincente, da film. L’ha indotta a credere di aver salvato una personalità straniera, nel corso di una missione speciale, e di aver ricevuto quasi due milioni di dollari come ricompensa. Poi le ha chiesto una cortesia. Poterle inviare una scatola con il denaro, da custodire fino al suo ritorno dal fronte. La donna ha accettato e gli ha fornito tutti i dati necessari per effettuare l’operazione. Chiamata da una presunta ditta di spedizioni, con la richiesta di anticipare le spese per il recapito del pacco, non ha esitato. Con più bonifici, in varie riprese, ha pagato 15mila euro prima di capire di essere caduta in trappola










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