Teach writing on whiteboard
Teach writing on whiteboard --- Image by © Steve Hix/Somos Images/Corbis

Tutti dal preside! Con il curriculum online

In attesa che la riforma della scuola diventi legge, viene da chiedersi come cambieranno i rapporti tra prof e presidi. E come noi genitori giudicheremo i professori. Sarà per tutti una grande sfida

 

Riforma della scuola: non sappiamo ancora nel dettaglio quale testo va in Parlamento e quale ne uscirà, ma da ex studentessa e mamma di uno studente mi permetto un paio di domande sui presidi, sui curricula online e su noi genitori.

Eviterò di dare troppi numeri faccio perché non so dove si prenderanno i soldi e perché mi sono già persa quasi 50.000 docenti nei papapabili all’assunzione, passati in pochi giorni da 148.000 a 100.000…

Una volta la minaccia «Tutti dal preside!» poteva gelare intere classi di studenti che avevano deragliato rispetto a un tot di regole. Presto potrebbe diventare l’aspirazione dei prof che saranno reclutati dai dirigenti di istituto…

I docenti, che saranno inseriti in albi territoriali, dovrebbero avere un posto di lavoro ma dall’esame dei curricula i dirigenti potranno assumere quelli con le competenze più adatte alle realtà scolastiche e territoriali di arrivo. Domanda che nasce dalla mia incompetenza:

 Se due presidi si contendono la “testa” (in senso prestigioso, non sanguinario) dello stesso prof, come se la giocano? Chi vince la battaglia?

 

Non solo. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà un bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Una convocazione nell’ufficio di presidenza sarà la tappa più agognata o temuta dai docenti. I prof dovranno imparare a presentarsi come un valido “brand” da esporre ai piani alti degli scaffali d’istituto.

 
Sono pronti docenti e dirigenti a destreggiarsi tra le affascinanti ma scivolose leggi del marketing (uno degli scivoloni a cui penso è quello della piaggeria e della sensibilità alle lusinghe)?

 

Anche questa sarà una domanda futile perché di certo i burocrati che maneggiano la materia scolastica e tanti destini dei prof avranno  già la soluzione. Ma, come dicevo, sono incompetente. E sarò pure incompetente quando leggerò i curricula dei docenti online. Perché la trasparenza va bene, poi però occorre farne buon uso.
Quanti di noi genitori di fronte al menu proposto, i bilanci delle scuole, la loro edilizia e la biografia studiorum del docenti, cliccheranno alla voce esercizio finanziario o a quella serramenti/intonaci e non, invece,  a quella molto più appetitosa dei voti di chi dà voti ai nostri figli?

 

 

Chi catturerà il mio plauso e quello di altre mamme riunite al bar come collegio giudicante: il prof o la prof che ha frequentato un corso di entomologia giurassica o quella/o che ha conseguito un diploma pure in morfologia hegeliana? Già vedo noi madri scatenate lungo una china pericolosa: le più spavalde passeranno dalla sicumera del «Mio figlio è più bravo del tuo» al nuovo slogan dell’arrivismo «Il prof di mio figlio è più bravo di quello del tuo», brandendo sullo smartphone l’apposita pagina web certificante.

 

Ma anche  gli studenti di fronte a un curriculum che suona di serie B potrebbero essere se non crudeli di certo irrispettosi. Perché altre competenze cruciali stanno strette su carta e ancor più sul web: quelle che fanno di un prof o di una prof  una persona che riesce a trasmettere saperi e sa anche ascoltare e parlare con i ragazzi; che ha quella saggezza della testa e del cuore grazie a cui conosce i tempi e i modi della rigidità e quelli dell’accoglienza.

 

Non so quale sia la soluzione migliore: tenere i curricula dei prof chiusi nei cassetti delle loro case, nei caveau delle scuole o del ministero oppure lanciarli, a rischio di roboanti ruzzoloni, nel world wide web?

 

L’unica cosa che mi pare di capire è che a tutti - prof, presidi, studenti e noi genitori - sarà chiesta una dose aggiuntiva di responsabilità. Unica strada per non sfarinare quel poco che resta di un valore fondamentale a lungo picconato: l’autorevolezza di chi insegna. Perché, come dice un proverbio cinese, «chi ti è maestro un giorno ti è maestro tutta la vita».

 

 

 

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