Non una necessità, non un ripiego legato a regali sbagliati che si sono ricevuti a Natale, ma una vera e propria scelta. Secondo una ricerca, infatti, per gli italiani il regifting sta diventando una pratica sempre più diffusa e non solo come una via di uscita per liberarsi di doni poco appropriati: i dati mostrano che si tratta di un fenomeno di tendenza per oltre la metà della popolazione.

Il regifting diventa una tendenza

Secondo l’indagine, condotta per conto di eBay, oltre 1 italiano su 3 ha rivenduto i regali indesiderati con un guadagno medio di circa 50 euro. Intorno a quello che fino a poco tempo fa era considerato solo un modo per “sbarazzarsi” di oggetti ricevuti e ritenuti poco appropriati, o non graditi, è nato un vero e proprio mercatino del regifting, che corre soprattutto online: se fino a qualche anno fa ci si affidava a riviste specializzate nella seconda mano, oggi il 76% degli italiani si affida alle piattaforme digitali per la rivendita (il 15% in più rispetto allo scorso anno).

Perché cresce il fenomeno del regifting, riciclare per scelta

«Il fenomeno è in crescita, è vero, in parte trainato anche dall’esempio di alcuni influencer che però mettono in vendita oggetti a volte ricevuti in regalo, ma che risultano per loro inutili. Quindi la tentazione di guadagnarci qualcosa c’è», commenta Elena Farinelli, esperta di social media, creator, docente universitaria di Social Media Marketing. Diverso è il discorso quando si tratta di persone comuni, che decidono di disfarsi di regali che non piacciono. In questo caso può subentrare la tentazione di sfruttare il mercato del second hand, magari guadagnando qualcosa con la rivendita di prodotti “sbagliati” che, secondo eBay, provengono soprattutto da amici o persino partner.

Riciclare i regali: agli italiani piace il regifting

albero di natale con doni e luci

Una conferma arriva da una nuova ricerca condotta da Vinted in collaborazione con Atomik Research, su oltre 14.000 adulti (2.003 in Italia): emerge che, nonostante l’abbigliamento rimanga leader del mercato second hand (54%), i consumatori si stanno orientando con sempre maggiore frequenza verso settori come elettronica (51%) e intrattenimento (50%) che, secondo gli esperti del campo, sono destinati a crescere.

Cosa si rivende online

«Nello specifico, il 60% degli adulti italiani dichiara di sentirsi più propenso rispetto a un anno fa ad acquistare articoli di intrattenimento di seconda mano; un trend simile riguarda hobby & collectibles (58%) e articoli per la casa (51%). Tra i pezzi più gettonati ci sono console da gaming, tablet e smartphone. Se si dovessero ricevere a Natale prodotti di questo tipo, come oggetti da collezione o per la casa che risultano inutili, doppioni o semplicemente non piacciono, non resta altro che pensare, quindi, al regifting.

Cosa si ricicla dopo Natale

Gli italiani ricevono regali indesiderati che spaziano tra le categorie più diverse, rivenderli sta diventando una pratica sempre più consolidata e parte delle loro abitudini. Secondo una recente ricerca condotta da Ipsos per eBay, in cima alla lista dei regali più rivenduti, anche a Natale, ci sono vestiti, scarpe e accessori (citati dal 44% degli intervistati) e articoli per la casa (33%), seguiti libri e fumetti (18%), gioielli e orologi (17%) ed elettronica (14%). Dalla ricerca emerge inoltre che, per le prime due categorie, la propensione alla rivendita è maggiore, persino tra chi non ha mai praticato il regifting prima», spiega Margot Olifson, Country Manager di eBay in Italia.

L’incubo dei regali non graditi

Secondo la recente ricerca condotta da Ipsos per eBay «il fenomeno del regifting si conferma, per il secondo anno, un trend consolidato e una pratica sempre più accettata. Lo scorso Natale, il 44% ha ricevuto almeno un dono non gradito e il 20% ha deciso di metterlo in vendita. Quasi il 60% degli intervistati è disposto a vendere i regali non graditi ricevuti nel corso dell’anno, con un 48% che prevede di farlo nella stessa misura dello scorso anno e l’11% addirittura in misura maggiore. Se guardiamo al regifting in generale, al di là del periodo natalizio, oltre 1 italiano su 3 ha già rivenduto almeno un articolo indesiderato», conferma Olifson.

Chi vende (e chi riceverebbe regali di seconda mano)

Sono sempre i dati di Vinted, invece, a certificare una nuova realtà: 3 italiani su 5 (60%) affermano che sarebbero felici di ricevere un oggetto di seconda mano come regalo. Oltre la metà (53%) dice che prenderebbe in considerazione l’idea di fare a qualcuno un regalo di seconda mano, ma a colpire sono anche le motivazioni: tra coloro che dichiarano di essere felici di ricevere un regalo di seconda mano si trova, infatti, l’idea di una maggiore sostenibilità e consapevolezza ambientale (48%), il valore sentimentale (40%), oltre a praticità e utilità (35%) di questa scelta.

Il valore sentimentale e nostalgico del regifting

In realtà l’indagine mostra come, quando si ha a che fare con la rivendita di oggetti propri, subentra anche una componente ‘nostalgia e una connessione emotiva: oltre 7 adulti italiani su 10 (71%) dichiarano di rimpiangere di aver gettato via i giocattoli o i collezionabili della loro infanzia e vorrebbero poterli ritrovare. Il 71% si dichiara interessato a dare o ricevere come regalo supporti fisici come vinili, CD o VHS. Il 60% dei consumatori italiani ha acquistato un articolo di seconda mano specificamente per la sua storia unica o per il suo valore affettivo. Quindi, anche chi opta per il regifting potrebbe in qualche modo “rendere felice” qualcun altro o qualcun’altra.

Gen Z più propensa a rivendere

«Il trend è più tipico, comunque, della Gen Z per diversi motivi: per motivi di età sono giovani cresciuti con app come Vinted o DePop. Per loro l’idea di comprare o vendere oggetti usati o passati di mano è normale, non hanno pregiudizi e sono meno possessivi nei confronti dei prodotti che possono essere venduti – spiega Farinelli – Inoltre i Millennials, specie se hanno un certo seguito, si fanno più remore nell’esporsi vendendo qualcosa di seconda mano», osserva l’esperta.

Rivendere anche per guadagnare

D’altro canto, se non vengono venduti, molti oggetti rischiano di finire nel dimenticatoio di qualche armadio o cantina o soffitta, mentre potrebbero fruttare qualche piccolo guadagno in caso di vendita online. Oggi il 56% dei consumatori italiani afferma di avere in casa oggetti che non utilizza, per un valore complessivo superiore ai 400 euro. Il 20% degli intervistati arriva a stimare il valore degli oggetti inutilizzati che ha in casa oltre 1.000 euro. Insomma, un piccolo tesoretto che non consiste solo in capi di abbigliamento: ci sono anche, libri, vinili, console, così come piccoli elettrodomestici, senza dimenticare – dato il periodo natalizio – i giocattoli dei figli, magari lontani dai loro interessi o inadatti per età.

Riciclare i regali per liberare spazio

Certamente il “riciclo” non rappresenta una vera e propria fonte di guadagno, a meno che non si tratti di un creator che riceve regolarmente oggetti che poi vuole rimettere in vendita: «Anche nel loro caso, però, non bisogna pensare che l’obiettivo sia arricchirsi: molto più spesso è un modo per liberarsi di materiale che non usa e occupa spazio, senza doversi recare nelle sedi di enti benefici – commenta Farinelli – può quindi essere un modo per arrotondare, ma prevale l’idea di liberarsi di qualcosa di superfluo».

Nel caso di oggetti più voluminosi, come attrezzature sportive o pezzi da collezione, potrebbero poi trovare una nuova vita grazie a siti e piattaforme. È anche «un cambiamento culturale più profondo, con l’adozione di una mentalità orientata al second-hand che va oltre la moda», chiarisce Eve Taraborrelli, Communications Manager Western Europe di Vinted, secondo cui si tratta dello specchio di «abitudini di consumo in evoluzione e di una crescente attenzione verso scelte più intelligenti».