Sciopero dell’8 marzo: le cose da sapere

07 03 2017 di Redazione
Credits: Non una di meno è una delle associazioni coinvolte nello sciopero delle donne dell'8 marzo in Italia

L'8 marzo le donne scendono di nuovo in piazza in oltre 40 Paesi nel mondo: la protesta è stata organizzata dalla Women's March e ha diverse motivazioni. Ecco quali. 

Lo sciopero generale dei mezzi di trasporto non sarà l'unica protesta a rendere il prossimo 8 marzo un giorno particolare in molte città italiane. Quest'anno, infatti, anche nel nostro Paese la festa delle donne coincide con un invito a scendere in piazza a protestare pacificamente e a far sentire la propria voce. Lo sciopero indetto in concomitanza con la Giornata internazionale della donna vede confluire diversi movimenti e associazioni nel mondo. L'idea è partita dall'associazione argentina Ni Una Menos e vede la partecipazione di Women's March, il movimento americano che aveva portato per le strade del mondo milioni di donne il giorno dopo l'inagurazione della presidenza di Donald Trump.

La manifestazione dell'8 marzo nasce dalla volontà di mantenere viva l'attenzione sulla rivendicazione dei diritti delle donne che stanno animando moltissimo il dibattito pubblico negli ultimi anni: dall'uguaglianza di genere al divario di stipendio ancora esistente fra uomini e donne, passando per le tematiche LGBTQI e quelle legate al corpo e alla salute pubblica, compresa la richiesta per un accesso sicuro ed equo all'interruzione di gravidanza. 

Perché si sciopera in Italia

Anche in Italia ci saranno cortei, assemblee in piazza e in vari edifici pubblici come scuole, ospedali e università, sparsi per tutte le maggiori città. Hanno aderito allo sciopero i sindacati Usi, Slai Cobas, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc e Cgil: incroceranno le braccia molti dipendenti del servizio pubblico e molti insegnanti. Tra le tematiche rivendicate in particolare dai movimenti e dalle associazioni italiane c'è naturalmente quella della violenza sulle donne - tema attualissimo in un Paese dove il "delitto passionale" e il "femminicidio" fanno parte del sottostrato culturale - ma non solo.

A proposito di violenza sulle donne e diritti delle minoranze

A questo proposito, si discute della «trasformazione dei Centri Antiviolenza in servizi assistenziali» stabilita con un emendamento della Legge di Stabilità del 2015, che di fatto obbliga le donne che dopo aver subìto violenza decidono di rivolgersi al pronto soccorso ad avviare un percorso giudiziario. Secondo molte associazioni che si occupano di donne abusate, la misura otterrebbe l'effetto contrario, ovvero quello di non far emergere le denunce.

Tra gli altri motivi per cui si scende in piazza c'è la richiesta per la piena applicazione della Convenzione di Istanbul, che è stata ratificata dall’Italia ma senza un vero recepimento e quella per il pieno accesso alla pillola abortiva RU486. Più in generale, le scioperanti vogliono contestare tutte le forme di linguaggio sessista nell’informazione, nella comunicazione e nello spettacolo e, allo stesso tempo, richiedere un'uguaglianza che coinvolga tutta la popolazione, senza distinzione di genere, provenienza etnica o orientamento sessuale: si inserisce in questo senso la richiesta di una legge che garantisca la cittadinanza ai bambini che nascono nel nostro Paese.

Cosa succede nel mondo e come partecipare

In America, Women's March non ha organizzato dei cortei come quelli del 21 gennaio, ma una serie di comizi e attività culturali per stimolare la discussione pubblica. Lo stesso accade in 40 Paesi diversi in tutto il mondo. Le modalità di partecipazioni sono semplici: se vi trovate in una delle città dove è stato organizzato un corteo (come Milano e Roma, ad esempio) basterà cercare le informazioni utili digitando "Lotto Marzo" su Facebook per trovare i gruppi che sono stati creati appositamente.

Sono invitate in piazza studentesse e pensionate, disoccupate e lavoratrici, italiane e migranti, tutte insieme. Per chi volesse partecipare anche via social, le organizzatrici invitano a postare un video in cui si spieghi il motivo della propria adesione utilizzando l'hasgtag #ScioperoPerché e #ScioperoCome. Un motivo finalmente valido di utlizzare tutti quei video live su Instagram, Facebook e Whatsapp, no? Buon 8 marzo a tutte! 


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