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Il testamento diventa solidale

Donare l’eredità ad associazioni benefiche. In 10 anni sono aumentati del 15% gli italiani che lo fanno. Soprattutto fra le donne

Solo l’8% degli italiani fa testamento (contro l’80% dei britannici e il 50% degli americani), è più che altro una questione scaramantica. «Firmare questo documento spinge a pensare alla morte, cosa che a nessuno fa piacere. Ma negli ultimi 10 anni è aumentato del 15% il numero di chi, mettendo per iscritto le ultime volontà, vuole lasciare qualcosa a chi ha bisogno» dice Rossano Bartoli, portavoce del Comitato testamento solidale che riunisce 16 onlus (testamento solidale.org). E 6 volte su 10 a donare sono le donne.

A che serve il testamento solidale

Con ciò che gli italiani offrono delle proprie eredità si fa tanto. «La Lega del filo d’oro, che aiuta i sordociechi, ha potuto costruire una foresteria per i parenti dei pazienti del centro di Osimo, in provincia di Ancona, grazie al lascito di una signora» racconta Bartoli, che è anche segretario nazionale della Lega. «La casa porta il nome di suo padre, perché a molti piace l’idea che il ricordo di sé o quello dei propri cari sia legato a qualcosa di buono, utile e concreto».

Grazie ai 40.000 euro che l’Associazione italiana sclerosi multipla ha ereditato da un anziano di Trieste è stato possibile potenziare i servizi in città. Anche le piccole somme, però, sono aiuti preziosi: Save the Children, per esempio, con un’eredità di 1.800 euro può rifornire di medicinali un ospedale in Liberia per un mese. Che la donazione solidale sia una pratica da ricchi è solo un luogo comune. «La gran parte dei lasciti è composta dall’insieme di quantità di denaro limitate» assicura Rossano Bartoli.

Chi sceglie il testamento solidale

Molte donazioni arrivano da persone che non hanno familiari stretti. Certo, si può lasciare la propria eredità ai parenti fino al sesto grado, ma c’è chi preferisce aiutare la comunità. È il caso dell’ex maestra di Cremona che era vedova e aveva perso i figli: ha lasciato 600.000 euro e la casa alle associazioni della sua città.

«Anche chi ha una famiglia, però, sempre più spesso decide di fare una donazione: una scelta che di solito non crea dissidi, perché la legge italiana prevede comunque quote protette per gli eredi diretti» spiega Rossano Bartoli del Comitato testamento solidale. In ogni caso, la procedura è semplice. Basta indicare nel testamento, olografo (cioè scritto di proprio pugno, datato e firmato) oppure redatto da un notaio, l’associazione che si intende aiutare.

«Molti ci contattano chiedendo se si possa avere in cambio piccoli favori» racconta Bartoli. «Come un signore che ci ha appena donato la casa con la promessa che i suoi cani e gatti restino a vivere nel giardino».


I NUMERI DEL FENOMENO

Metà dei lasciti solidali in Italia è inferiore ai 20.000 euro, nel 25% dei casi è tra i 20 e i 50.000 e solo l’8% delle volte supera i 100.000 euro (dati GfK Eurisko in occasione della campagna Testamento solidale).

UNA GIORNATA PER SAPERNE DI PIÙ

Il 13 settembre si celebrerà la IV Giornata internazionale del lascito solidale e si terrà un convegno alla Camera dei deputati.

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