Woman sitting under tree, reading book
Woman sitting under tree, reading book --- Image by © ZZVE Illust/Eastnine Inc./Corbis

Meglio una psicoterapia oggi (e un uomo domani)

«Ci metterà due anni» mi dice. «Non resisto nemmeno una settimana» le rispondo. Se mai avrete la fortuna (sì, ho detto fortuna) di sedervi un giorno di fronte a una psicologa con un po' di ingarbugli esistenziali da risolvere vi auguro di sentirvi dire più o meno così. Perché ci sono momenti in cui le coordinate della vita si incrociano in un punto critico che sembrava fermo lì ad aspettarci da sempre. E quando succede, spesso verso i 40 anni, spesso dopo un matrimonio finito, una grande perdita o una vita che delude e non decolla, la soluzione migliore è affidarsi a un'analista sincera. Una che:

- non ti propone soluzioni veloci, ma nemmeno vie d'uscita eterne

- ti guarda dritta negli occhi per 45 minuti e non si nasconde distratta dietro un lettino

- risponde al tuo bisogno di domande e di perché, sostenendoti ma anche bacchettandoti

- sa velocemente capire i tuoi meccanismi e smascherare le tue dinamiche catastrofiche.

Entrare e uscire da uno studio di una psicologa per un anno e mezzo è forse l'investimento (anche economico) migliore che si possa fare. In quella stanza si lasciano angosce e pensieri, si distillano dolori, si trova una stampella per tornare a camminare dritti. In quelle sedute si impara a dare un senso agli sbagli, pur sapendo che si commetteranno ancora molti errori. Si alleggeriscono i carichi riguardando a rovescio la propria vita e si scaricano problemi e bolle d'ansia senza riversarli su amiche e amanti.

Devo molto allo sguardo severo ricevuto in terapia: se non avessi incontrato durezza e sincerità non mi sarei mai rialzata con tanta determinazione. Senza un colpo basso piazzato a dovere non avrei avuto lo stimolo per reagire. Se le chiacchierate non fossero state incontri di boxe (lei tirava, io rispondevo per difendermi) sarebbe stata una palestra di vita inutile.

Forse non tutti hanno bisogno di severità nel mezzo di un momento di crisi e ogni terapia breve o lunga, freudiana, junghiana, serissima o vagamente cialtrona ha la sua validità. Con me la terapia "rock" ha funzionato. E se oggi la mia vita ha preso una nuova, dolce e inaspettata direzione, se dove prima c'era il vuoto oggi c'è così tanto pieno è anche merito della mia psicologa un po' sadica e molto rockettara. Forse ha agito per contrasto, chissà.

Di certo da lei ho imparato un metodo per disinnescare future crisi e un principio importante: a una certa età la felicità, l'entusiasmo e l'equilibrio non ti sono dovuti. E prima di investire su nuovi affetti e di costruire rapporti sentimentali autentici devi avere il coraggio di fare pace con la parte peggiore di te. E con i tuoi -inevitabili- demoni.

http://www.youtube.com/watch?v=mWRsgZuwf_8

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