Attacco hacker a Yahoo!. 5 consigli su come proteggere i nostri dati

Yahoo!, nota azienda americana fornitrice di servizi internet in tutto il mondo (dalle notizie alle caselle di posta elettronica, dal motore di ricerca ai contenuti video) è stata oggetto di un cyber attacco molto importante. Sono stati violati 500 milioni di account: il più grave attacco informatico della storia, sembra ordinato da uno stato straniero.

E non è la prima volta che succede. Già lo scorso agosto, Yahoo! aveva riferito che era in corso un’indagine su un attacco nel quale un hacker rivendicava di aver violato 200 milioni di account e di averne rivenduto le credenziali online. Ma è possibile difendere i nostri dati? Come possiamo tutelare i nostri account e le nostre caselle di posta elettronica? Ci siamo fatti suggerire alcuni accorgimenti

Password diverse e non ‘riciclate’

Sappiamo che fa parte dell’economia mentale risparmiare su informazioni da conservare nella nostra memoria. Per pigriza, siamo portati ad avere una password che usiamo per tutti i servizi. Nulla di più sbagliato. Una volta scoperta la scorciatoia, per l’hacker sarà facilissimo insinuarsi anche nei vostro social o nelle altre vostre caselle. Yvette Agostini, esperta di sicurezza informatica, si raccomanda: «Non utilizzate mai la stessa password per più siti o account di mail o di social network. E poi cambiatele frequentemente, evitando se possibile di ‘riciclare’ quelle già usate in passato».

Password complesse

Ancora la nostra esperta ci suggerisce: «Utilizzare password sicure, ovvero complesse: che siano lunghe, che contengano lettere maiuscole, caratteri speciali e numeri. Evitatele poi di esporle ad occhi indiscreti. Si trovano poi in commercio alcuni software di gestione delle password, che hanno la funzione di essere una nostra memoria. Se le ricordano per noi. Basta rivolgersi a un tecnico di computer per farci suggerire il software che sia compatibile con il nostro dispositivo. Inoltre un’altra accortezza importante è l’aggiornamento di software e programmi che usiamo per le nostre attività in rete, sia di ‘navigazione’ sul web o per la consultazione di mail. Dovrebbero essere mantenuti sempre aggiornati ed è indispensabile una scansione regolare con antivirus, anch’esso aggiornato)» ci dice Yvette Agostini.

Two step authentication

«I maggiori fornitori di servizi mail ed i più diffusi social network (per esempio Google, Dropbox e Facebook, ndr) offrono la possibilità di abilitare l’autenticazione in due fasi: è la così detta ‘two step authentication’. Oltre a ID e password, vi è un invio di sms, a un numero telefonico indicato, con un codice aggiuntivo alla password, che va inserito per portar a buon fine l’autenticazione. E’ più sicuro, pur aumentando la quantità di informazioni personali (numero di cellulare) che l’utente cede al fornitore di servizi» ci spiega l’esperta di sicurezza informatica.

Galeotta fu la gelosia

Ci sono coppie che condividono l’accesso a uno stesso social o a uno stesso account mail. «È una prassi che magari può tranquillizzare le coppie affetta da gelosia, ma aumenta vertiginosamente il rischio di compromissione della password, rende la vita molto semplice a un eventuale stalker. Quindi: evitare» taglia corto Agostini

Occhio al phishing

Il fenomeno è quelle delle mail che arrivano da poste o banche e dove veniamo avvertiti della necessità di una conferma delle nostre password. Non cascateci, avverte Agostini: «Invitano a cliccare su link apparentemente leciti e noti. E che invece sono veicoli di attacchi più o meno complessi ai propri dati (password incluse)». Nessun istituto di credito si sognerebbe di chiedervi mai l'invio delle vostre password con una mail.

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