A diciotto anni può sembrare che tutto stia per cominciare e, nello stesso momento, che qualcosa stia già finendo. È proprio dentro questa terra di mezzo che entra FOMO, serie tv disponibile su RaiPlay dal 17 settembre 2026.
Per un anno scolastico le telecamere hanno seguito una quinta del liceo linguistico Vittoria Colonna di Roma, accompagnando i ragazzi fino alla maturità. Scuola e feste, amori e amicizie, confessioni nelle proprie stanze, social e paura di restare fuori. Qui, però, non ci sono attori che interpretano adolescenti. I protagonisti raccontano sé stessi.
“FOMO“, quante puntate sono e quando escono su RaiPlay
FOMO è composta da 12 puntate, che RaiPlay rende disponibili in tre momenti diversi. I primi quattro episodi arrivano giovedì 17 settembre 2026. Il secondo boxset, sempre di quattro episodi, esce giovedì 24 settembre. Gli ultimi quattro saranno disponibili giovedì 1° ottobre.
La serie è un Original della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali. È scritta e diretta da Pietro Daviddi e David Gallerano ed è una produzione OUR FILMS. I produttori sono Gabriele Immirzi, Lorenzo Mieli e Mario Gianani.
Rai presenta FOMO come una docu-serie. Una definizione che aiuta a capire subito la natura del progetto. Non c’è una sceneggiatura che mette parole prestabilite in bocca ai ragazzi. La telecamera entra, invece, nella loro quotidianità e li accompagna durante un passaggio molto particolare della vita.
Il punto di arrivo è la Maturità. Ma prima dell’esame ci sono mesi di scuola, relazioni che cambiano e decisioni sul futuro. Ed è proprio questo tempo sospeso a diventare il vero terreno del racconto.
La trama e cosa racconta
La storia comincia in una quinta del liceo linguistico Vittoria Colonna di Roma. Per un intero anno scolastico le telecamere seguono gli studenti dentro e fuori dalla scuola, fino al giorno della Maturità.
La quotidianità entra così nel racconto senza bisogno di grandi colpi di scena. Ci sono le interrogazioni e le assemblee, ma anche le feste e i momenti trascorsi insieme. Poi arrivano le amicizie, le pene d’amore, le incomprensioni e quella domanda sul futuro che diventa inevitabile quando la scuola sta per finire.
A fare da sfondo c’è una vita nella quale online e offline si intrecciano continuamente. I social non sono semplicemente uno strumento che i ragazzi utilizzano. Entrano anche nel modo di percepire sé stessi e gli altri. Il numero dei follower, l’esposizione pubblica e il bisogno di piacere diventano parte delle conversazioni.
Eppure FOMO non racconta un gruppo di adolescenti chiusi dentro lo smartphone. I ragazzi ridono, si innamorano, litigano e si divertono. Sono curiosi soprattutto delle persone che hanno intorno. Proprio questa normalità permette alla serie di mostrare le contraddizioni dei diciotto anni senza trasformarle necessariamente in un caso generazionale.
Il cast di “FOMO”: chi sono i ragazzi protagonisti
Quando si cerca il cast di FOMO bisogna fare una piccola precisazione. I protagonisti non sono attori e non interpretano personaggi. Sono gli studenti che hanno accettato di farsi accompagnare dalle telecamere durante il loro ultimo anno di liceo.
Tra i ragazzi che emergono nel racconto ci sono Tancredi, Valerio Clemente, Tea, Frida e Lucia, insieme agli altri compagni della classe. Ognuno porta davanti alla macchina da presa una parte diversa della propria esperienza.
Ci sono insicurezze e desideri, relazioni sentimentali e amicizie. Emergono anche il bisogno di sentirsi ascoltati e il peso delle aspettative. Alcuni ragazzi parlano apertamente di attacchi di panico e del ricorso a un percorso psicologico. Un disagio che può diventare particolarmente evidente davanti alle grandi prove: l’ansia degli adolescenti non riguarda soltanto gli esami e la Maturità, ma può accompagnare un periodo molto più ampio della loro crescita. Altri raccontano il desiderio di piacere e la fatica di sentirsi continuamente chiamati a dimostrare qualcosa.
La telecamera li segue anche lontano dai banchi. Entra nelle feste, nei momenti di svago e nelle loro stanze. Proprio qui il racconto diventa più intimo, perché ciascuno può trovarsi da solo davanti all’obiettivo e parlare di sé.
Cosa significa “FOMO” e perché dà il titolo alla serie
FOMO è l’acronimo di Fear of Missing Out. L’espressione indica la paura di perdersi qualcosa, di restare fuori da un’esperienza o di sentirsi esclusi mentre gli altri sembrano partecipare.
Nella serie questo timore diventa uno dei fili che collegano le esperienze dei ragazzi. A diciotto anni appartenere a un gruppo conta molto, mentre lo sguardo degli altri può assumere un peso enorme. I social aggiungono una dimensione ulteriore, perché permettono di osservare continuamente quello che fanno gli altri. Una presenza ormai profondamente intrecciata alla quotidianità: molti adolescenti trascorrono sui social diverse ore al giorno e il rapporto con queste piattaforme può accompagnarsi anche ad ansia e sensazioni spiacevoli.
Ma la FOMO raccontata dalla serie non si esaurisce nella paura di perdersi una festa. C’è anche il bisogno di essere all’altezza delle aspettative, di avere successo e di apparire sempre al meglio. Alcuni studenti descrivono proprio la sensazione di dover essere continuamente «al cento per cento».
Dentro questo scenario convivono paure molto più grandi. Nel racconto affiorano il futuro lavorativo, il clima, le pandemie e la guerra. La politica, invece, resta quasi fuori dalle conversazioni. Ciò che occupa maggiormente i ragazzi sono le relazioni e l’incertezza su ciò che verrà dopo.
Le curiosità su “FOMO”, dalle riprese durate un anno alla Maturità
Una delle particolarità più interessanti di FOMO riguarda il tempo dedicato alle riprese. Daviddi e Gallerano hanno seguito la classe per un intero anno scolastico, fino alla Maturità. Non si tratta quindi di una fotografia scattata in poche settimane.
Questa lunga convivenza ha avuto anche un altro effetto. Secondo il racconto di Walter Veltroni sul Corriere della Sera, la macchina da presa sembra progressivamente «sparire». Gli studenti appaiono sempre meno condizionati dalla sua presenza e il racconto acquista una dimensione molto spontanea.
Forse aiuta anche il fatto che questa generazione sia cresciuta circondata da fotocamere e smartphone. Essere ripresi fa parte della quotidianità. In FOMO, però, quell’occhio non serve a costruire un contenuto da pubblicare sui social. Rimane acceso abbastanza a lungo da registrare anche silenzi, esitazioni e cambiamenti.
C’è poi la scelta di arrivare fino alla Maturità. L’esame diventa così molto più di una scadenza scolastica. Segna il confine tra un mondo conosciuto e qualcosa che deve ancora prendere forma. Un confine che oggi appare meno netto di un tempo, perché anche il modo in cui si diventa grandi è cambiato e l’ingresso nell’età adulta sembra essersi fatto più graduale.
È qui che il titolo acquista forse il suo significato più ampio. Dietro l’acronimo diventato familiare nell’era dei social ci sono dodici puntate che provano a mostrare cosa significhi avere diciotto anni oggi. Senza chiedere ai ragazzi di rappresentare un’intera generazione, ma lasciando loro lo spazio per raccontare la propria.