Poche figure della letteratura poliziesca hanno avuto con il cinema un rapporto altrettanto duraturo di quello di Maigret, il commissario nato dalla penna di Georges Simenon. Il personaggio negli anni è stato protagonista di diverse decine di film, passando di mano in mano tra registi e attori diversi senza mai perdere il proprio fascino.
Il 24 settembre 2026 arriva nelle sale italiane Maigret L’amore e la morte, diretto da Pascal Bonitzer e interpretato da Denis Podalydès. Il film riprende la storia di Maigret e i vecchi signori, romanzo pubblicato da Georges Simenon nel 1960.
La trama del film e il cast
La nuova indagine comincia con la morte di Berthier-Lagès, ex ambasciatore e figura di spicco dell’alta società parigina. Maigret viene chiamato al Quai d’Orsay e scopre che dietro quella morte c’è una storia privata rimasta nascosta per decenni. L’uomo aveva mantenuto per più di cinquant’anni una relazione epistolare con la principessa de Vuynes, rimasta vedova pochi giorni prima.
Il commissario deve ricostruire il legame tra i due e capire che cosa si nasconda dietro la morte dell’ex diplomatico. Le sue domande coinvolgono le persone vicine a Berthier-Lagès e alla principessa, comprese le rispettive famiglie e la domestica Jacotte.
L’indagine porta Maigret in un ambiente aristocratico fatto di rapporti familiari, vecchie consuetudini e segreti custoditi per anni.
Denis Podalydès interpreta Maigret. Nel cast ci sono anche Dominique Reymond nel ruolo della principessa de Vuynes, Anne Alvaro in quello di Jacotte, Manuel Guillot come l’ispettore Janvier e Irène Jacob nei panni di Louise Maigret.
Il romanzo di Georges Simenon
Il film nasce dalle pagine di Maigret e i vecchi signori, romanzo che Simenon pubblicò nel 1960, in Italia disponibile per Adelphi nella traduzione di Barbara Bertoni.
Lo scrittore lo compose in un momento di bilancio personale. Stando ai suoi taccuini, in quel periodo era attraversato da riflessioni sull’invecchiamento. Queste trovarono sfogo proprio nella vicenda di un gruppo di anziani aristocratici capaci ancora di provare passioni intense.
Ma Maigret non è un personaggio nato per un solo libro. Simenon lo creò nel 1929 e lo accompagnò per oltre quarant’anni, fino al 1972, in circa settantacinque romanzi e una trentina di racconti che ne fecero uno dei detective più amati d’Europa.
Da lì è nata una fortuna cinematografica e televisiva senza pari, con circa duecento tra film, serie e sceneggiati e con interpreti come Jean Gabin, Charles Laughton, Gino Cervi e in tempi più recenti Gérard Depardieu, di recente condannato per aggressioni sessuali.
Le differenze tra libro e film
Il film Maigret L’amore e la morte riprende le avventure raccontate in Maigret e i vecchi signori, ma, come spesso accade per le trasposizioni cinematografiche, la fedeltà al romanzo non è totale.
È accaduto ad esempio con Frankenstein, in cui Guillermo del Toro ha cambiato dettagli del libro di Mary Shelley, e con Cime Tempestose con Jacob Elordi e Margot Robbie, portato sullo schermo con importanti modifiche rispetto all’opera originale. E il nuovo film sul commissario di Simenon segue la stessa linea.
L’epoca
La prima differenza riguarda il periodo storico. Nel romanzo la vicenda è ambientata nel 1960, mentre Pascal Bonitzer porta l’azione all’inizio degli anni Duemila. Il cambio di epoca modifica quindi anche il contesto in cui si muove Maigret, con la presenza di tecnologie e strumenti di comunicazione assenti nella storia originale.
I personaggi che cambiano nome
Nella trasposizione cinematografica cambiano anche alcuni nomi e identità. Prima di tutto la vittima che nel romanzo è il conte Armand de Saint-Hilaire mentre nel film diventa Berthier-Lagès. Anche la sua residenza cambia indirizzo: nel libro il corpo viene trovato nella sua abitazione di rue Saint-Dominique mentre nel film la casa si trova in rue de Bellechasse.

A cambiare nome è anche la domestica Jaquette del romanzo che diventa Jacotte nel film.
La donna amata dall’ex ambasciatore, indicata nel libro come Isabelle, viene identificata sullo schermo come la principessa Isi de Vuynes.
Anche il ruolo di chi affianca Maigret nell’indagine viene modificato: nel romanzo è il giudice istruttore Urbain de Chézaud a seguire il caso, mentre nel film questa funzione è affidata al procuratore della Repubblica.
La storia d’amore
Anche la vicenda sentimentale assume una forma diversa. Nel romanzo Saint-Hilaire e Isabelle sono legati da circa cinquant’anni e progettano di sposarsi dopo il periodo di lutto della donna. Il film conserva la lunga relazione tra i due, ma rende esplicito il personaggio della principessa de Vuynes e ne inserisce la storia all’interno del contesto dell’aristocrazia parigina dei primi anni Duemila.
Il motivo della morte
Nel romanzo Saint-Hilaire decide di togliersi la vita perché non vuole che la donna che ama lo veda invecchiare e assistere al deterioramento delle sue condizioni fisiche. Jaquette, dopo aver trovato il corpo, modifica la scena per simulare un omicidio.
Nel film la soluzione parte dalla stessa idea del suicidio, ma la ricostruzione della morte viene modificata. La vicenda lascia inoltre maggiore spazio al dubbio sul ruolo avuto da Jacotte nelle circostanze che hanno preceduto e seguito la morte di Berthier-Lagès.