Romantica o riflessiva? Sensibile o piena di energia? Qualunque sia il tuo carattere e il tuo stato d’animo del momento, a Sanremo troverai una canzone che fa per te. Dalle ballate romantiche come Le cose che non sai di me di Mara Sattei o Stupida Sfortuna di Fulminacci, passando per il country inaspettato di J-Ax in Italia Starterpack o la polka di Sayf. A questo round, al Festival c’è davvero di tutto. Semmai, il problema è non saper da dove cominciare: per questo ci siamo noi, con questa guida infallibile per scovare il prezzo del cuore… Prima ancora di sentirlo!
Se ti senti… In vena di sorprese!
Alcuni degli artisti più competitivi di questo Festival ti sconvolgeranno con nuovi look e sound, dimostrandoti che persino i generi meno i conosciuti possono essere pop.
Animali notturni è la canzone tutta ritmo con cui Malika Ayane ritorna all’Ariston: la sua voce magnetica e caldissima ti farà innamorare, ma sono lontane le sonorità soul a cui ci ha abituati… Con Resta con me le Bambole di Pezza cantano la solitudine, ma se ti aspetti un brano deprimente sappi che sei fuori strada: con le loro chitarre elettriche, le Bambole sono una vera “rock bomb”. E se non ti conquistano subito, aspetta di sentirle cantare Occhi di gatto nella serata delle cover insieme a Cristina D’Avena…
Italia Starter Pack è invece la prova che i grandi artisti sono versatili e imprevedibili: dimentica il J-Ax frontman degli Articolo 31, perché con questo brano l’artista esplora ritmi country e folk, sviscerando i problemi dell’Italia. Per sempre sì è quello che dirai a Sal Da Vinci dopo questa hit, forte della stessa carica irresistibile che ha reso la sua Rossetto e caffè il brano dell’estate 2024 ma ancora più romantica. C’è un nuovo re della canzone napoletana pronto a calcare il palco più importante d’Italia: scommettiamo che, anche se non l’avresti mai detto, il neomelodico può piacere anche a te?
Se hai bisogno di energia
Chi ama il cantautorato, dove la bellezza delle vita e dei suoi cambiamenti prevalgono, sarà conquistato dall’edizione n° 76 del Festival. Non mancano infatti i brani in cui l’amore fa solo da sfondo per parlare di temi più complessi e, allo stesso tempo, dare una scarica di energia.
Forte di una base super orecchiabile, Prima che di Nayt ci spinge a fare un passo indietro e chiederci chi siamo quando restiamo da soli, allo specchio. Il primo istinto è quello di ballare e lasciarsi conquistare dal ritmo, ma basta un ascolto in più per scoprire il talento unico del giovanissimo rapper e tuffarsi nel suo mondo fatto di dubbi e paure, sempre affrontate a testa alta. Labirinto di Luchè è un’altra canzone che punta a scalare le classifiche e insinuarsi nei nostri pensieri, grazie a un sound magnetico e ritmatissimo: un invito a non dimenticarsi a vicenda dopo una storia importante, una lettera aperta di chi si concede un momento di fragilità prima di riprendere a fare il macho.
Colpisce dritta al cuore anche Ogni volta che non so volare di Enrico Nigiotti, dove l’artista racconta di aver vissuto momenti difficili, superati solo grazie alle persone giuste. Tornare ad amare la vita, ci insegna, è un lavoro di gruppo. Ma è forse Il meglio di me di Francesco Renga il brano più energico del Festival. Con il suo timbro inconfondibile, Renga canta il coraggio che serve per fare i conti con i propri limiti. Nel brano si mette a nudo davanti alla persona che ama, chiedendole che, nonostante tutti i suoi difetti, trovi la voglia di concentrarsi su ciò che ha da dare. Il suo meglio.
La canzone giusta per un’inguaribile romantica
Si sa, a Sanremo la musica è una scusa per celebrare l’amore. Per questo a ogni edizione i brani che lo raccontano in tutte le sue forme – felice, infelice, tragico, insolito, che sia – sono sempre i più numerosi. Se fan dei batticuori, anche quest’anno non mancheranno i titoli che ti faranno emozionare.
Uomo che cade di Tredici Pietro si apre con l’autore sognante al so sognante al solo pensiero di rivedere la persona che ama: immagina a i saluti, le prime cose che si diranno, persino l’imbarazzo che li coglierà… Impossibile resistergli! È un amore da sogno anche quello che canta Mara Sattei in Le cose che non sai di me: una a dedica al partner ricca di sentimento. E mentre i più giovani si struggono per amori non corrisposti, con brani disperati come Ti penso sempre di Chiello e Avvoltoi di Eddie Brock, in Ora e per sempre Raf canta una passione che dura per tutta la a vita e supera ogni ostacolo.
E per raccontare la nostra epoca, fatta di amori via chat e situationship, ci sono Prima o poi di Michele Bravi, che confessa di perdersi ancora nel passato, inventando le scuse più varie per rifugiarsi in un a amore mai dimenticato. O Stupida sfortuna di Fulminacci, che si augura di essere stato, perlomeno, «il migliore dei tuoi sbagli». Infine, se è vero che certi amori non finiscono, anzi fanno giri immensi e poi ritornano, sentendo Naturale di Leo Gassmann viene da chiedersi: dopo Sanremo, riuscirà a farsi perdonare?
Se cerchi un’emozione…
Quante volte sei scoppiata a piangere guardando il Festival, prima ancora di sentire il ritornello di una canzone? Se anche tu sei un’amante della musica che fa commuovere, tanto da sentirla sulla pelle e nel cuore, questi sono i brani che amerai.
Si parte con Magica favola, in cui Arisa ripercorre la sua vita. Guarda alla donna che è diventata oggi, grazie a – e nonostante – tutti i passi falsi del passato, ma anche alle persone amate e incontrate lungo il cammino. Per quasi 4 minuti si spoglia delle vesti di star ed è solo una di noi, che guarda avanti (e indietro) fiera, con un rinnovato amore verso se stessa. Se l’è guadagnato. Impossibile non emozionarsi con Sei tu, l’inno all’amore di Levante. L’artista siciliana prova a dare voce alle sensazioni fisiche dell’amore, un punto di vista originale per raccontare una storia – quella dell’innamoramento ai suoi albori – che conosciamo tutti ma non ci stanca mai.
Nella canzone I romantici, invece, Tommaso Paradiso si rivolge all’amata senza fronzoli, dicendo che «sarebbe stupendo non rovinare tutto». Tra il cortile della scuola, la casa e la strada, per regalarle la vita che merita prova a guardare il mondo come gli innamorati: senza paura. Ma lui, appena diventato papà, di paura ne ha, eccome… Per la prima volta, si mostra fragile anche Serena Brancale che in Qui con me canta per la mamma, scomparsa quasi 6 anni fa eppure sempre presente. Le racconta di come sta imparando a riconoscerla quando si guarda allo specchio, di quante cose le ha insegnato, e di come, in fondo, non si siano mai davvero separate. Lacrimoni…
Se cerchi leggerezza
Che Festival sarebbe senza un po’ di sana spensieratezza? Ecco gli artisti che ci regaleranno minuti di divertimento, senza per questo abbassare l’asticella della qualità.
La regina, ovviamente, è Elettra Lamborghini con Voilà: entrerà in scena con il suo nome cantato dalle coriste e interpreterà la futura hit delle feste, delle spiagge e dei trend di TikTok. La cantante prende molto sul serio il suo ruolo di “party animal” e non si smentirà nemmeno nella serata delle cover: la scelta è ricaduta infatti su Asereje, il tormentone dei primi anni Duemila delle Las Ketchup, che arriveranno dalla Spagna per interpretarlo con lei. Queen! La segue a ruota Samurai Jay con Ossessione, un brano sensuale dalle sonorità reggaeton che racconta le notti di passione e la voglia di stare insieme, ma soprattutto mira a far cantare e ballare su note che creano dipendenza. Con quell’irresistibile «Andale, andale!», impedirà anche alla più pigra di restare seduta.
Sono più romantici LDA & Aka 7even, ex allievi i di Amici di Maria De Filippi che arrivano insieme all’Ariston con Poesie clandestine mixando il romanticismo da boyband al ritmo orecchiabile tipico delle hit estive. La base c’è, il cuore pure, ma a rendere il brano una chicca per gli amanti della musica super pop sono le dediche d’amore in napoletano che fanno capolino qua e e là nel testo. Per chi vuole ballare e divertirsi, ma non sa spegnere il cervello nemmeno per qualche minuto, c’è invece Che fastidio! di Ditonellapiaga un elenco di piccoli e grandi ostacoli, nervosismi, noie, accompagnato da una base elettronica e dall’ironia tipica e di Margherita
Se hai bisogno di riflettere
Non sono solo canzonette. Al Festival i brani sanno fotografare abilmente la società e i suoi nodi da risolvere.
Con Stella stellina Ermal Meta canta una ninna nanna cinica e malinconica, in cui si chiede se può ancora chiamare casa l’Italia. Anche gli esordienti Maria Antonietta e Colombre portano sul palco domande importanti: quanto costa La felicità e basta? Non dovrebbe essere un diritto di tutti? Alla fine, si rispondono che forse dovremmo imparare a rubarla. Dargen D’Amico, al suo terzo Sanremo, non smette di interrogarsi sulle ipocrisie tipiche dell’oggi. In Ai Ai parla di un’Italia che si fa stereotipo per piacere di più all’estero, dell’Intelligenza Artificiale che ci mangia i pensieri, della voglia di ballare e cantare anche in un mondo che a volte ci sembra di non conoscere più.
Lo sguardo distaccato su ciò che ci gira intorno è al centro anche di Opera, il brano che riporta Patty Pravo al Festival per l’11esima volta: l’unico lavoro che possiamo fare, ci insegna, è quello su noi stessi. Di ben altro parere sono Fedez e Marco Masini, che gareggiano insieme con Male necessario e ci ricordano che il dolore, anche se vorremmo evitarlo, serve per ricordarci il bello della vita. Ed è la bellezza tra le macerie che cerca Sayf, rapper italo-tunisino che debutta al Festival con Tu mi piaci tanto: un inno alla capacità umana di riuscire ad innamorarsi anche mentre il mondo crolla e le cose non vanno come vorremmo, anche mentre lottiamo per guerre e perse in partenza. Perché non c’è amore senza speranza.