Massimo Ranieri torna su Rai 1 con Sogno e son desto, lo show che intreccia musica, teatro e incontri con grandi artisti. La serata riporta sul piccolo schermo una puntata della prima edizione del programma, con Patty Pravo, Franco Battiato, Stefano Bollani, Fiorella Mannoia, Filippo Timi e Michelangelo Pistoletto.
Una curiosità è racchiusa proprio nel titolo Sogno e son desto, che richiama il celebre “Sogno o son desto?”. Un’espressione entrata nella lingua di tutti i giorni, dietro la quale si nasconde un sorprendente filo letterario. Per seguirlo bisogna tornare indietro di secoli e addentrarsi nella selva incantata della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.
“Sogno e son desto”, gli ospiti della puntata dell’8 agosto
Sogno e son desto nasce dall’omonimo spettacolo che Massimo Ranieri ha portato in tournée, costruito intorno a tre parole: coraggio, dignità e sogno. Canzoni, teatro e racconti di vita si alternano in uno show nel quale Ranieri resta sempre al centro della scena.
Accanto ai suoi brani più conosciuti e alle celebri canzoni napoletane, trovano spazio gli omaggi ai grandi protagonisti della musica. Da Fabrizio De André, scomparso l’11 gennaio 1999, a Lucio Battisti, a cui di recente Rai3 ha dedicato un docufilm, da Luigi Tenco a Francesco De Gregori, fino alle melodie indimenticabili di Domenico Modugno e Charles Aznavour.
Nel repertorio entrano anche brani dell’album in cui Ranieri ha reinterpretato successi napoletani, tradizione che ha visto maestri come Renato Carosone e Roberto Murolo, cui di recente è stata dedicata una Casa Museo nel cuore del Vomero.

Ranieri porta sul palco anche i versi di Alda Merini, il racconto della sua Napoli e la tradizione popolare della sceneggiata. E ripercorre il teatro dei grandi registi incontrati durante la sua carriera: Giorgio Strehler, Giuseppe Patroni Griffi, Mauro Bolognini e Maurizio Scaparro. Ne nasce un vero one man show, nel quale ricordi personali, repertorio musicale e teatro finiscono continuamente per incontrarsi.
Fra gli ospiti della puntata di sabato 8 agosto – riproposizione di una puntata della prima edizione di Sogno e son desto trasmessa nel 2014 – Patty Pravo, Franco Battiato, scomparso il 18 maggio 2021, Stefano Bollani, Fiorella Mannoia, Filippo Timi e Michelangelo Pistoletto.
“Sogno o son desto?”: il filo che porta alla Gerusalemme liberata
Ma perché Sogno e son desto? Il titolo dello show sembra giocare con una domanda che quasi tutti abbiamo pronunciato almeno una volta: “Sogno o son desto?”. Quattro parole usate quando ciò che abbiamo davanti appare talmente sorprendente da sembrare irreale.
Seguendo il filo della letteratura si arriva alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, il grande poema eroico pubblicato nel Cinquecento. “Sogno o son desto?” non è tuttavia esattamente un verso di quell’opera monumentale.
Il collegamento passa piuttosto attraverso una celebre situazione del poema. Siamo nel canto XVIII e Rinaldo deve affrontare la selva incantata. È un luogo dominato dalla magia, dove ciò che appare agli occhi può non corrispondere alla realtà. Il cavaliere deve vincere gli inganni che cercano di distoglierlo dalla sua missione.
A un certo punto un grande mirto si apre davanti a lui. Dal suo interno appare una donna che sembra possedere le sembianze e il volto di Armida, la maga della quale Rinaldo è stato innamorato. Tasso sottolinea però la natura ingannevole dell’apparizione.
Scrive che la donna assomiglia perfettamente ad Armida «nel falso aspetto». Rinaldo crede dunque di riconoscere davanti a sé la donna amata, mentre si trova ancora immerso nell’incantesimo della selva.
È qui che sogno e realtà sembrano quasi sovrapporsi. Rinaldo deve fidarsi della ragione più che dei propri occhi e resistere a ciò che cerca di sedurlo. L’apparizione tenta infatti di impedirgli di colpire il mirto. Lui non cede e spezza l’incantesimo.
La storia della nostra espressione, però, non finisce con Tasso. La Gerusalemme liberata ha alimentato per secoli teatro, pittura e musica, e le vicende di Rinaldo e Armida sono state continuamente reinterpretate.
Un passaggio particolarmente interessante arriva nel Settecento con l’Armida di Franz Joseph Haydn, rappresentata per la prima volta nel 1784. Il libretto riprende proprio l’episodio del mirto e dell’apparizione. Ed è qui che Rinaldo pronuncia davvero la domanda: «Sogno o son desto?». Subito dopo si chiede se quella che vede sia realmente Armida oppure un fantasma.
Cosa significa oggi “sogno o son desto?”
Oggi diciamo “sogno o son desto?” soprattutto quando qualcosa ci sorprende al punto da apparire quasi impossibile. L’espressione può comunicare meraviglia, incredulità o uno stupore venato d’ironia.
Anche Treccani registra la locuzione nell’uso italiano. Il senso non è quello di domandarsi seriamente se ci siamo addormentati. È piuttosto un modo figurato per sottolineare quanto ciò che sta accadendo sembri distante dalla normalità.