Premessa: io adoro Wim Wenders, mi piace il suo modo di raccontare e di guardare il mondo. Mi piace come si sofferma sui piccoli particolari, come vede le città, come ci invita a fermarci. Ho amato Il cielo sopra Berlino, Fino alla fine del mondo, Paris Texas e Tokio-Ga. Qualcuno potrebbe dire “è troppo lento”, qualcun altro “è troppo intellettuale”, altri ancora che “non si capisce dove vuole andare a parare”. Soprattutto per questo nuovo film: Perfect Days che è stato scelto per rappresentare il Giappone ai prossimi Oscar, e racconta di un piccolo uomo in una grande città.

La trama di Perfect Days di Wim Wenders

Hirayama, che ha il volto bellissimo e intenso di Koji Yakusho (famosissimo in Giappone e tra i cinefili per avere girato diversi film di Kiyoshi Kurosawa e Memorie di una geisha di Rob Marshall) è addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokio. La sua giornata è scandita da una routine perfetta e da gesti minimi: spostare e piegare il futon su cui ha dormito, lavarsi i denti, innaffiare le piantine, prendere le monete dal ripiano per un caffè, aprire la porta di casa, guardare il cielo e sorridere. Hirayama parla poco ma è attentissimo a tutto quello che lo circonda, alle espressioni delle persone, agli stati d’animo di chi gli rivolge la parola. Il suo pulire i bagni è come un rituale e i bagni pubblici sono belli come templi.

Perfect Days - Wim Wenders

Come è nato il film

Più che del film, Perfect Days ha il passo del documentario. E infatti nasce come un progetto legato alla città. «Il film è nato in maniera del tutto inaspettata» ha detto Wim Wenders «da una lettera ricevuta all’inizio dello scorso anno: “Saresti interessato a girare una serie di cortometraggi a Tokyo, magari 4 o 5, di circa 15-20 minuti ciascuno? Questi film tratterebbero tutti di uno straordinario progetto sociale pubblico, coinvolgerebbero il lavoro di grandi architetti e ci assicureremo che tu stesso possa sviluppare le sceneggiature e ottenere il miglior cast possibile. Inoltre, ti garantiremo la totale libertà artistica.”». L’argomento, continua Wenders, «avrebbe riguardato i bagni pubblici e la speranza era di trovare un personaggio attraverso il quale si potesse comprendere l’essenza della cultura giapponese dell’accoglienza, in cui i bagni giocano un ruolo completamente diverso rispetto alla nostra visione occidentale di semplici servizi igienico-sanitari. In Giappone sono piccoli santuari di pace e dignità».

Perfect Days di Wim Wenders

Il film di Wim Wenders è “analogico”

Forse non siamo più abituati a vedere film dove il rumore è in presa diretta e coglie lo scroscio dell’acqua, lo strofinare dello spazzolino sui denti, il motore del furgoncino, il traffico in sottofondo, la voce del commentatore dei match di Sumo. Un rumore analogico come quello delle cassette che Hirayama suona mentre va al lavoro: musica anni ’60 e ‘80, Velvet Underground, Otis Redding, Patti Smith, i Kinks, Lou Reed, oltre alla musica giapponese di quel periodo. Canzoni americane che fanno da contraltare al silenzio, che ci accompagnano lungo le strade e le autostrade di Tokyo e sono anche il biglietto da visita dei film di Wim Wenders.

Perfect days - Wim Wenders

L’importanza dei piccoli gesti

Hirayama ha scelto questa vita, ha scelto di fare qualcosa per gli altri, di dedicarsi al Bene comune – un valore così importante per i giapponesi – pulendo i bagni e conducendo una vita umile. Intuiamo che ha avuto un passato diverso dalla grossa macchina con autista che accompagna la sorella in visita. E di notte sogna alberi mossi dal vento e ombre. «La lingua giapponese ha un nome speciale per queste fuggevoli apparizioni che compaiono dal nulla: “komorebi”, la danza delle foglie nel vento, che cadono come un gioco d’ombra su un muro di fronte a te, creato dal sole, la fonte di luce là fuori nell’universo» spiega Wim Wenders. Ma adesso vive nel qui e ora, ha imparato ad apprezzare i piccoli gesti, le parole essenziali, a sorridere al mondo grazie ai suoi Perfect Days tutti uguali ma tanto ricchi.

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