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Alessio Boni è davvero un eroe romantico

di Lavinia Rittatore
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Il protagonista di Guerra e pace è un autentico principe azzurro. Perché anche fuori dal set svela un lato dolcissimo: sogna una casa in campagna e una nidiata di bambini. E intanto progetta un viaggio con la fidanzata in Patagonia

Il protagonista di Guerra e pace è un autentico principe azzurro. Perché anche fuori dal set svela un lato dolcissimo: sogna una casa in campagna e una nidiata di bambini. E intanto progetta un viaggio con la fidanzata in Patagonia

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La mattina è ancora tiepida, da classica “ottobrata” romana. L'appuntamento è in un bar di piazza Sant'Eustachio, gioiello architettonico a due passi dal Pantheon. Alessio Boni è seduto fuori a un tavolino, sta discutendo con i produttori del suo nuovo film. Faccio appena in tempo a cogliere qualche frase di circostanza che i due salutano e se ne vanno. «Avanti un altro!» mi aspetto che dica.
A Roma, gli affari e le interviste si sbrigano anche così, a cielo aperto, tra fattorini che corrono, turisti con il naso all'insù, signore che discutono di puntarelle, e tagliolini cacio e pepe. Ordiniamo caffè e acqua minerale. Lo osservo bene, come fanno le ragazze che ci passano accanto: i suoi occhi sono azzurri azzurri, la barba e i capelli disordinati («per motivi di lavoro» dice), i jeans strappati. L'aria è scapigliata da eroe romantico. Un ruolo che gli calza a pennello, d'altronde: siamo qui per parlare del kolossal Guerra e pace tratto dal romanzo di Lev Tolstoj: una superproduzione da 15 mila comparse, 1.800 stunt, 105 location, in onda in quattro puntate su RaiUno (il 28 e 29 ottobre le ultime due). Il 41enne Boni è il bellissimo principe Andrej Bolkonskj.

Alessio, nessun problema a confrontarsi con un personaggione simile?

«Eccome! Ho aspettato molto prima di accettare. Ero atterrito dall'idea di partecipare a un progetto così ambizioso. Tutti conoscono Guerra e pace, tutti hanno nel loro immaginario il principe Andrej. E se non fossi stato all'altezza?».

Ma alla fine ha ceduto.

«Sì, e mi sono buttato a capofitto nel personaggio. Immedesimarsi, d'altronde, è stato naturale: per quattro mesi e mezzo abbiamo girato le scene del film tra la Lituania e San Pietroburgo. E anche di sera, tolti i costumi, continuavamo a discutere della storia con gli altri attori: Andrea Giordana,  Valentina Cervi e Violante Placido».

Insomma, non ha staccato mai!

«Guardi, sul set è successa una magia: dal tecnico delle luci fino al regista, siamo stati tutti presi dall'incantesimo del capolavoro di Tolstoj. Come se fossimo su un luogo sacro».

Boni, lei ha un po' il pallino per i personaggi d’altri tempi: è stato il passionale Heathcliff di Cime tempestose e tra poco sarà l'inquieto Caravaggio.

«Recitare tanti ruoli in costume mi ha insegnato soprattutto una cosa: ora sono un campione di scherma! Nel Cinquecento si combatteva secondo certi schemi, nell'Ottocento secondo altri. Come principe Andrej dovevo avere un portamento elegante, carismatico. Mentre Caravaggio era più piantato per terra, più rozzo».

Anche la scelta di interpretare il geniale pittore è stata tormentata?

«No, perché di Michelangelo Merisi si conoscono benissimo le opere. Ma dell'uomo, del genio maledetto, si sa molto meno. Guardi (indica la strada, dove passa la gente): Caravaggio, cinque secoli fa, camminava proprio per questa piazza. Sotto questo sole (indica il cielo) ha realizzato i suoi capolavori più belli. E poi fra me e lui c'è un legame particolare» (ride).

Quale?

«Solo coincidenze, però... strane. Siamo nati entrambi in provincia di Bergamo. Come lui, mi sono trasferito a Roma a 21 anni. Il suo primo committente si chiamava Orazio Costa, come il mio primo insegnante di recitazione. Abbiamo due fratelli maschi, di cui uno sacerdote. Ah, dimenticavo: abbiamo anche una passione per i carciofi. Può bastare?».

A dire il vero, mi fa venire la pelle d'oca! Sembrerebbe un segno del destino.

«Mah, c'è chi crede alla numerologia, chi alla cabala...».

E Alessio Boni a cosa crede?

«Mi limito a prendere atto di certi fenomeni» (ride di nuovo, bellissimo).

Senta Boni, tra poco partirà per l'Argentina per un altro film, ambientato nel 1978. La sua fidanzata Bianca non si scoccia di non vederla mai?

«Dovrei finire le riprese il 10 dicembre e poi sì, mi fermerò per dedicarmi anche a lei. Anzi, mi piacerebbe che Bianca mi raggiungesse per un lungo viaggio in Patagonia, fino alla Terra del Fuoco. Un viaggio giorno e notte a contatto con la natura».

Sta dicendo che ha una vena “eco”?

«Sì. Da poco ho scoperto la passione per la campagna. Ho passato tutta l'estate a piantare, zappare, lavorare la terra. Insomma, una vacanza da coltivatore diretto».

E dove ha sfogato il suo pollice verde?

«Ho comprato una piccola cascina in Toscana: è come avere un figlio da accudire, allevare e crescere con amore. È la prima casa completamente mia e ne vado orgogliosissimo. Per il momento ci sono due materassi per terra, due specchi e poco altro. Quando sono lì, mi alzo presto e fino a sera lavoro la terra e sistemo la casa, dipingo, restauro porte e infissi, fino a che le mani non mi fanno male».

Alessio Boni muratore! Le italiane impazzirebbero a vederlo nei panni del macho tuttofare.

«Se è per questo, prima di diventare attore ho fatto anche il piastrellista».

È un uomo da sposare, insomma.

«Be', in casa sono uno che non sta mai fermo. Sa qual è il mio ideale?».

Dica.

«Bianca scrive sceneggiature e non ha bisogno di un ufficio. Io con il mio lavoro posso vivere ovunque. Il sogno sarebbe di trasferirsi insieme in campagna, prima o poi».

Magari mettendo su famiglia. Sta pensando a dei bambini?

«Purtroppo non decidiamo noi, ma loro! (alza le mani verso il cielo). Però mi sento pronto per diventare papà di uno, due, tre figli. A 41 anni direi che è il momento giusto».

Alessio Boni nasce il 4 luglio 1966 a Sarnico, in provincia di Bergamo. A 14 anni inizia a lavorare con il padre come piastrellista e frequenta un corso serale di ragioneria. Prima di iscriversi all'Accademia d'arte drammatica di Roma, Boni lavora come baby sitter, cameriere, animatore turistico e per sei mesi si trasferisce negli Usa. Nel 1992 si diploma attore insieme ai suoi migliori amici Luigi Lo Cascio e Fabrizio Gifuni, con i quali nel 2003 gira il film che lo lancia, La meglio gioventù. Alessio è legato da 4 anni a Bianca, sceneggiatrice 28enne.

I suoi successi

Infaticabile e inarrestabile, la carriera di Alessio Boni si divide a metà tra cinema e tv. Sul piccolo schermo, l'attore si fa le ossa sul set della serie Incantesimo, in cui recita per due stagioni consecutive (la terza e la quarta, dal 2000 al 2001). Nel 2003 conquista il grande pubblico con il film La meglio gioventù, poi trasmesso anche da RaiUno. Nel 2004 è

il tormentato Heathcliff della fiction Cime tempestose. Nel 2005 è in due pellicole di successo: La bestia nel cuore e Quando sei nato non puoi più nasconderti, che concorre a Cannes. Presto lo vedremo nello sceneggiato Caravaggio e nel film per la tv Sangue pazzo.

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