Era d’estate: al cinema il film su Falcone e Borsellino

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di

Mattia Carzaniga

Solo per il 23 e 24 maggio 2016 arriva al cinema il film su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Interpretato da Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello. Per non dimenticare la strage di Capaci del 1992

La vita e la lotta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino tornano al cinema. Sarà nelle sale solo per due sere (il 23 e 24 maggio 2016) Era d’estate, il film diretto da Fiorella Infascelli con Giuseppe Fiorello e Massimo Popolizio che ripercorre l’impegno e l’amicizia dei 2 magistrati uccisi dalla Mafia.

La storia Il film si concentra su un momento particolare della vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: i due amici e colleghi si trovano “isolati” all’Asinara nell’estate del 1985, dove furono allontanati «per ragioni di sicurezza», con la paura che i boss potessero sferrare un colpo contro di loro. Quasi un presagio di quello che poi accadde realmente. «Era d’estate è un dialogo continuo tra i due protagonisti, ma anche tra la paura della morte che li tormentava e la loro felicità. Perché Paolo e Giovanni erano due persone positive, ironiche, spiritose. Ho dovuto completamente reinventare il loro soggiorno all’Asinara, ho incontrato la famiglia Borsellino, ho letto molti libri e, dopo aver conosciuto le persone che li frequentavano nel lavoro e nella vita privata, piano piano ho scritto le conversazioni fra loro».



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    Valeria Solarino con Elisabetta Piccolomini 

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    Giuseppe Fiorello

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    Giuseppe Fiorello e Massimo Popolizio

I protagonisti A interpretare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci sono, rispettivamente, Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello. «Da attore non siciliano, ho lavorato moltissimo sul dialetto, e alla fine ce l’ho fatta!» svela Popolizio. «La cosa che mi tranquillizzava era che non dovevamo raccontare tutta la vita di Falcone, ma solo un breve segmento. Ho lavorato sul suo umorismo, sulla sua malinconia. Con Beppe siamo stati 40 giorni all’Asinara, e la foresteria era proprio quella in cui avevano vissuto per quell’estate Paolo e Giovanni: questo ha aiutato moltissimo la nostra interpretazione». Gli fa eco il collega Fiorello: «Quando mi hanno proposto il film, mi sono tremati i polsi» scherza. «Paolo Borsellino e la sua storia parlano da soli. Ma la sceneggiatura mi ha rassicurato: avrebbero potuto scriverla Paolo e Giovanni, tanto è verosimile. Con un copione così bello e preciso, il resto del personaggio poteva essere frutto della mia immaginazione. Non volevo fare un’imitazione di Borsellino, né cercare la somiglianza con lui a tutti i costi. E non ho voluto nemmeno documentarmi troppo. Noi attori di solito lo facciamo, ma stavolta mi sentivo protetto: Fiorella sapeva tutto di questa storia, ci siamo affidati a lei».

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