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Ermal Meta, cosa farà dopo Sanremo 2017

di Silvia Gianatti
Ermal Meta, cosa farà dopo Sanremo 2017 13 - 3.15/5

Ermal Meta, terzo posto a Sanremo 2017con la canzone "Vietato morire", è la vera rivelazione del Festival. Ora ha già pronto un fitto calendario di presentazioni del nuovo disco e concerti

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Ermal Meta, terzo posto a Sanremo 2017con la canzone "Vietato morire", è la vera rivelazione del Festival. Ora ha già pronto un fitto calendario di presentazioni del nuovo disco e concerti

Ermal Meta, 36 anni, è arrivato terzo ma a Sanremo 2017 ha davvero "spaccato". Ha conquistato il grande pubblico cantando "Vietato Morire", un testo intenso che incita a disobbediare alla violenza, in cui si è messo in gioco fino in fondo dichiarandone l'origine autobiografica. E, soprattutto, ha stregato l'Ariston e le giurie con "Amara Terra mia" di Domenico Modugno, cover reinterpretata in una versione teatrale e moderna che ha dato i brividi. Il risultato è stato importante: oltre al terzo posto nella serata finale, ha conquistato il premio della critica Mia Martini e il primo posto nella serata delle cover.

Chi è Ermal Meta

Ermal Meta, nato in Albania e barese di adozione, non è un esordiente: come autore solo negli ultimi due anni ha vinto 6 dischi di platino e 4 ori. Basterebbe citare la super hit di Marco Mengoni "io ti aspetto". Oppure "21 grammi" di Fedez. Anche Fiorella Mannoia ha cantato un suo pezzo, con Moreno: "Sempre sarai". Molti altri artisti presenti a Sanremo lo hanno avuto come autore, da Chiara Galiazzo a Sylvestre. 

A Sanremo 2016 si era fatto notare tra le nuove proposte con la canzone "Odio le favole". E tra gli appassionati dell'indie rock italiano era già conosciuto come frontman della band "La fame di Camilla".

Ora, però sembra arrivato il momento del grande successo e il gruppo già agguerrito dei suoi fan (sui social si fanno chiamare #iLupidiErmal) sta crescendo in modo esponenziale.

Sono già in calendario una serie di instore (gli incontri nei grandi negozi di musica) per presentare il suo doppio cd "Vietato morire" che contiene anche Umano, l’album precedente, più nove brani inediti, tra i quali due featuring importanti: Elisa e Vicio dei Subsonica.

E poi c'è il primo concerto dal vivo del nuovo tour, la data è 7 maggio all’Alcatraz di Milano. Intanto, però, Ermal Meta incontrerà i fan in una serie di appuntamenti in giro per l'Italia: il 13 febbraio a Milano, il 14 a Roma, il 15 a Torino, il 16 a Firenze, il 20 a Bologna e il 21 a Verona. L'artista ha più volte dichiarato che sarà impegnato in concerti fino alla fine dell'anno, quindi ci saranno molte occasioni di sentirlo live.

L'intervista a Ermal Meta

Che effetto ti fa questo terzo posto?
«Non posso che provare una grande gioia. Sono grato al Festival, grato di essere stato sul podio con una grandissima come Fiorella Mannoia».

A chi lo dedichi?
«Alla persona che mi ha insegnato a disobbedire, mia madre».

Te lo aspettavi?
«Sono arrivato come outsider, non mi aspettavo di finire sul podio né di ricevere il premio della critica. Non ho mai aspettative quando si tratta di musica. Il mio obiettivo è dare, non ricevere. Non ci sarei venuto con un’altra canzone».

Vietato Morire ha un testo personale. Com’è nata?
«Quando scrivo pezzi che finiscono agli altri mi ricordo tutto, dov’ero, che cosa stavo facendo. Quando scrivo per me spesso dimentico. Vietato Morire l’ho vomitata in dieci minuti. Non ricordo com’è nata».

È la tua storia?
«Parla di me. Come tutte le cose che scrivo ha una base personale. Posso parlare solo della mia vita, non posso inventare su quelle degli altri. E ne posso parlare solo quando la storia è digerita, per poterla condividere».

Hai detto che la canzone non parla di violenza, ma di disobbedienza.
«Mi piacerebbe poter cambiare il mondo in uno schiocco di dita, ma non è possibile. Quando guardiamo qualcosa di brutto in televisione non ci fa più effetto, come quando guardiamo due persone che si baciano. Com’è possibile? Che cos’è successo al mondo? Il punto è disobbedire. È fondamentale. In tutto. La vita umana è condita dalla violenza, perché lo accettiamo? Il mio punto è questo, è quasi filosofico: perché la violenza non ci fa senso? Perché risulta normale?».

La musica ti ha aiutato, nella tua vita?
«La musica è fondamentale. Per me è stata un ponte, da sempre. Una coperta, una via di fuga, una bolla d’aria, di ossigeno, d’azoto. Ho iniziato a scrivere da piccolo».

Hai paura di morire?
«Non ho paura di morire, ho paura di non vivere pienamente».

Qual è stato il momento più bello tra questi due Sanremo?
«I miei concerti. Sono per me motivo di grande orgoglio. Quello che ho seminato ha trovato terreno fertile nei cuori delle persone e questo per me è il ricordo più bello».

Sei autore di molti cantanti. Ne hai qualcuno per cui ti piace di più scrivere?
«Il giorno in cui scriverò pensando alla persona che andrà a cantare il pezzo smetterò, devo essere me stesso, non posso fingere di esser qualcun altro, non posso fare diversamente. Scrivo canzoni che a volte cantano altri. Non sono il loro autore. Sono autore di me stesso».

Nel nuovo album cosa troveremo?
«Io appunto sempre tutto, su carta, su telefono, tovaglioli, note vocali. Ho una sorta di antenna collegata, quando mi riecheggia qualcosa in testa, la scrivo. Nel nuovo album ci sono nove canzoni, probabilmente potrei già pubblicarne anche un altro, con tutte le canzoni che ho già. Queste sono tutte molto diverse l’una dall’altra ed è per me motivo di vanto. Non mi piace definire la musica per generi, credo sia importante».

C’è un brano, Piccola Anima, in duetto con Elisa. Ci racconti come è nato?
«Sono molto orgoglioso di questo duetto. Adoro Elisa, sono suo fan da quando ero ragazzino, è una persona splendida. Mi ha colpito. L’ho contattata dicendo che avrei voluto fare qualcosa con lei, ero pronto a riscrivere completamente il brano. Lei lo ha voluto sentire. Le è piaciuto, è stato semplicissimo».

Ti vedremo in tour?
«Inizio il 7 maggio a Milano. Sarà divertente».

L'intervista al primo classificato a Sanremo 2017: Francesco Gabbani

L'intervista alla seconda classificata a Sanremo 2017: Fiorella Mannoia

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