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Festival di Sanremo 2016: dalla A alla Z quello che mi ha colpito

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Non guardavo il Festival di Sanremo dal 1996, l’anno della “Terra dei Cachi”. Se a questo aggiungo che non ho il televisore in casa da anni, direi che il Festival di Sanremo era un lontano ricordo. Tuttavia mercoledì e giovedì sera, ospite a casa di cari amici toscani, ho guardato il Festival e con gusto. Oggi vi racconto la mia impressione di questo Festival di Sanremo 2016, dalla A alla Z.

#A come ARISTON
Facile. Il teatro è il simbolo di Sanremo: una certezza in un mondo che evolve.

#B como BOSSO (Ezio)
Dopo la sua toccante esibizione un ultimo messaggio:

“La musica come la vita, si fa in un solo modo… INSIEME”.

Niente altro da aggiungere.

#C come CARLO CONTI
Che fosse un abile presentatore lo sapevo eppure sono caduta dal cielo quando amici esperti del Festival mi hanno spiegato che la direzione artistica è in parte opera sua. Complimenti.

#D come DOLCENERA
Nella serata cover, arriva sul palco con un abito bianco svolazzante, un corpo mozzafiato e un sorriso ammaliante e sfodera una voce, una presenza scenica e un’abilità artistica che mi lascia incantata.

#E come ELIO E LE STORIE TESE
Geniale la loro cover “Quinto ripensamento”. Ma geniali lo sono sempre stati.

Perché a Sanremo non si decidono a dargli il premio come “Gruppo più visionario e ineguagliabile nella storia del Festival?” Sarebbe un bel risarcimento per non avergli dato la vittoria che meritavano nel 1996.

#F come FRACCI (Carla)
Che classe da entrambe le parti! Eleganza e ironia dell’imitatrice Virginia Raffaele, eleganza della vera Fracci nel commentare l’imitazione. Questo è talento.

#G come GABRIEL GARKO
Auto-ironico sulla sua performance, capace di incassare con un sorriso (vero) commenti e critiche taglienti sui social e non. Chapeau.

#I come I POOH
Riccardo Fogli sul palco dell’Ariston con i Pooh? Non credevo ai miei occhi. Che sia solo un’operazione commerciale prima del ritiro dalle scene o che sia stata fatta per spirito di vera reunion, mi hanno emozionato. Credo che un effetto sgrana-occhi più grande di questo, lo farei solo vedendo Mina ospite all’Ariston.

#L come L’AMERICANO
Non conoscevo il cantante Rocco Hunt, ma è stato un vero e proprio intrattenitore mentre cantava il brano “Tu vuo’ fa’ l’americano”. Il pubblico quasi ballava. Pazzesco.

#M come MALEDETTI SMARTPHONE
Questo è stato l’unico spaccato d’Italia davvero triste. Centinaia di schermi luminosi che cercano di immortalare un momento perdendo la bellezza del live. Schermi luminosi ovunque persino con selfie sul palco.

Per me a teatro e al cinema dovrebbero essere vietati.

#N come NUOVI VOLTI
Per non dire sconosciuti. La metà dei cantanti nella categoria “Big” non so chi siano. Devo essermi persa alcune cose negli ultimi anni.

#O come ORCHESTRA
Ogni volta che li guardo suonare non posso fare a meno di pensare a quante ore della loro vita i musicisti dell’orchestra hanno dedicato a perfezionarsi. Ammirazione pura: questo è l’effetto che sortisce in me l’orchestra di Sanremo con i suoi direttori.

#Q come QUELLE LACRIME
Quelle versate discretamente da una musicista dell’orchestra, inquadrata a sua insaputa, durante l’esibizione di Ezio Bosso. Erano genuine. Un bel momento davvero.

#P come PATTY PRAVO
Nella serata cover mi sarebbe piaciuto sentirla cantare un brano di Lucio Dalla o Gino Paoli.

Comunque, a prescindere dalla sua scelta di re-interpretare sé stessa e dal look eccentrico, quando ha iniziato a cantare sono rimasta ad ascoltare in silenzio il suono unico e inconfondibile della sua voce.

#R come RAMAZZOTTI (Eros)
Con il suo medley che andava da una “Terra Promessa” a “Più bella cosa” ci ha fatto cantare sul divano di casa come se fossimo a una serata Karaoke. E’ stato divertente.

#S come SANREMO PIACE A TUTTI
Il nuovo slogan non mi convince. Meglio il precedente: era più veritiero.

#T come TELEVOTO
Ho votato per ben due volte. Non so se siano due ero ben spesi ma mi sono divertita a spenderli.

#U come UNIONE CHE FA LA FORZA
Dalla musica alla recitazione, dall’intrattenimento a messaggi di valore c’è stata una vera unione delle cose più disparate. Sono rimasta incredula quando ho saputo stamattina che J Balvin, uno dei miei cantanti preferiti di reggeaton, ha cantato Ginza all’Ariston. Questa unione di artisti diversi mi piace. Tantissimo.

#V come VALLETTA
Belli i vestiti, bella lei.

#Z come ZERO ASSOLUTO
La loro interpretazione di Goldrake è stata davvero una sorpresa piacevole e inespettata. Una scelta fresca e nostalgica allo stesso tempo. Cover azzeccata.

Non mi resta che aggiungere “Che vinca il migliore”. E’ stata una piacevole sorpresa guardare parte di questo Sanremo e in qualche modo farne parte come spettatrice.

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