Libri, 10 gialli e thriller per l’estate

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Gianluca Ferraris

Dall'Italia agli Stati Uniti passando per Cina e Francia. Noir, drammi psicologici e indagini classiche. Ecco i migliori romanzi di genere da leggere durante le vacanze

Indispensabile come la crema solare e attesa come il primo cocktail a bordo piscina (o in un agriturismo, a casa con il condizionatore a palla, in spiaggia), anche quest'anno una valanga di romanzi gialli, thriller e noir si è riversata in libreria. Visto che questi generi sono tra i vostri e nostri preferiti, e visto che tra le nuove uscite ce n'è davvero per soddisfare tutti i gusti, ecco una carrellata delle 10 proposte più interessanti da sfogliare durante le vacanze estive.

Barbara Baraldi, Aurora nel buio (Giunti)

La moda dei profiler continua. Se a occuparsene però è Barbara Baraldi, autrice prolifica e poliedrica che con questo romanzo torna al noir più nero, la soddisfazione è assicurata. Trama intrigante: l'Aurora del titolo era la migliore psicologa comportamentale della polizia italiana, fino a quando un colpo di pistola alla testa non le causa danni neurologici curabili solo con l'elettrochoc e il trasferimento in un tranquillo paesino emiliano. Lasciarsi il passato alle spalle, però, è difficile. E diventa impossibile se anche in quell'angolo quieto di mondo comincia ad agire un serial killer... 500 pagine di tensione assoluta.


Peter Swanson, Quelli che meritano di essere uccisi (Einaudi)

Produzione monstre nelle ultime settimane per Einaudi, che fra le altre cose ha ristampato alcuni volumi della popolare saga 87esimo distretto di Ed McBain e pubblicato le antologie noir Ombre e Delitti a luci rosse, consigliatissime agli amanti del racconto breve. Ma tra le nuove uscite la nostra favorita è quella firmata da Swanson, che ne ha già venduto i diritti cinematografici. Gli ingredienti della trama perfetta del resto ci sono tutti: la vita precedente che va in frantumi quando un uomo scopre che la moglie lo tradisce; i propositi di vendetta; l'incontro con una misteriosa sconosciuta; il desiderio represso (o forse no); una caduta che somiglia a una risalita; domande che trovano risposte inattese, e spesso spiacevoli. Azzeccatissimo e coinvolgente.

Qiu Xiaolong, Il poliziotto di Shanghai (Marsilio)

I libri di Qiu Xiaolong sono gialli classici, dalla struttura ottima, ma contengono sempre molto altro. Non fa eccezione questo titolo, che fa da prequel alle avventure dell'ispettore Cao Chen (dieci titoli, tutti bestseller). Stavolta si racconta di come Chen, giovane idealista con un debole per la poesia e la buona cucina, traumatizzato dalla rivoluzione culturale maoista, finì per arruolarsi in polizia, dando così il via a una delle saghe investigative più amate dai lettori di tutto il mondo.

Christian Carayon, Un respiro nell'ombra (Sperling & Kupfer)

Fresco di stampa, il terzo romanzo di Carayon (abilissimo a trasporre nei libri il suo background di esperto di storia e geografia) analizza un cold case: quello di quattro ragazzini massacrati nel 1980 sull'isolotto lacustre di Bois-Obscurs, nel sud della Francia. Trent'anni dopo il loro coetaneo Marc Edouard Peresoles torna sul luogo del delitto. Lo fa per chiudere il cerchio dei ricordi, lo fa per scappare da un certo presente. Ma le risposte che gli darà il passato, fra l'omertà di chi ha vissuto gli eventi e i flashback sempre più impressionanti, aggraveranno la situazione. Tesissimo.

Stefano Brusadelli, Gli amici del venerdì (Mondadori)

Ausilio Serafini, un ex poliziotto incattivito dal divorzio e finito nella polvere per avere indagato sulle vicende sbagliate, va a visitare un vecchio amico e lo trova sgozzato nel bagno di casa sua. Alle domande classiche che affollano l'indagine in cui si trova coinvolto suo malgrado - chi e perché? - Serafini dovrà aggiungerne molte altre. Perché l'humus di quell'omicidio gli ricorda da vicino qualcosa che pensava di essersi lasciato alle spalle. Dopo I santi pericolosi, che nel 2013 gli valse il premio Crovi come miglior esordio noir, Stefano Brusadelli torna alla scrittura di genere con un romanzo coinvolgente e molto cupo, come la Roma decadente dei giorni nostri in cui è ambientato.

Daniel Cole, Ragdoll (Longanesi)

A metà strada fra la crime action tipica di certe serie tv e il legal thriller, Ragdoll è il romanzo d'esordio di un ex paramedico, venduto all'asta in 33 Paesi assieme ai diritti di altri due libri che completeranno la trilogia con protagonista il detective Wolf (soprannome che nasce dalle iniziali di nome e cognome del protagonista, William Oliver Layton-Fawkes) e la sua strana squadra. La storia prende il via dal ritrovamento di un corpo composto dai resti di sei diverse vittime, cuciti assieme come una bambola di pezza (ragdoll, appunto, in inglese): un segno di sfida e il primo atto di una serrata escalation di vittime e terrore. Il serial killer autore del macambro collage, infatti, è talmente sicuro di sé da consegnare alla stampa la lista delle sue prossime vittime, con l’indicazione del giorno esatto dell’esecuzione. Un elenco di nomi che non sembrano avere nulla in comune e che prevede come ultimo obiettivo proprio il detective Wolf. Tensione assicurata.

Carlo Alberto Biazzi, La stella a 4 punte (Novecento)

1952: A Fane, un paesino sulle sponde del lago di Garda, una ragazzina viene assassinata sotto gli occhi della sorella. Non è una ragazzina qualunque: si chiama Claudia Mancini, è un baby prodigio del pianoforte e il suo brano Il blu dell’oceano sta per diventare un successo mondiale. 1973: Flora, unica testimone del delitto, torna a casa dopo aver trascorso anni in America senza riuscire a dimenticare quella notte, ma senza neppure essere riuscita a metterla a fuoco. Il guaio è che quella scia di sangue non si è mai davvero interrotta, e che ogni passo avanti di Flora nella composizione di quel vecchio puzzle porta con sé nuove rivelazioni, inquietanti come i vecchi disegni abbandonati da Claudia. Oltre 500 pagine che filano via veloci, con atmosfere a metà strada fra Raymond Chandler e Dario Argento, condite da un bell'affresco di provincia italiana.

Emmanuel Grand, I bastardi dovranno morire (Neri Pozza)

Altra proposta francese, del tutto diversa dalla precedente: stavolta ci muoviamo nella zona grigia fra il romanzo d'inchiesta e il thriller puro, e la location è l'estremo nord del Paese. Nell'immaginaria cittadina di Wollaing, piegata dalla fine della grande industria, una giovane tossica viene ritrovata morta. Tutti gli indizi portano a una coppia di tamarri, ufficialmente bodybuilder, in realtà addetti al recupero crediti (i bastardi del titolo, appunto). Ma la coppia di investigatori che si occupa del caso, formata da una donna di origini arabe e da un poliziotto macho e testardo, vuole scavare più in profondità. La verità, come quasi sempre, non sarà rassicurante.

James Lasdun, Frattura (Bompiani)

In uscita il 21 giugno, il nuovo thriller dell'autore di L'assedio racconta la storia di uno strano triangolo amoroso sbocciato durante una vacanza in montagna. Matthew ama in segreto Chloe, moglie di suo cugino Charlie: un rapporto platonico che però, a poco a poco, degenera in ossessione. Quando un amante occasionale della donna viene ritrovato morto nel motel dove si sono incontrati, molti sospettano di Charlie, anche se a seguirla fin lì scoprendo il tradimento è stato Matthew. Sì, è una frase abusata per lanciare libri di questo tipo, ma in Frattura davvero niente è come sembra.

Bill James, Uccidimi (Sellerio)

Se cerchi un giallo seriale, italiano o di altro respiro poco importa, con Sellerio caschi sempre bene. Non è un caso se l'editore palermitano è arrivato al nono romanzo pubblicato di James (pseudonimo dell'ex cronista di nera Jay Tucker), con reciproca soddisfazione. Siamo in un'immaginaria città inglese degli anni Ottanta, dove i tanti, troppi ceffi che vendono eroina sono più sopportati di Margaret Thatcher. I detective Harpur e Iles deve fare i conti con un'esecuzione mafiosa finita male: all'Eton, un elegante locale che la malavita usa come copertura per lo spaccio, due clienti vengono stesi da una gragnuola di pallottole. Chi li ha uccisi pensava fossero sbirri sotto copertura. Purtroppo non lo erano. Di solito è così che iniziano le faide.

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