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I 40 anni non li passo piangendo

di Lucio Giordano
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Prima la separazione da Stefano Bettarini, adesso gli ascolti poco brillanti di Music Farm. Ma Simona Ventura non ci sta a farsi rovinare il compleanno,il 1° aprile. Perché il suo motto è: cadere in piedi

Prima la separazione da Stefano Bettarini, adesso gli ascolti poco brillanti di Music Farm. Ma Simona Ventura non ci sta a farsi rovinare il compleanno,il 1° aprile. Perché il suo motto è: cadere in piedi

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Quando, domenica 13 marzo, si è tolta le scarpe in diretta a Quelli che... il calcio, Gene Gnocchi è sbottato: «Fai pure, Simona, gira a piedi nudi per lo studio: stai talmente tanto davanti alle telecamere che ormai la tua vera casa è la televisione». E infatti venerdì 1° aprile Simona Ventura festeggia i suoi primi 40 anni su RaiDue, conducendo la quarta puntata del reality Music Farm. Rimandati a sabato 2 la torta con le candeline, il brindisi con il prosecco e il miniparty con i figli, i genitori, la sorella Sara e pochi amici intimi.

Non è che il traguardo anagrafico le mette tristezza?
«Nient'affatto. Sto vivendo con serenità le tappe di avvicinamento agli "anta". Per la prima volta in vita mia ho smesso di pensare solo agli altri e ho iniziato a prendermi cura di me stessa».

È un modo per superare i recenti problemi? Tra la separazione da Stefano Bettarini e i pettegolezzi sulla presunta relazione con Giorgio Gori...

«Non esageriamo. Quello che è successo a me capita a tante coppie sposate. L'amore nasce, matura, muore».

La separazione non è stata il momento peggiore dei suoi primi 40 anni?

«Certo che lo è stata. Ma qui mi fermo. Delle mie faccende sentimentali ho imparato a non parlare più. Già così, stando zitta, i titoli dei giornali si sprecano» (il tono è perentorio).

Parliamo di compleanni, allora. Qual è stato il più bello finora?

«Ce ne sono stati tanti. Dovessi scegliere... quello dei 35, quando ero incinta di Giacomo» (la voce si fa dolce).

Il più brutto?

«Quello dei 30. Mi sono chiusa in casa da sola e ho pianto tutta la notte. Mi ero appena trasferita da Roma a Milano per  Mai dire gol, non avevo amici, non sapevo cosa stavo facendo della mia vita e del mio lavoro» (sospira).

Adesso lo sa?

«Sì. E sono molto soddisfatta delle mie scelte. Sono partita da Chivasso, provincia di Torino, e ho fatto un sacco di gavetta, io» (lo dice con orgoglio).

Non si è pentita di essere andata via di casa a 19 anni?
«Al contrario! Se vuoi riuscire nella vita, devi metterti alla prova lontano dalla famiglia. Da quando vivo per conto mio, ai miei genitori non ho mai chiesto un soldo».

È questa la cosa di cui va più fiera?

«In un certo senso sì. Sono orgogliosa di avercela fatta con le mie gambe. Se ora ho raggiunto il successo, devo ringraziare soltanto il mio carattere: sono una che si piega, ma non si spezza» (alza leggermente la voce).

Eppure in questi ultimi, e difficili, mesi ha preso una bella influenza.

«Vero, ma se ne sono accorti in pochi. Ho avuto un po' di ricadute, però non ho mai saltato una puntata di Quelli che... il calcio, de L'Isola dei famosi 2 o de Le tre scimmiette. Perché il mio motto è: non mollare mai. Me lo ha insegnato papà. Piuttosto, cado sul campo. Ma sempre in piedi».

Come sarebbe stata la sua vita se fosse rimasta a Chivasso?

«Forse sarei diventata una brava insegnante di educazione fisica. Avrei vissuto serenamente la tranquillità, e la noia, della provincia. Mai dire mai, comunque. In futuro il diploma Isef potrebbe tornarmi utile per aprire una palestra a Milano» (sorride).

In questi ultimi mesi lei ha dichiarato spesso: «Tra qualche anno mollo la televisione». Conferma?

«Confermo. Nel senso che, magari, smetto di condurre per diventare autrice di programmi. Comunque presenterò ancora per un paio di stagioni Quelli che... il calcio, L'Isola dei famosi, e anche Le tre scimmiette. Una trasmissione di cui sono fiera, nonostante gli ascolti... Così come sono fiera di Music Farm. Fare musica in tv è difficilissimo e, come se non bastasse, dobbiamo affrontare la concorrenza fortissima di Zelig Circus. Eppure miglioriamo puntata dopo puntata».

Non sembra intenzionata a passare dietro alla telecamera.

«Ancora no, è vero. Ma a un certo punto bisogna smettere. Ed è meglio farlo all'apice del successo. Prima, però, mi piacerebbe condurre un varietà del sabato sera su RaiUno».

Una curiosità: ha un rito scaramantico prima di andare in onda?

«Imparo a memoria i primi tre minuti di battute. Eh sì, lo confesso: nonostante l'esperienza acquisita sul campo, all'inizio di ogni puntata vado in confusione per l'emozione» (sospira).

Si emoziona ancora?

«Sì. Ma non è detto che sia un male».

Ha mai pensato che, con tutto questo lavoro, rischia di trascurare i suoi due figli?

«Io, non ho difficoltà ad ammetterlo, sono una mamma privilegiata: in casa ho una governante e una tata. E spesso con Niccolò e Giacomo mi danno una mano anche mio padre e mia madre. La patente di genitori non esiste: bisogna organizzarsi a dovere».

Ha qualche trucco?

«Chiedo, e ottengo, che tutti i miei programmi siano realizzati a Milano, in modo da evitare di viaggiare per lavoro. In estate, poi, stacco la spina e per tre mesi mi trasformo in una mamma a tempo pieno».

Insomma, Supersimo non ha mai pronunciato la famosa frase: «Fermate il mondo, voglio scendere».

«Sì, ma a bassa voce e solo per qualche secondo. Poi torno a essere la Simona "tosta" di sempre. Perché, come ho già detto, sono una che non molla».

Sarebbe contenta se i suoi figli volessero seguire le sue orme in tv?

«Non li spingerei né li ostacolerei. La cosa importante è che siano felici, stiano bene in salute. E non mi diventino dei delinquenti».

Vuole un terzo bambino?
«Diciamo che non escludo l'ipotesi. Ma per ora mi manca la "materia prima"».

>>Simona Ventura

Simona Ventura nasce il 1° aprile 1965 a Bentivoglio (Bologna),

ma cresce a Chivasso (Torino). Dopo la maturità scientifica, si iscrive all'Isef e ai primi concorsi di bellezza. Tra il 1985 e il

1987 viene eletta tre volte Miss: Piemonte, Muretto e Ragazza ideale. Nel 1988 concorre per l'Italia a Miss Universo. E

inizia la carriera in tv. È già una nota conduttrice quando il 31 marzo 1998 sposa il calciatore Stefano Bettarini, di 7 anni più giovane di lei. Con lui ha due figli: Niccolò, 6 anni, e Giacomo, 4.

Il 14 dicembre 2004 Simona e Stefano firmano la separazione.

>>I suoi successi

Simona Ventura debutta in tv nel 1988 come valletta di Giancarlo Magalli in Domani sposi. Diventa un volto noto grazie al giornalismo sportivo: nel 1990 segue i Mondiali di calcio per Telemontecarlo e nel 1992 partecipa alla Domenica sportiva su RaiUno. Grazie alla sua verve e alla sua grinta, conduce con successo programmi satirici come Mai dire gol (1993-1997) e Le Iene (1997-1999), concedendosi anche una parentesi cinematografica in Fratelli coltelli (1997). Dopo aver presentato L'Isola dei famosi (2003-2004) e il Festival di Sanremo (2004), Simona è oggi uno dei volti simbolo della Rai. Fino

a maggio condurrà Quelli che... il calcio  e il reality show Music Farm.

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