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Ryan Gosling. Chi è il divo del momento

di Marina D’Incerti

Ryan Gosling da anni è nella classifica degli attori più "cool" di Hollywood. Dall'infanzia in Canada alla love story con Eva Mendes, passando per successi come "Le pagine della nostra vita" e "La La Land" ecco tutto quello che c'è da sapere su di lui 

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Ryan Gosling da anni è nella classifica degli attori più "cool" di Hollywood. Dall'infanzia in Canada alla love story con Eva Mendes, passando per successi come "Le pagine della nostra vita" e "La La Land" ecco tutto quello che c'è da sapere su di lui 

Con quello sguardo un po’ così Ryan Gosling, a 37 anni, ha conquistato la seconda candidatura all’Oscar per "La La Land". Una carriera, la sua, costruita a colpi di mezzi sorrisi, espressioni adorabili e un fisico bestiale. Ma costellata anche da grandi prove di recitazione. Ora è considerato uno dei divi della sua generazione.

L’infanzia. Il cocco della sua mamma

Ryan Thomas Gosling nasce in Canada il 12 novembre 1980. Un passaporto che contribuisce a renderlo simpatico e a dargli la patente di ragazzo liberal e colto, una spanna sopra rispetto ai belloni di Hollywood. Eppure la sua vita è da subito un perfetto copione a lieto fine, molto american dream. Figlio di un operaio e di una segretaria mormoni, alle elementari arranca nello studio per un deficit dell’attenzione e viene preso di mira dai bulli. Per salvarlo la madre, Donna, rinuncia al lavoro e lo fa studiare a casa. Ryan inizia a prendere parte a spettacolini famigliari con lo zio e la sorella Mandi.

«Mi sono sempre divertito a esibirmi in pubblico. Ho cominciato a cantare a 6 anni. Non ho scelto la strada del cinema, mi è capitata».

L'infanzia poco improntata a un’educazione da macho (fa eccezione la passione per le moto e i motori scoppiata a dodici anni) è determinante per creare il personaggio dell’uomo sexy ma gentile, dell’eroe scanzonato dal cuore d’oro. Una parte che interpreta sia al cinema sia nella vita reale: sebbene passi per uno di quegli attori un po’ sfuggenti e difficili da intervistare, Gosling si racconta sempre come un ragazzo affidabile che sa come prendere le donne per il verso giusto.

«Sono nato in Canada e dopo il divorzio dei miei genitori sono cresciuto con mia madre e mia sorella. Come potrei non essere femminista, dopo che ho praticamente imparato a pensare come una donna? Anche se, al tempo stesso, so essere molto protettivo».

«I miei genitori hanno divorziato quando avevo tredici anni, mia madre è sempre stata una donna bellissima e ho sempre dovuto difenderla dagli attacchi dei lupi, quegli uomini che le fischiavano dietro quando camminava per strada e la vedevano solo come preda».

La carriera. Un divo nato

Negli anni Novanta Ryan Gosling entra nel cast del Mickey Mouse Club, famosa trasmissione tv e incubatore di star: i suoi giovanissimi colleghi si chiamano Christina Aguilera, Justin Timberlake, Britney Spears.
Ancora adolescente lascia lo studio e lavora per le serie tv in Canada e anche in Nuova Zelanda, dove è protagonista di “The Young Hercules”.
Il debutto al cinema arriva nel 1997 con il film “Il mio amico Frankestein”. La prima grande occasione è del 2000 in “Il sapore della vittoria - Uniti si vince” dove, ancora ragazzino, con la faccia da buono, il ciuffo biondo e il fisico atletico, si fa decisamente notare.
Inizia un percorso in costante crescita e sempre a fianco dei più grandi di Hollywood. Da Denzel Washington a Kevin Spacey (“Il delitto Fitzgerald”), a Anthony Hopkins (“Il caso Thomas Crawford”).


Il mix tra parti da bravo ragazzo e ruoli più complessi e oscuri, come l’insegnante tossicodipendente di “Half Nelson” (prima candidatura all’Oscar) e lo skinhead neonazista di “The Beliver” mette a fuoco il suo stile di recitazione sussurrato, quasi reticente, che si avvale molto della mimica, dei gesti e di un particolare senso del ritmo.

«Mi piace pensare che la mia recitazione sia molto simile all'interpretazione di una canzone»

Danza e musica fanno parte della sua vita fino dall’infanzia. Ryan ha un gruppo indie rock, i Dead Man’s Bones (i video sono su YouTube) e contribuisce alla colonna sonora di alcuni suoi film di successo: “Lars e una ragazza tutta sua” e “Blue Valentine”. Oltre che al pluripremiato "La La Land".

Prima del successo al cinema riceve dall’amico e vicino di casa AJ. McLean, uno dei componenti dei Backstreet Boys, l’offerta di entrare nel gruppo. L’esitazione gli è fatale. Dopo un primo rifiuto, prova a richiamare per accettare, ma alla telefonata nessuno risponde. Meglio così?

Nel 2004 con “Le pagine della nostra vita”, una bella storia d’amore tratta dal best sellers di Nicholas Sparks, arrivano il successo internazionale e una sfilza di film riusciti. “Lars e una ragazza tutta sua”, “Blue Valentine” con Michelle Williams, “Crazy, Stupid Love”, “Le idi di marzo” con George Clooney, “Gangster Squad” con Sean Penn.

In “Drive” la sua doppia anima cinematografica di bravo ragazzo - personaggio disturbato arriva alla sintesi perfetta. In “La grande scommessa” gioca (quasi) alla pari con Brad Pitt e Christian Bale.

Nel musical “La La Land” interpreta una parte che sembra fatta su misura per lui (anche se il regista Damien Chazelle aveva pensato in origine a Miles Teller). Sebastian è un jazzista disposto a cambiare, a proteggere, a sognare e poi anche a rinunciare al sogno… insomma, ancora una volta, un innamorato pronto a tutto per la sua ragazza.
Ryan Gosling attinge dalla prima all’ultima riga del suo lungo curriculum di cavaliere - seduttore - eroe - ballerino - musicista - cantante, ed ecco fioccare i premi: Golden Globe sia per l’interpretazione sia per la miglior canzone originale, “City of Stars”. E, forse, l’Oscar.

Comunque vada la serata del 26 febbraio, Ryan Gosling ha già almeno altri due assi in mano: “Blade Runner 2049” con Harrison Ford, nei cinema italiani a ottobre, e “Song to Song” di Terrence Malik, in coppia con Michael Fassbender, altro super divo della sua generazione, adorato dalle donne e premiato dalla critica: duello assicurato.

L'amore. Il fidanzato ideale

Preso com’è dalla carriera, Ryan Gosling finisce per innamorarsi delle partner dei suoi film. In “Formula per un delitto” si lega a Sandra Bullock, di 16 anni più grande: le foto dei due sul red carpet sono quasi commoventi: lui, ragazzino esuberante che abbraccia spavaldo lei, orgogliosa e lievemente imbarazzata.
Ma la love story che fa sognare il pubblico è quella con Rachel McAdams. Sul grande schermo Ryan e Rachel sono Noah e Allie, gli innamorati di “Le pagine delle nostra vita”, film da cui escono battute leggendarie come: “Chiedimi chi vuoi che io sia e lo sarò per te”, e un bacio cult premiato con un Mtv best kiss award.
Anche le dichiarazioni di Ryan sono da antologia:

«Dio benedica “Le pagine delle nostra vita”. Mi ha fatto incontrare uno dei grandi amori della mia vita»

«La storia con Rachel è stata infinitamente più romantica di quella del film»

I due stanno insieme dal 2004 al 2007. A lasciare è lei. E lui? Ci soffre moltissimo e per un po’ si ritira dalle scene. Mentre le fan tifano per un riavvicinamento.

Con Emma Stone fa coppia tre volte: in “Crazy, stupid, love”, in “Gangster Squad” e in “La La Land” ma la scintilla non scocca, tra i due molto feeling ma solo amicizia.

A conferma del suo stile sexy sì, ma affidabile, Ryan non diventa mai un vero soggetto da gossip. Si vocifera di flirt con Blake Lively e Olivia Wilde ma solo quando incontra Eva Mendes nel 2011 sul set di “Come un tuono” torna a parlare pubblicamente della sua vita sentimentale.
La relazione prende subito una piega seria grazie a due ingredienti fondamentali. Eva Mendes crea un ottimo rapporto con la mamma, Donna. E accende un’attrazione fisica fatale nel figlio. Risultato, i due si sposano di nascosto e altrettanto discretamente metteono al mondo due figlie, Esmeralda Amada e Amada Lee.
Ryan, inutile dirlo, le adora e le ringrazia di esistere in ogni occasione, dal divano della famosa intervistatrice Elle De Generes al palco dei Golden Globe.

«Sono stato cresciuto da mia madre e da mia sorella. Ho trovato la mia strada in un corso di danza. La mia vita domestica è fatta soprattutto di donne. Loro sono migliori di noi uomini, più forti, più evolute. Posso dirlo anche perché ho due figlie».

«Una giornata a casa con le mie figlie è... paradiso».

Su Internet. Un personaggio-tormentone

Più che i tabloid a dare una popolarità virale a Ryan Gosling sono i meme su Internet. In rete si sono moltiplicati i suoi ritratti con frasi sempre precedute dall’esclamazione “Hey girl”.

«Non ho mai detto Hey Girl! Capisco che possa accadere una cosa simile se si recita in un film e si pronuncia una battuta, diventandone in un certo senso il proprietario, ma non l'ho mai detto!»

Non basta: è protagonista di un altro dei più famosi tormentoni di Internet, “Ryan Gosling non vuole mangiare i suoi cereali”, ideato da Ryan McHenry. Si tratta di una serie di immagini-collage in cui l’attore ha varie espressione di rifiuto davanti a un cucchiaio di corn flakes. Il geniale “molestatore” è morto a soli 27 anni, e l’attore lo ha onorato con un mini video in cui, finalmente, mangia un piatto di cereali.

I difetti: difficili da trovare

A cercare bene, nella vita perfetta di Ryan Gosling, qualche punto debole si trova, ma è poca roba. Niente scandali, niente zone d'ombra.
Per esempio, ha dichiarato di avere paura delle distese d'acqua.

«Quando ero bambino vivevo vicino a un fiume e mia madre mi disse che vi era sprofondata una città. L'idea inquietante di nuotare sopra case, “tombe” di altra gente che vi era rimasta magari imprigionata, mi è rimasta per sempre addosso come un'ombra. In spiaggia non sono il più coraggioso del gruppo».

Sembra che abbia qualche problema a mandare a mente i copioni (sarà ancora il deficit di attenzione?).

Il suo primo film da regista “Lost River” è arrivato in concorso a Cannes, ma critica e pubblico sono d’accordo nel considerarlo un pasticcio stralunato. In proposito verrebbe da citare la simpatica battuta di Ryan-Sebastian in “La La Land”: «Perché chiamare un locale Samba & Tapas? O samba o tapas. Fai una cosa, ma falla bene».

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