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“Facciamo che ero io”, il nuovo show di Virginia Raffaele

di Andrea Scarpa
“Facciamo che ero io”, il nuovo show di Virginia Raffaele
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Virginia Raffaele conduce “Facciamo che io ero”: un varietà in 4 serate con ospiti vip, musica dal vivo. E le sue mitiche imitazioni vecchie e nuove

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Virginia Raffaele conduce “Facciamo che io ero”: un varietà in 4 serate con ospiti vip, musica dal vivo. E le sue mitiche imitazioni vecchie e nuove

Virginia Raffaele presenta così lo spettacolo che dal 18 maggio la vede protagonista di 4 serate su Rai2 (in collaborazione con Ballandi Multimedia): «Facciamo che io ero è la frase che meglio descrive il mio lavoro. Poteva non essere il titolo del mio primo varietà televisivo?».

Diventata famosa grazie alle imitazioni - o meglio, trasformazioni - di personaggi come Carla Fracci, Sabrina Ferilli e Donatella Versace, la comica romana, 36 anni, ambienta il suo show a Cinecittà. Qui ha ricreato una sorta di luna park, omaggio alle giostre dov’è cresciuta, visto che i genitori lavoravano al Luneur di Roma.

L'intervista

Che cosa porta in scena? «Maschere vecchie e nuove. E poi decine di ospiti, musica dal vivo e la sottoscritta al naturale. Così, spero, nessuno si arrabbierà».

Qual è, fra i suoi bersagli, quello che si è risentito di più? «Un po’ tutti, direi. Ornella Vanoni, Anna Oxa, la criminologa Roberta Bruzzone… Spesso se la prendono anche parenti e amici: la sorella di Belén Rodríguez, la figlia di Sandra Milo, Laura Boldrini per Maria Elena Boschi...».

È vero che con il sottosegretario Maria Elena Boschi vi siete poi chiarite? «È venuta a salutarmi alla fine di uno spettacolo. Non si era offesa».

Per arrivare dov’è ora c’è voluto... «Coraggio e tanta determinazione».
Si arrabbia mai sul lavoro? «Sì. Quando ho a che fare con la sciatteria. Sono molto pignola».

Che rapporto ha con il successo? «Penso di essere rimasta con i piedi per terra. So che per sbagliare e farsi criticare c’è sempre tempo. Però che gioia piacere al pubblico...».

Come si difende dalla trappola dei troppi complimenti? «Non ho bisogno di proteggermi: alla fine non fanno che moltiplicare la mia ansia da prestazione».

Il timore più ricorrente? «Perdere la memoria in scena».

Il rimprovero più frequente che le fanno? «Mi dicono tutti che sono ritardataria. È vero».
In questa fase che cosa deve dimostrare a se stessa e agli altri? «Di saper divertire a modo mio e reggere lo stress».
Bruno Vespa, Massimo Giletti, Barbara d’Urso: contro chi scioglie i cani? «Oddio… Vogliamo portarli tutti in un canile? Magari li adottano».

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