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Bus e metro, multe fino a 200 euro e rimborsi per i ritardi

di Oscar Puntel
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Novità in arrivo per chi utilizza bus, metrò e treni. Il servizio di trasporto pubblico locale avrà nuove regole, stando a una bozza di decreto cui starebbe lavorando il Governo: stop ai portoghesi, utenti rimborsati in caso di ritardi, nuovi agenti controllori. Funzionerà?

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Novità in arrivo per chi utilizza bus, metrò e treni. Il servizio di trasporto pubblico locale avrà nuove regole, stando a una bozza di decreto cui starebbe lavorando il Governo: stop ai portoghesi, utenti rimborsati in caso di ritardi, nuovi agenti controllori. Funzionerà?

Multe salatissime per i furbetti del biglietto

Chi non timbra il biglietto o non lo striscia ai tornelli rischia di dover pagare un salasso. La bozza del decreto prevede che la sanzione sia da definire con una legge regionale e, qualora questa mancasse, la multa sarà 'pari a 60 volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro', dice il testo.

A chi spetta dare le multe?

Le multe salate funzioneranno da deterrente ai 'portoghesi', cioè i furbetti dell'obliteratrice? “Siamo preoccupati”, ci spiega Massimo Proietti della Uiltrasporti-Tpl di Roma. “Non si tratta di dire se è equa o meno, se così si va a vessare il passeggero distratto o si punisce giustamente il trasgressore. Noi siamo preoccupati perché sono i nostri controllori a dover poi chiedere queste cifre. Già ora, e ogni giorno, subiamo aggressioni, quando ci troviamo di fronte ai senza-biglietto. Certo, a ben vedere, bisogna anche vedere se questo aumento delle multe fa il paio con un'altra novità della bozza”.

Il sindacalista della Uil allude alla possibilità – ammessa nella stesso testo del Governo - che sui mezzi pubblici potranno esserci anche nuovi 'agenti autorizzati', con il compito di controllori. Per esempio, vigilantes privati. “Così si va a esternalizzare il nostro lavoro: se la multa costa 200 euro, quanto di quei soldi resteranno in azienda e quanto serviranno per pagare questi 'nuovi' controllori?”, si chiede Proietti. Le aziende del trasporto pubblico, sempre a loro spese, potranno anche richiedere al Ministero dell'Interno, agenti di polizia di supporto ai controllori.

Rimborsi con ritardi di mezz’ora

Altra novità. Pendolari e utenti dei mezzi pubblici potranno ottenere un rimborso se la corsa venisse cancellata o viaggiasse con un ritardo di mezz’ora (un'ora nel caso di trasporto extraurbano). Ma il diritto a essere risarciti con il costo del biglietto non potrà essere esercitato in caso di scioperi, eventi imprevedibili o calamità naturali. “Questa, sulla carta, è una buona misura”, spiega Roberto Brunelli, responsabile di AssoUtenti della Lombardia, associazione che tutela i consumatori, in particolare del trasporto pubblico. “Il problema è che ora dobbiamo lavorare perché non resti un principio e per chi utilizza il servizio non si trasformi in un'odissea burocratica, per cui alla fine le aziende di trasporto trovano sempre una scusa per non rimborsare. Questa cosa funziona se, come accade per esempio in Lombardia, la Regione (ente concessionario) multa per i ritardi anche il gestore, cioè le società che erogano il servizio del trasporto. L'azienda è incentivata al miglioramento e i soldi che entrano vengono impiegati per l'ammodernamento delle linee. Il prossimo passo sarà lavorare perché il regolamento attuativo di queste norme sia a tutela dei pendolari e anche di tutti gli altri utenti delle linee”

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