Ora la rottamazione si può fare anche per le liti con il fisco

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Giorgia Nardelli

Con le nuove norme chi ha presentato ricorso contro un accertamento fiscale può rinunciare al contenzioso pagando solo la somma dovuta, cioè senza sanzioni e interessi. Ti spieghiamo tutto qui

Il 31 dicembre 2016 le liti pendenti con il Fisco erano 518mila. Ora, però, arriva la rottamazione anche per le contestazioni in corso con l’Agenzia delle entrate. Con le nuove norme chi ha presentato ricorso contro un accertamento fiscale può rinunciare al contenzioso pagando solo la somma dovuta, cioè senza sanzioni e interessi. «In questo modo si risparmia in media il 30% rispetto a quanto si dovrebbe pagare nel caso la contestazione non venga accettata» spiega Michele Tomasi, commercialista di Vicenza.

A chi conviene la rottamazione

«La rottamazione serve soprattutto a chi ha già perso in primo o in secondo grado di giudizio o si è reso conto che ha poche chance di vincere» dice Tomasi. «Per richiederla, è necessario aver avviato il ricorso contro l’Agenzia delle entrate prima del 24 aprile 2017, contestando un accertamento su Irpef, Iva, Ires o Irap» dice Tomasi. Per quanto riguarda le liti relative alle imposte municipali, bisogna attendere la pubblicazione della lista dei Comuni che aderiscono. «Chi ha contestato una sanzione sulla Tari o sull’Imu deve chiamare l’ufficio tributi del proprio Comune per informarsi» spiega Tomasi.

Come fare

Puoi chiedere aiuto al commercialista oppure fare da solo, scaricando il modulo dal sito agenziaentrate.gov.it (il numero verde è 848800444) o recandoti nella sede dell’Agenzia delle entrate più vicina.

Entro quando

L’ultimo giorno per l’invio delle richieste è il 2 ottobre. Entro il 30 settembre, però, dovrai versare il 40% della somma oggetto dell’accertamento, ma al netto di sanzioni e interessi (se l’importo è inferiore a 2.000 euro, andrà pagata per intero); un altro 40% va versato entro il 30 novembre e il restante 20% entro il 30 giugno 2018. Devi poi informare la commissione tributaria di avere aderito alla rottamazione, per bloccare l’iter del contenzioso.

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