Dichiarazione dei redditi 2017: tutte le detrazioni

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Adriano Lovera

Cosa portare in detrazione nel modello 730 del 2017 e tutte le scadenze utili

Con il mese di aprile si entra nel vivo della dichiarazione dei redditi. Da martedì 18, infatti, saranno on line i modelli precompilati per chi sceglie questa strada, prima solo in visione e poi modificabili dal 2 maggio. Si tratta di almeno 30 milioni di dichiarazioni, fra 730 e “Redditi” (il nuovo nome dell'ex modello Unico). Altrimenti, ci si può sempre avvalere del sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente previdenziale), dei Caf o dei commercialisti.

Quanto alle scadenze, la scadenza per il versamento delle imposte relative al modello Redditi 2017 è al 30 giugno, mentre i termini per presentare il 730 precompilato scadranno il 7 luglio nel caso di presentazione al sostituto d'imposta oppure al Caf o al professionista, e il 23 luglio nel caso di presentazione diretta all'Agenzia delle entrate.

Come ogni anno, saremo tutti alla ricerca di spese che si possono portare in “detrazione” o quelle “deducibili”. Le prime sono quelle che diminuiscono l'imposta finale da pagare. Le seconde, invece, quelle che non vanno calcolate nell'imponibile, cioè la somma di tutti i redditi che compongono la nostra dichiarazioni. Alcune di queste sono molto interessanti, altre lasciano l'amaro in bocca. Vediamo alcune novità.  

Farmaci, non serve più la ricetta

Per quanto riguarda il lungo capitolo delle detrazioni per spese sanitarie (in linea generale, si detrae fino al 19% dell'importo, ma con una franchigia di 129,11 euro) il Fisco ha fatto sapere che non è più necessario conservare la prescrizione medica per poter portare in detrazione le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, compresi quelli veterinari. Inoltre, sono ammesse le spese per i farmaci senza obbligo di prescrizione medica acquistati online, purché il rivenditore sia una farmacia o un altro esercizio autorizzato dalla Regione alla vendita a distanza.  

Scuola: vale anche per gite e mense

Come ogni anno, si possono detrarre le spese di frequenza scolastica, fino al 19% del loro importo totale. Però, a seconda del grado di scuola, esistono dei limiti massimi di spesa che alla fine mortificano lo sconto. Nel caso di materne, primaria e secondaria, il Fisco ha chiarito quest'anno che tra le voci considerate, oltre alle tasse di frequenza, si possono inserire anche le spese sostenute per le gite scolastiche e per la mensa. Il problema, però, è che il 19% si applica su un tetto massimo di 564 euro per ogni figlio, quindi con una detrazione massima di appena 107,16 euro. Per gli asili nido la detraibilità è sempre al 19% su un massimo di 632 euro, cioè 120,08 euro. Vale il 19% anche per le rette di iscrizione alle università, ma il tetto massimo varia a seconda del percorso di studi e a seconda della regione geografica, quindi è indispensabile approfondire i dettagli in facoltà.

Casa: ok per ristrutturazioni, arredamento e giovani coppie

Sempre corposo il capitolo casa. Anche per quest'anno, si possono detrarre le spese sostenute nel 2016 per ristrutturazioni edilizie, nella misura del 50% fino a un massimo di 96.000 di spesa. La somma si porta in detrazione con quote ripartite su dieci anni.

Facciamo un esempio: se ho speso 15mila euro per lavori di ristrutturazione posso detrarre il 50% (7.500 euro) in dieci anni, cioè 750 euro a partire dalla dichiarazione di quest'anno e poi per altri 9 nove anni. L'agevolazione vale anche per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (a patto che questi siano in classe A+ o superiore), ma questo sconto vale solo se l'acquisto è stato fatto nell'ambito di una ristrutturazione. In sostanza, non si applica quando si è cambiato l'arredamento, ma muri e impianti sono rimasti gli stessi.

Giovani coppie

Per spese sostenute nel 2016 e per tutto il 2017 (in questo caso, si farà la detrazione l'anno prossimo) esiste un meccanismo che premia le giovani coppie, sposati o anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui almeno uno dei due componenti ha meno di 35 anni e che nel periodo in questione hanno acquistato la prima casa. A questi è concessa una detrazione del 50% delle spese, fino a un tetto di 16mila euro, per l'acquisto dei mobili nuovi. In questo caso, basta che siano destinati alla prima casa, senza bisogno di ristrutturazioni. Attenzione, infine, a una regola pratica fondamentale in tutti i casi. Per godere dell'agevolazione è necessario aver conservato le fatture e che le spese siano state pagate con il cosiddetto bonifico parlante, dove siano riportate la causale del pagamento con il riferimento di legge (per le ristrutturazioni è art. 16-bis Dpr 917/86), il codice fiscale di chi ha pagato e il codice o la p.Iva dell'artigiano o azienda che ha fatto i lavori. Chi ha pagato con bonifico semplice o ha fatto degli errori di compilazione, dovrebbe mettersi d'accordo con l'impresa e chiederle di restituire l'importo, e poi pagare con la modalità corretta.

Altre detrazioni per il 2017

Ecco altre novità di quest'anno, comunicate dall'Agenzia delle Entrate. Per i disabili, si può godere in generale di una detrazione pari al 19% della spesa sostenuta per acquistare mezzi di aiuto alla deambulazione (protesi, carrozzelle ecc..) o per le spese di trasporto in ambulanza. Ora è stato chiarito che sono ammessi anche i costi per l'acquisto di bicicletta con pedalata assistita. E sale a 750 euro l'importo su cui calcolare la detrazione, riguardante i premi assicurativi di polizze vita a tutela di disabili gravi. Una novità, poi, riguarda i lavoratori privati che abbiano ricevuto nel corso del 2016 dei premi di risultato (premi di produttività), nel limite massimo di 2.000 euro annui. Questi vanno dichiarati, ma se sono stati erogati sotto forma di benefit non vengono tassati. Se invece sono stati erogati direttamente in denaro, godono di una tassazione agevolata al 10%, che sostituisce sia l'Irpef sia le addizionali regionali.

In tema di acquisto della prima casa, come sempre si possono detrarre gli interessi passivi del mutuo fino al 19%. Ma visto che è entrata in vigore la nuova formula di acquisto tramite “leasing abitativo-prima casa”, si possono portare in detrazione anche le rate del leasing, sempre fino al 19% del totale. Ma a differenza del mutuo, in questo caso il vantaggio è che si fa la somma totale dei canoni mensili, non solo della quota interessi. Una precisazione importante va fatta su una detrazione molto pubblicizzata, quella cioè che assegna un credito d'imposta pari al totale della spesa sostenuta per installare impianti di video sorveglianza in casa o contratti con società di vigilanza privata. Per sfruttare questa misura occorreva inviare una dichiarazione via Internet dal sito dell'Agenzia delle Entrate entro il 20 marzo. Ora la possibilità è scaduta e non sono previste deroghe.

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