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Pensione, al via le domande per l’Ape sociale

di Lorenza Pleuteri

Entro il 15 luglio si può chiedere l’indennità mensile anticipata. A pagare sarà l’Inps. Ecco chi ne ha diritto, come si chiede, dove trovare le informazioni

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Entro il 15 luglio si può chiedere l’indennità mensile anticipata. A pagare sarà l’Inps. Ecco chi ne ha diritto, come si chiede, dove trovare le informazioni

Dopo mesi di attesa, si sbloccano le procedure per richiedere l’Ape sociale, una sorta di “pensione anticipata” riservata a ex lavoratori ultra 63enni con particolati requisiti, a cominciare da 30 anni di contributi previdenziali versati (36 in alcuni casi).

Attenzione però. Per inoltrare le istanze per ottenere l’indennità, se si maturano le condizioni entro fine anno, c’è tempo solo fino al 15 luglio 2017. Per i potenziali destinatari dell’anno prossimo, invece, la scadenza sarà il 31 marzo 2018.

Non è detto che tutti gli aventi diritto, poi, accederanno all’Ape. I fondi a disposizione dell’Inps, per effettuare i pagamenti, non sono illimitati. Non si dovrà sforare il tetto di 300 milioni di euro. Al via anche il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci in particolari condizioni.

Dove trovare informazioni e moduli

Informazioni e istruzioni si possono trovare sul portale ufficiale dell’Inps (www.inps.it), nelle sedi territoriali dell’istituto, al sindacato. Per le richieste, però, addio carta. Si potrà usare solo il canale telematico, da soli o con l’aiuto degli esperti dei patronati. Il modulo è reperibile in rete, sempre sul sito dell’Inps, alla voce “servizi online”. Per procedere, è necessario avere il Pin o richiederlo il prima possibile, vista l'imminente scadenza.

Chi può chiedere l’Ape sociale

Risponde l’Inps, ricordando che si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018: “L’Ape sociale spetta a uomini e donne che hanno compiuto 63 anni e hanno versato almeno 30 anni di contributi, non godono già una pensione diretta in Italia o all’estero, sono iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla gestione separata (di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n 335 del 1996, nota ai diretti interessati), purché si verifichi una di queste situazioni:

- disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione (lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato);

- soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, numero 104);

- invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento;

- dipendenti con 36 anni di contributi (e non 30) che svolgono o abbiano svolto da almeno 6 anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di queste tipologie: operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e di pellicce, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti e camion, personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell'infanzia ed educatori degli asili nido, facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti”. 

Per gli ex agricoltori la casistica è più complessa, idem le procedure. Il consiglio, che arriva dallo stesso Inps, è di chiamare e chiedere indicazioni personalizzate. Un altro obbligo, per loro e per tutti i possibili beneficiari, è la residenza in Italia.

Tempi di risposta e priorità

L’Inps dovrebbe rispondere entro il 15 ottobre alle domande presentate entro luglio e entro il 30 giugno del 2018 per alle richieste arrivate entro il 31 marzo del prossimo anno. Se istanze saranno in eccesso, rispetto alle risorse stanziate, la priorità sarà stabilita sulla base della data del raggiungimento del requisito anagrafico prevista per la pensione di vecchiaia. A parità di requisito, ulteriore indicazione, verrà presa in considerazione la data di presentazione della domanda. Dunque, meglio preparare subito i documenti necessari e affrettarsi.

Decorrenza e durata dell’Ape sociale

L'indennità dell’Ape sociale - salvo deroghe - decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio , sempre che in quella data ci siano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa. Il contributo sarà corrisposto ogni mese, per 12 mesi all’anno, fino all'età prevista per la pensione di vecchiaia, oppure fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Quanto spetta agli ex lavoratori ammessi all’Ape

L'indennità sarà pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L'importo non verrà rivalutato, né integrato al trattamento minimo. Durante il godimento dell’indennità non spetterà la contribuzione figurativa. Il trattamento di Ape sociale cesserà nel caso di decesso del titolare e non sarà reversibile ai superstiti. Ai beneficiari non spetteranno gli assegni familiari.

Incompatibilità e lavori extra

Altre precisazioni: “L’indennità è incompatibile con i trattamenti a sostegno del reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento Asdi e con l’indennizzo per la cessazione di un’attività commerciale”. In compenso “il beneficiario dell’Ape sociale potrà svolgere un’attività lavorativa, in Italia o all’estero, durante il godimento dell’indennità purché i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui. In caso di ‘sforamenti’, il diritti a beneficio cesserà e l’Inps procederà al recupero delle somme percepite indebitamente”.

Benefici anche per i lavoratori precoci

Anche per i lavoratori precoci, quelli che hanno cominciato a lavorare prima dei 19 anni d’età, purché in possesso di requisiti soggettivi simili a quelli previsti per l’Ape sociale (invalidità, assistenza a un familiare disabile etc…), è stata introdotta un’agevolazione: “A decorrere dal 1° maggio 2017 il requisito contributivo di accesso al pensionamento anticipato per l’anno 2017, pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, è ridotto per tutti a 41 anni”.

La condizione indispensabile richiesta ai “precoci” è l’aver maturato almeno un anno di contribuzione – tradotto in mesi (12), settimane (52) e giorni, in riferimento alla gestione di appartenenza – per periodi di lavoro effettivo svolti prima del 19esimo compleanno. Istruzioni e indicazioni dettagliate, pure per questa tipologia di indennizzo, si trovano sempre sul portale www.inps.it.

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