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Baby sitter e badante saranno pagati dall’azienda

di Fabio Brinchi Giusti

Il premio di produttività cambia. I datori di lavoro ora possono trasformarlo in bonus per rimborsarci la baby sitter o la badante. Perché in cambio loro pagano meno tasse. 

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Il premio di produttività cambia. I datori di lavoro ora possono trasformarlo in bonus per rimborsarci la baby sitter o la badante. Perché in cambio loro pagano meno tasse. 

Il premio di produttività cambia. L'azienda ora potrebbe pagarci la baby sitter. E anche la badante per i genitori. Si sta sviluppando in tutta Italia un vero e proprio welfare aziendale, aiutato sicuramente dagli incentivi governativi che prevedono una fiscalità agevolata del 10% per i bonus che le aziende decidono di concedere. La detassazione riguarda gli importi fino ad un limite di 2000 euro lordi all’anno.

A chi spetta il bonus

Tali bonus vengono concessi al raggiungimento di determinati obiettivi di produttività. È una sorta di accordo: il lavoratore si impegna a raggiungere un determinato obiettivo, in cambio l’azienda fornisce premi aziendali come buoni pasto, partecipazioni agli utili dell’azienda, convenzioni con catene di negozi e appunto anche rimborsi tramite voucher per chi ci aiuta nella vita familiare come baby sitter o badanti.

I voucher possono essere impiegati anche per i libri scolastici e per spese sanitarie. Possono accedere a questi bonus i dipendenti che percepiscono un reddito annuo sotto i 50.000 euro.

Il sistema sembra piacere ai datori di lavoro: moltissimi i contratti collettivi di questo genere già inviati al Governo per ottenere la detassazione. Anzi il welfare aziendale si avvia a diventare un vero e proprio settore lavorativo, con la nascita di ditte specializzate nel fornire e nell’assistere le aziende quando devono organizzare i propri premi di produttività.

È solo per le grandi aziende?

I sindacati chiedono però al Governo di lavorare affinché il sistema dei premi sia esteso anche ai lavoratori delle piccole e medie aziende, dove non si esercita normalmente la contrattazione di secondo livello (cioè accordi specifici fra i sindacati e i datori di lavoro di quell’azienda medio-piccola) e quindi restano esclusi dal sistema dei premi di produttività.  


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