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Bikini o costume intero?

L’estate 2016 è la stagione del costume intero ma il bikini non passa di moda, soprattutto ora che festeggia 70 anni d’età. E le donne si dividono. Anche le 2 scrittrici Pulsatilla e Federica Brunini si sono schierate 

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L’estate 2016 è la stagione del costume intero ma il bikini non passa di moda, soprattutto ora che festeggia 70 anni d’età. E le donne si dividono. Anche le 2 scrittrici Pulsatilla e Federica Brunini si sono schierate 

IO TIFO PER IL BIKINI 

di Federica Brunini*

Il triangolo sì, io l’avevo considerato. Da sempre. Fin da bambina, l’estate è stata per me una striscia di mare e due pezzi di stoffa lucida e colorata: due triangolini legati insieme sul petto piatto e due triangoloni muniti di laccetti là dove non batte il sole. Niente di più.

Il primo era fucsia, con i bordi gialli. Io avevo circa 10 anni e facevo castelli di sabbia in Liguria. Che si chiamasse bikini, l’avevo imparato dalla zia che me l’aveva cucito. Non sapevo cosa significasse, ma il nome mi piaceva, al punto da affibbiarlo anche al mio gatto. Il pezzo di sopra, quello che avrebbe dovuto reggere un seno che non c’era (e non c’è!) scappava dove voleva: si accartocciava, si apriva come una tenda, si slacciava, mi stringeva. Mi faceva sentire un po’ sirena e un po’ Barbie. E testimoniava che ero una femmina, nonostante avessi le forme e il taglio di capelli (a scodella) di mio fratello.

Non ricordo il colore del mio secondo bikini, e, se devo essere sincera, nemmeno di quelli successivi ma so che, da una certa estate in poi, sono diventati tutti bianchi. Perché? 1) perché il bianco sta bene con tutto e non devo preoccuparmi di abbinare copricostume e pareo; 2) perché il bianco allarga, soprattutto se hai la taglia 00 Tette e il triangolo del reggiseno è imbottito modello push up; 3) perché fa chic agli aperitivi e ai party on the beach, e basta indossare una camicia sopra per fare un figurone.

Intendiamoci: nessuna di noi, a parte Gisele Bündchen, è mai pronta per la prova costume. Tanto vale puntare sullo stile. E sulla praticità.
Sì al bikini perché è minimal: si infila in un secondo, lo si sfila con altrettanta velocità e facilità, e non mi fa sprecare nemmeno un secondo d’estate. Perché non mi fa sentire vestita dove, di fatto, non dovrei esserlo – in mare, in spiaggia, in barca. Perché libera la mia pelle, il mio corpo e in fondo anche me. Perché lascia tutto lo spazio possibile al sole. Perché mi fa sentire sexy. Perché ha 70 anni e non li dimostra (li compie il prossimo 5 luglio). E anche io vorrei invecchiare così, in forma smagliante e tutta d’un pezzo. Anzi, due.


*Federica Brunini è scrittrice, giornalista, fotografa e instancabile viaggiatrice. Vive sull’isola di Gozo, Malta, dove organizza vacanze e yoga retreat e dove ha avuto la fortuna di lavorare accanto a Brad Pitt e Angelina Jolie sul set del film By the Sea. In Quattro tazze di tempesta (Feltrinelli), adesso in libreria, racconta il viaggio e l’amicizia di 4 donne tra illusioni, rimpianti, lacrime, risate e tazze di tè. 


Gallery a cura di Samantha Pascotto


IO TIFO PER IL COSTUME INTERO

di Valeria Di Napoli, in arte Pulsatilla*

Il mio primo costume intero l'ho comprato in via Torino a Milano. Anzi, no. Il mio primo costume intero era fucsia e aveva i volant gialli che correvano lungo la linea dell'inguine, e correva l'anno 1990 lungo il litorale calabrese punteggiato di bancarelle.

Avevo capelli corvini setosissimi, un vitino da vespa e un'abbronzatura ambrata, della serie «cose che capitano quando non sai che fartene» (avevo tipo nove anni). Il costume intero segnò il passaggio dalla fanciullezza alla donnezza, dalla mutandina di acetato bianca spensierata (trasparente salvo che nei punti dov'erano stampati dei fragoloni sorridenti) ad un indumento che somigliava per sobrietà a quello di mia madre: abbracciava il seno, accompagnava le forme, scolpiva la schiena e alludeva alla presenza di qualcosa da nascondere (che, detto tra noi, non avevo).

Quello di via Torino fu il secondo, e fu comprato per nostalgia del primo. Era nero con una specie di sole sul seno sinistro. Estate 2003. Credo di essere stata l'unica in Europa, insieme alla Bonino, a indossare un costume intero nel 2003. I bagnanti mi chiedevano con apprensione: «Perché?». Quindi oggi che la domanda è tornata in auge sono pronta a rispondere, essendomi molto esercitata all'epoca. 1) Perché sì. 2) Perché mi ricorda la mamma, il ventre molle di nylon tiepido su cui posavo la guancia. 3) Perché fa il culo più alto. 4) Perché non abbronzarsi il torace non è un problema, se porti il costume intero. A meno che tu la sera non vada in giro in crop top, nel qual caso non sei una da costume intero, comunque. 5) Perché è l'anno del costume intero, quando ci ricapita? È capitato nel 1990 e nel 2003, siamo nel 2016: statisticamente, nel 2029.
Visto che dovremo girare con la trippa al vento per un altro tredicennio abbondante, coglierei l'attimo.

*Pulsatilla (Valeria di Napoli) è nata a Foggia nel 1981 e vive a Roma. Ha pubblicato due romanzi cult: La Ballata delle Prugne Secche (Castelvecchi, 2006) e Giulietta Squeenz (Bompiani, 2008). Ha collaborato alla sceneggiatura del film Maschi contro femmine e del sequel Femmine contro maschi.

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