del

Bullismo, i ragazzi si schierano

di Marzia Nicolini
Vota la ricetta!

Ogni giorno leggiamo preoccupanti storie di ragazzini vittime di aguzzini della stessa età. Ma c’è una buona notizia: a Lecce un gruppo di liceali crea una pagina Facebook per dire basta ai bulli.

Un caffè con Donna Moderna

Ogni giorno leggiamo preoccupanti storie di ragazzini vittime di aguzzini della stessa età. Ma c’è una buona notizia: a Lecce un gruppo di liceali crea una pagina Facebook per dire basta ai bulli.

Fa notizia che alcuni giovani studenti a Lecce abbiano fondato un'associazione anti-bulli. È un progetto nato spontaneamente per iniziativa di quattordici allievi dell'istituto Galilei-Costa, che hanno dato alla loro pagina Facebook il nome spazientito "Mabasta". Il loro scopo è di associarsi per formare una grande voce contro la prepotenza e il sopruso. Stanno realizzando un sito, una campagna di sensibilizzazione e intanto hanno conquistato la Rete e i media nazionali con uno dei social network più frequentati da quelli della loro età: Facebook. Hanno aperto la pagina del movimento e ora puntano a coinvolgere i ragazzi di tutt’Italia: dalla scuola primaria alle superiori. E ogni giorno pubblicano notizie e ricerche sul tema.

I numeri del fenomeno bullismo

I numeri putroppo non consolano: un recente studio di Telefono Azzurro e Doxa Kids condotto su un campione di ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha mostrato che il 10% è stato vittima di molestie via chat o social network. E la cronaca conferma: ogni giorno leggiamo di preoccupanti storie di ragazzini vittime di aguzzini della stessa età.

L’ultimo caso

L'ultimo caso è stato la tortura perpetrata ai danni di un dodicenne di Galatone, nel leccese, minacciato, legato ai binari ferroviari e fatto oggetto di tiro a segno con un fucile ad aria compressa. E poi ci sono i bulli che affidano le loro offese alla rete, in forma anonima o non, torturando le proprie vittime a suon di foto, video, profili Facebook studiati ad hoc e sistematicamente invasi di insulti. Veri e propri atti persecutori che spesso portano gli oggetti di scherno, ragazzi, ragazze, ma anche bambini, a meditare pensieri suicidi. Che - anche in questo caso i fatti insegnano - spesso si traducono in gesto fatale.

La testimonianza di Teresa Manes, Presidente dell'Associazione Italiana Prevenzione Bullismo

È successo al figlio di Teresa Manes, oggi Presidente dell'Associazione Italiana Prevenzione Bullismo. Andrea aveva 15 anni quando si è tolto la vita, impiccandosi: troppi gli insulti subiti, sempre più pesanti, fino ad arrivare agli scherni su una pagina Facebook a lui dedicata e alle scritte – indelebili – su un muro, visibili a tutti. Teresa, che oggi gira per le scuole portando la sua testimonianza (che ha voluto raccontare nel libro "Andrea. Oltre il pantalone rosa", ed Graus) -  non ha dubbi: certe parole possono uccidere.

Ma cosa possiamo fare noi genitori?

Fondamentale tenere gli occhi sempre ben aperti, come madri, come padri, come esseri umani: "il bullismo è un fenomeno subdolo che non lascia traccia. La stessa vittima, il più delle volte, non si identifica come tale, in quanto subisce uno stato di inadeguatezza per cui sente di meritarsi la punizione che gli viene inflitta. E non abbassiamo la guarda su un certo tipo di linguaggio, violento e irrispettoso: noi adulti siamo i primi a dover denunciare e insegnare che c'è un limite da non oltrepassare".

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna