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Curvy ma felici: non siamo magre, e allora?

di Marzia Nicolini
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Una stilista disegna la prima linea di abiti da sposa curvy, che si chiama "Joie de Vivre". Un invito a volersi bene, qualunque sia la propria taglia. Intanto un brand cosmetico fotografa quattro dipendenti nude, con qualche chilo in più, smagliature e cellulite: naturalmente imperfette

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Una stilista disegna la prima linea di abiti da sposa curvy, che si chiama "Joie de Vivre". Un invito a volersi bene, qualunque sia la propria taglia. Intanto un brand cosmetico fotografa quattro dipendenti nude, con qualche chilo in più, smagliature e cellulite: naturalmente imperfette

La fashion designer Elisabetta Polignano debutta con una linea di abiti da sposa per donne curvy, fiere di esserlo, "in un gioco di equilibri e proporzioni per esaltare la femminilità". Perché, come dice lei, "c'è chi si mette a dieta in vista del gran giorno e c'è chi si accetta così com'è". E non è un caso se la sua nuova collezione, la prima nel suo genere, si chiama "Joie de Vivre": un invito a volersi bene. Nel giorno delle nozze e nella vita di tutti i giorni.

Intanto, sui social diventa virale l'ultima campagna australiana lanciata dal brand di cosmetici Lush: intitolata "GoNaked!", mostra quattro dipendenti nude, con qualche chilo in più, smagliature e cellulite, "naturalmente imperfette". Obiettivo: promuovere l’utilizzo di prodotti senza confezioni di plastica inquinanti. Le critiche non sono mancate e molti hanno storto il naso.

Anche il mondo della moda sta pian piano facendo dietrofront. Uno dei casi più recenti è quello della modella inglese Charli Howard. 23 anni, taglia 38. Charli ha affidato il suo messaggio di insofferenza a Facebook. In seguito all'ennesima richiesta da parte dell'agenzia che la segue di perdere chili per lavorare di più ha scritto: «Mi rifiuto di sentirmi in colpa perché non raggiungo i vostri ridicoli e inottenibili standard di bellezza mentre voi state seduti tutto il giorno alla scrivania, divorando torte e biscotti e criticando me e le mie amiche per il nostro aspetto fisico». Sono bastate poche ore e il post è diventato virale, rimbalzando di social in social.

Poi, un'altra notizia "bomba": la top britannica Cara Delevingne racconta a Rupert Everett le sue ricorrenti crisi di depressione a causa delle pressioni subite per la sua magrezza. Per questo si sarebbe ritirata dalle passerelle. Cara, nel momento di massimo successo, ha aggiunto che a salvarla dal baratro sarebbe stata Kate Moss (un'altra che, quanto ad aspettative e critiche sull'aspetto fisico, ne ha sentite parecchie).

Insomma, ormai il messaggio è: poche ipocrisie, meglio qualche centimetro di pelle imperfetta in più rispetto a corpi scheletrici di top (tristi) da copertina.

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