5 consigli per il detox digitale

Credits: Giacomo Bagnara
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di

Luca Conti

Meno social e notifiche, più newsletter e app. Con queste regole facili raggiungi un nuovo equilibrio digitale

Suona la sveglia e comincia la giornata. Il 57% degli italiani dotati di smartphone inizia a controllare email, WhatsApp e news, senza neanche scendere dal letto. Da questo momento il cellulare ci accompagnerà ovunque: in bagno, a tavola, al lavoro e di nuovo a letto, prima di addormentarci. Lo controlliamo fino a 200 volte al giorno, per una media di due ore e quattro minuti. In molte occasioni ci semplifica la vita, ma compromette anche le relazioni e riduce la produttività. Come capire quando è il momento di iniziare una “dieta digitale” e in che modo si trova un nuovo equilibrio? Te lo spiego qui.

1 Tieni lo smartphone fuori dalla camera da letto

Ho avuto il mio primo smartphone nel 2007 ed è stato subito amore. Era lo schermo che consultavo appena sveglio e l’ultimo da sotto le coperte. Sentivo il bisogno di controllare le email e gli aggiornamenti di Twitter. Ne parlo al passato perché, dopo anni, mi sono reso conto della dipendenza che avevo sviluppato e ho preso provvedimenti. Limitare l’uso dello smartphone in camera da letto è stata la prima sfida. Gli psicologi che combattono le dipendenze sanno che disegnare un ambiente con meno tentazioni è il modo migliore per non cedervi. Dopo cena consiglio di mettere lo smartphone in carica in un’altra stanza e non riprenderlo fino alla colazione.

2 Vai online solo quando serve

Chi programma servizi web come i social network, influenza il nostro comportamento, senza che ce ne rendiamo conto. Con Internet sempre in tasca, per molto tempo ho avuto la tentazione di andare online continuamente, anche quando potevo farne a meno. Scambiare messaggi in tempo reale, includendo foto e video, ovunque ci sia una connessione, è così magico e fa così parte del nostro quotidiano, che ormai non ci stupiamo più. La magia, però, si è esaurita presto quando mi sono reso conto che il beneficio era annullato da ansia e distrazione, con effetti negativi sulla qualità della mia vita e sulle relazioni personali. Non avevo realmente bisogno di fotografare ciò che mangiavo e condividerlo, né di rispondere a un messaggio mentro ero al ristorante con un amico.

3 Zittisci il telefonino

L’uomo è un essere razionale, ma chi sviluppa la tecnologia sa che le decisioni che prendiamo sono influenzate dalle emozioni. Quando il bip della notifica di una app ci arriva all’orecchio, il nostro cervello risponde come nell’esperimento del cane di Pavlov. A differenza dell’animale non cominciamo a salivare pregustando la gratificazione in arrivo, ma prendiamo in mano lo smartphone. Una notifica può anticipare qualcosa di sgradevole o di gratificante: non lo sappiamo. Ma l’effetto sorpresa fa sì che il nostro cervello “si illumini” e l’attenzione venga subito distolta da qualsiasi altra cosa stiamo facendo, importante o meno. È successo anche a me: mi sono ritrovato dipendente da questa ricompensa casuale. Così ho deciso di disattivare qualsiasi notifica, escludendo solo le comunicazioni dalle persone più care. Niente bip, niente interruzioni. Lavoriamo meglio, ascoltiamo nostro figlio senza distrarci e possiamo goderci un film in santa pace.

4 Difendi il tuo tempo

C’è chi ha calcolato che con il tempo sottratto ai social media ognuno di noi potrebbe leggere 200 libri l’anno e anch’io da quando mi sono messo a “dieta” ho cominciato a leggere di più. Perché mi sono accorto che, spesso e volentieri, la consultazione continua di flussi informativi, era una risposta a un sentimento negativo e non a una vera necessità. Scorrevo le news su Facebook o controllavo più spesso la posta elettronica, quando mi sentivo depresso o annoiato. Chi sviluppa le piattaforme lo sa e in qualche modo ne approfitta. Da utenti consapevoli, ciò che possiamo fare è ridurre gli abusi e difendere la nostra attenzione. Un passo in avanti è ragionare in termini di “dieta informativa”. Come ti informi? Quali mezzi usi durante la giornata e per quanto? Tenere un diario del tempo passato davanti allo schermo è il primo passo. E oggi ci sono app che ti aiutano. Per PC, Mac e Android consiglio RescueTime e per iPhone e iPad Moment.

5 Filtra le notizie che ti servono

Per restare informato, rimanendo produttivo, ho sviluppato un metodo: meno ultime notizie, più rassegne sotto forma di newsletter. Niente telegiornali né canali all news, solo l’essenziale. Filtrare è diventata la parola chiave. Selezionare le fonti e le newsletter diventa indispensabile, soprattutto per chi ha molti interessi come me. A un certo punto ne riceverai tante che si accumulano non lette. Il mio consiglio è scegliere le migliori e cancellarti dalle altre. Tieni solo le più originali. Il servizio Unroll.me ti aiuta a fare pulizia. Gli utenti più sofisticati usano una casella di posta separata per le newsletter, così da non intasare quella principale. In questo modo non rischi di essere interrotta o distratta se stai lavorando.


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