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Insetti e larve in tavola: il futuro dell’alimentazione

di Oscar Puntel
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Insetti, larve, vermi, scorpioni e ragni: tutti insetti che potranno arrivare sulle nostre tavole. Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole per semplificare le procedure di autorizzazione dei “nuovi alimenti", il cibo del futuro. Ma voi, li mangereste?

Insetti, larve, vermi, scorpioni e ragni: tutti insetti che potranno arrivare sulle nostre tavole. Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole per semplificare le procedure di autorizzazione dei “nuovi alimenti", il cibo del futuro. Ma voi, li mangereste?

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  • Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole per semplificare le procedure che potrebbero presto portare sulle nostre tavole leccornie a base di insetti, scorpioni e larve. Si tratta di autorizzare l'introduzione di “nuovi alimenti”. Mentre da un punto di vista burocratico l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, si sta muovendo per valutare i loro effetti sulla salute umana, ci siamo chiesti: ma voi li mangereste due vermicelli per pranzo?

Entomofagia

La pratica umana di cibarsi di insetti si chiama entomofagia. Secondo un rapporto della Fao, l'Organizzazione dell'Onu per l'Alimentazione e l'Agricoltura, gli insetti vengono già consumati in 90 Paesi del mondo; i preferiti sono i coleotteri (31%), seguiti dai bruchi (18%), api, vespe e formiche (14%), cavallette, locuste e grilli (13%). Ma in un futuro non molto lontano, il menù potrebbe includere anche meduse e alghe.

Gli italiani sono curiosi

In Italia si è molto discusso su questo tema con l'inaugurazione di Expo 2015. C'erano alcuni padiglioni che volevano offrire cibi a base di larve e cavallette essiccate. Stando a quanto emerge da un'analisi Coldiretti/Iprmarketing, appena l'8% degli italiani assaggerebbe gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni fritti e ben il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo. Spiega Giulia Tacchini, food-designer e fondatrice del sito entonote.com: “Dal mio osservatorio posso dire che gli italiani hanno un atteggiamento curioso verso questi nuovi alimenti. E se informati, cercano di assaggiarlo quando glielo proponiamo”.

Proteine e grassi "buoni"

I sostenitori dell'entomofagia sostengono che il nostro sistema alimentare è al collasso. “Otteniamo le proteine per il nostro corpo dalle carni, che ricaviamo da allevamenti intensivi e molto inquinanti. Ma visto che la popolazione cresce, come riusciremo a sfamarci tutti?” chiede Giulia Maffei, biologa e comunicatrice scientifica. “Questi animali secondo la Fao possono rappresentare un'opportunità percorribile per migliorare lo stato di nutrizione nelle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo: sono infatti ricchi di proteine e grassi 'buoni', di calcio, ferro e zinco”, ha ricordato Francesco Gai dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr. Le ricerche ci dicono che gli insetti da allevamento hanno un basso impatto ambientale, cioè consumano pochissima energia e poca acqua per fornirci cibo commestibile. Ancora Maffei: “Di qui, l'idea di rieducarci dal punto di vista alimentare, non sostituendo ma aggiungendo alla nostra dieta questi nuovi alimenti proprio per il loro alto valore nutrizionale”.

Perché ci fanno ribrezzo?

Le motivazioni sono due. Una è psicanalitica: “Insetti e larve che strisciano o si insinuano nella terra è come se ricordassero alla nostra mente il regime primordiale, quella brodaglia di elementi chimici da cui è partita la vita”, chiarisce Giulia Maffei. L'altra è storico-antropologica. Dice Giulia Tacchini: “Quando l'uomo si è insediato in certi territori, per sopravvivere, ha trovato più conveniente e più pratico allevare bestiame e cibarsi della sua carne, piuttosto che mettersi a cercare insetti. E questo ha definito il nostro comportamento alimentare”.

Menu à la carte

Abbiamo chiesto a Giulia Tacchini e Giulia Maffei di suggerirci insetti commestibili. Ci hanno proposto un menù a base di: grilli, camole del miele, camole della farina e locuste. Volete favorire?

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