Perché l’arancinA è più buona dell’arancinO

29 Jan 2009, Port Ewen, New York State, USA --- Breaded Risotto Fritters stuffed with Mozzarella and Sausage and served on brown paper --- Image by © Mascarucci/Corbis
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di

Giusy Cascio

Un'opinione di:
Giornalista​​ dadaista, mamma trafelata e moglie spregiudicata. ​A Donna Moderna scrive di...

«Giusy, ma tu che sei di Palermo li sai fare gli arancinI?».

Me lo ha chiesto una volta via email una lettrice di Donna Moderna e, periodicamente, lo vogliono sapere anche i miei amici sparsi in tutta Italia.
E io, puntualmente, mi incavolo. Mi irrigidisco come uno stoccafisso. Non perché non sappia preparare queste meravigliose, gustose, biondo-dorate palle di riso, piatto cult della gastronomia siciliana. Ma perché io non dico "arancinI", maschile plurale catanese. Io dico e dirò sempre "arancinE", femminile plurale palermitano.

Ora, la diatriba va avanti da secoli e ritorna tutte le estati, quando con l'afa ribollono i già bollenti spiriti arsi dallo scirocco e le liti Palermo-Catania si surriscaldano ancora di più. E anche io, francamente, non ne posso più.

Riassunto. C'è chi cita a sproposito Andrea Camilleri e ricorda Gli arancinI di Montalbano. Chi, invece, elegge a maestro il grandissimo Gaetano Basile, colto studioso della cultura panormita, o lo scrittore e drammaturgo Davide Enia, palermitano doc. Entrambi non hanno dubbi: ArancinA, con la. Perché in dialetto siciliano l'aranciu è l'albero, l'arancia (donna) è il frutto a cui somiglia il pezzo di rosticceria in questione. I cugini catanesi si incavolano, ribattono, ironizzano: loro l'arancinO ce l'hanno a punta, a cono. Ce l'hanno più "maschio" e più lungo, insomma. Come se le dimensioni avessero mai contato qualcosa... Tzè!

Mio marito ride e sottolinea come queste beghe della Trinacria abbiano un sapore tragico che mal si sposa con il gusto del fritto intenso che dovrebbe mettere d'accordo tutti. Ma poi ci ripensa: riuscireste a litigare anche tra il partito di quelli che le/li vogliono al ragù e quelli che le/li preferiscono al burro.
Mio marito è milanese: in quanto tale non può capire, può solo mangiare. Che taccia!

Massì, dai, che ognuno continui a usare i generi a caso. O "a muzzo", come si dice dalle mie parti.
Fate un po' come vi pare, siamo in democrazia.

COMUNQUE, per me l'arancinA è più buona dell'arancino. Per 3 motivi:

1) perché chi nasce tondo non può morire quadrato. Figuriamoci conico o triangolare: sarebbe un supplì(zio).

2) perché la perfezione è rotonda: perfetto, dal latino, significa compiuto, finito. Come quando il cerchio si chiude.

3) perché è "fimmina". Punto. Non ce n'è: al primo morso. Io che sono una donna "curvy" la penso così.

Quindi, se volete assaggiare un'arancinA vera (femmina, tonda, perfetta), fidatevi solo di chi la chiama così. E mangiatela a Palermo.

Oppure, vi do due indirizzi alternativi: a Roma MondoarancinA (appunto) in via Marcantonio Colonna 38, a Milano il Panificio dei Fratelli Nicosia in via Cagliero 7-9 (palermitani "col filtro", a Milano dal 1974 e sembra ieri). Provati per voi.

Se invece siete altrove nel mondo, pure a Sydney o a Tokyo, vi consiglio di cliccare su Crocché, sito dedicato allo street food palermitano.
Vi indirizzeranno al posto più vicino dove trovarne una. Mi raccomando, però, nel motore di ricerca scrivete arancina, con la A.
Perché è così che si dice e così che si fa.

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