del

Iscrizioni a scuola: cosa scegliere per trovare lavoro prima

di Lorenza Pleuteri

Il 22 gennaio partono le iscrizioni on line per tutte le scuole. Ma per i ragazzi che andranno alle superiori, la scelta è ancora più importante. Su quali studi puntare per avere più possibilità di trovare lavoro? E la laurea, che garanzie dà? Abbiamo intervistato un esperto

Un caffè con Donna Moderna

Il 22 gennaio partono le iscrizioni on line per tutte le scuole. Ma per i ragazzi che andranno alle superiori, la scelta è ancora più importante. Su quali studi puntare per avere più possibilità di trovare lavoro? E la laurea, che garanzie dà? Abbiamo intervistato un esperto

Meglio il liceo classico o un istituto tecnico? Più utile uno scientifico o il linguistico, se già si pensa all'università? E i nuovi licei coreutici danno sbocchi immediati o sono propedeutici a un livello successivo di studi? Tempo di domande, e di scelte, per i ragazzi e le ragazze di terza media e per le loro famiglie. Dal 22 gennaio al 22 febbraio gli adolescenti dovranno pre-iscriversi online alla scuola superiore selezionata, gettando le fondamenta per il loro futuro.

La disoccupazione giovanile colpisce sia neodiplomati sia neolaureati
Le statistiche sulla disoccupazione giovanile raccontano di uno scenario ancora pesantemente condizionato dalla crisi economica, sebbene all'orizzonte si intraveda qualche spiraglio. I dati Istat elaborati da AlmaLaurea, consorzio di atenei con sede a Bologna, mostrano che tra il 2007 e il 2014 il tasso di disoccupazione è cresciuto di 8,2 punti per i neolaureati, passando dal 9,5 al 17,7 per cento. Il balzo in avanti è stato di ben 16,9 punti per i neodiplomati, salendo dal 13,1 al 30 per cento. A chi si è fermato alla licenza media è andata ancora peggio: 26 punti in più, dal 22,1 al 48,1 per cento.

Per trovare lavoro, meglio corsi magistrali, bienni o trienni?
A un anno dalla discussione della tesi hanno trovato lavoro circa metà dei laureati del 2013 ai corsi magistrali a ciclo unico (49 per cento), sette su dieci laureati ai bienni magistrali (70 per cento) e due su tre "dottori" con la laurea triennale in tasca (66 per cento). Per i fratelli e le sorelle maggiori, con la laurea conseguita nel 2009, era stata un poco meno dura: 65 per cento di occupati nell'arco di dodici mesi per le lauree magistrali a ciclo unico, 74 per  cento per le magistrali biennali e 76 per le triennali.

Quali consigli dare ad adolescenti e famiglie, per decidere?
"Non ci si deve basare sul sentito dire" risponde Davide Cristofori, ricercatore del consorzio e referente anche per AlmaDiploma. "Occorre andare a vedere le scuole, informarsi direttamente, chiedere. Nella scelta è importante indirizzarsi verso un percorso di studio che rispecchi le proprie attitudini e passioni, mettendo sul piatto della bilancia le aspettative future. Ma bisogna anche essere consapevoli delle prospettive offerte dal mondo del lavoro e dal sistema universitario".

Quanto pesa un periodo di studio all'estero?
"Inserire nel percorso scolastico uno stage o un periodo di studio all'estero, discorso che vale per chi è alle superiori e anche per gli universitari, aumenta le probabilità di trovare più velocemente un'occupazione. Le scuole che offrono queste possibilità, l'alternanza studio-lavoro e un'esperienza fuori dall'Italia, al momento della scelta possono fare la differenza".

Che cosa dicono le ultime ricerche sugli sbocchi lavorativi dei diplomati?
"Anche secondo le ultime rilevazioni di AlmaDiploma i tassi di occupazione dei diplomati in istituti tecnici e professionali sono più alti di quelli dei liceali. Parliamo del 36,5 per cento per i professionali dopo un anno dalla maturità, contro il 19 per cento dei liceali. Però questi ultimi tendono quasi tutti ad andare all'università: il 76 per cento si dedica solo allo studio, il 16 per cento coniuga studio e lavoro. I coetanei con altri percorsi scolastici sono meno propensi a proseguire: si iscrive all'università il 49 per cento di chi è uscito dai tecnici e il 21,5 dei diplomati ai professionali".

La laurea serve o no, per accelerare l'ingresso nel mondo del lavoro?
"La laurea - risponde sempre Cristofori - è ancora una garanzia contro la disoccupazione, come emerge dalle nostre ultime rilevazioni. I laureati soffrono la crisi meno dei diplomati. C'è una piccola ripresa dei laureati delle triennali che trovano lavoro entro un anno e si è arrestato il calo dei tassi di occupazione dei colleghi magistrali biennali. Segnali positivi che fanno sperare in un futuro più roseo. La quota di disoccupati interpellati cinque anni dopo la fine dei corsi è minima tra i laureati magistrali nelle professioni sanitarie e in ingegneria (1,5 e 2,9 per cento) e più alta per i colleghi formati in discipline letterarie (17,3 per cento), giuridiche (14,6), geo-biologiche (13,6), psicologiche (12,9) e per l'insegnamento (12,5 per cento).  Questo non significa che tutti allora devono fare medicina o il politecnico. La nostra società ha bisogno anche di insegnanti, psicologi, veterinari, persone con una formazione umanistica. Quanto al futuro più lontano, è difficile guardare molto in avanti nel tempo. Il mondo del lavoro cambia in continuazione. Tra 20 anni potrebbero essere richieste professioni che ancora non esistono".

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna

Ti può interessare anche