A scuola per diventare bravi genitori

Teatro pieno anche stasera. La settimana prima, a Milano, erano 500. E qui a Roveleto di Cadeo, vicino a Piacenza, oggi le sedie del teatro parocchiale sono tutte occupate. Ovunque aumentano gli italiani disposti a saltar la cena per frequentare la Scuola genitori, dove noti psicologi e pedagogisti insegnano due ruoli in apparenza semplici eppure tutti da reinventare: mamma e papà. I corsi si tengono in undici diverse città (www.cppp.it/la_scuola_genitori.html#). Il 7 febbraio a Milano si è svolto un affollato incontro con la psicologa Silvia Vegetti Finzi, mentre il 7 marzo sarà la volta dello psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet e il 4 aprile dello psicoterapeuta e pedagogista Fulvio Scaparro. Non siamo i soli a voler tornare sui banchi di scuola. Anche il premier britannico David Cameron ha stanziato fondi pubblici per corsi come questi. «Prendiamo lezioni per guidare la macchina» ha commentato. «E non per educare i figli. È assurdo!».A Roveleto ci siamo mischiati tra il pubblico, genitori anche noi, per scoprire cosa s’impara. «Sappiate che potete farcela» incoraggia il pedagogista Daniele Novara, direttore del CPP, Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza e creatore della Scuola genitori. «Non dimenticate che per distruggere un figlio bisogna davvero farne di tutti i colori». Ma questo non rassicura una platea piena di dubbi e di inquietudini. Cosa fare se un figlio tratta male i genitori? Se torna a casa senza avvertire alle tre di notte? Quali sono i nuovi metodi educativi? Non è un’epoca felice nella vita delle famiglie. Ogni mille genitori in cura da uno psicoterapeuta, quattrocento confidano gravi problemi con i figli. Dieci anni fa il rapporto era mille a uno. Dopo secoli, avverte Novara, è entrata in crisi “la pedagogia della crudeltà”: ceffoni, botte, cinghiate, punizioni dolorose. Per la prima volta i genitori hanno rinunciato a educare i figli infliggendo una certa quantità di sofferenza fisica e morale. Ma qui cominciano i problemi. Come costruire una pedagogia dell’amore?CONTINUA >>>

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