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La nuova scuola: 3 proposte che all’estero funzionano

di Silvia Calvi

Dall'estero arrivano 3 proposte per una nuova scuola. La Finlandia ha abolito le materie. La Francia ha eliminato i compiti a casa. E la Germania rinuncia alle lunghe vacanze estive. Scopriamo come funzionano e se nel nostro Paese sarebbero realizzabili

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Dall'estero arrivano 3 proposte per una nuova scuola. La Finlandia ha abolito le materie. La Francia ha eliminato i compiti a casa. E la Germania rinuncia alle lunghe vacanze estive. Scopriamo come funzionano e se nel nostro Paese sarebbero realizzabili

La scuola senza materie in Finlandia

La Comprehensive School di Hauho è stata la prima: ha tolto le materie e introdotto le “aree di competenza”. Da settembre sarà così in tutta la Finlandia. «Al posto della tradizionale lezione di storia, la classe confronterà le leggi, l’economia o l’urbanistica di un certo periodo con quelle di oggi, anche attraverso modellini in 3D e ricerche in Rete» ha spiegato Liisa Pohjolainen, responsabile del settore educazione nella capitale Helsinki. «In aula si useranno i tablet. Ogni alunno potrà personalizzare il lavoro in base alle sue aree di interesse: scientifiche, linguistiche, letterarie e così via. E attraverso le uscite o l’intervento di esperti, la classe avrà frequenti scambi di idee con l’esterno. Studiare, in questo modo, si trasformerà in una vera esperienza formativa». Un cambiamento rivoluzionario, considerata l’organizzazione novecentesca di gran parte delle scuole europee. Da noi tutto ciò sarebbe impensabile senza una riforma dei programmi affiancata da corsi di formazione dei docenti che, per primi, dovrebbero imparare a insegnare con un approccio multidisciplinare.

La scuola senza compiti in Francia

Jean Michel Blanquer, neoministro dell’Istruzione francese, ha annunciato che, dal prossimo anno, saranno aboliti i compiti a casa nelle scuole di ogni grado. E verranno sostituiti da “ore di studio accompagnato” in classe (15 extra al mese): così gli studenti torneranno a casa dopo aver già studiato. In Francia già 60 anni fa una legge aveva previsto l’eliminazione dei compiti, ma è sempre stata disattesa. «La questione, molto dibattuta anche in Italia, è legata alla necessità di una profonda riforma della scuola» commenta Gerard Ferrer Esteban, pedagogista, sociologo e ricercatore specializzato in educazione comparata presso la Fondazione Agnelli di Torino. «Finora da noi ci si è occupati perlopiù dell’organico: nomine di docenti e dirigenti e loro poteri. Bisognerebbe rivedere radicalmente i programmi e gli orari degli insegnanti». Un’eccezione? Le scuole montessoriane in cui non ci sono compiti né voti. «È il principio della metacognizione: il bambino è consapevole di quello che sa e di cui ha ancora bisogno. Quindi è più autonomo e più responsabile».

La scuola senza vacanze in Germania

«D’estate le scuole tedesche chiudono per 6 settimane contro le 12 di quelle italiane e cambiano calendario ogni biennio» spiega Christina Fink, docente di Francese e coordinatrice della Scuola tedesca di Milano. «Se per 2 anni si va in vacanza da metà giugno al 1° agosto, i 2 anni successivi la pausa slitta da inizio luglio a metà agosto e così via, con una rotazione differente a seconda dei Laender. Agli italiani può sembrare un sistema severo, ma nel corso dell’anno gli alunni tedeschi hanno più pause e stanno a casa ogni 6 settimane circa. Sono momenti di respiro molto utili per gli studenti, durante i quali si riposano davvero, perché in Germania non esistono i compiti delle vacanze. I nostri dati confermano che, al rientro, non hanno dimenticato nulla. L’unica controindicazione è la difficoltà a conciliare questo calendario con quello lavorativo dei genitori». Anche i genitori tedeschi devono organizzarsi con nonni e baby sitter ogni volta che “scatta” la vacanza. Ma rispetto a noi sono facilitati: in Germania alle 16, massimo alle 17, gli uffici si svuotano.

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