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Le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare?

di Lorenza Pleuteri
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Dopo anni di voci contrastanti, una ricerca scientifica ancora in corso prova a misurare l’efficacia delle sigarette elettroniche per smettere di fumare e la loro sicurezza per la salute

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Dopo anni di voci contrastanti, una ricerca scientifica ancora in corso prova a misurare l’efficacia delle sigarette elettroniche per smettere di fumare e la loro sicurezza per la salute

Passare alle sigarette elettroniche aiuta a smettere di fumare? O è meglio troncare del tutto, subito? E poi: “svapare”, cioè ripiegare sulle e-cig, fa male alla salute o no? Prova a risponder­e lo studio scientifico portato avanti da un pool ricercatori italiani, impegnati dal 2014 nel monitoraggio di un migliaio di tabagisti.

I primi risultati, pubblicati dalla rivista internazionale Tabacco control, dicono che le sigarette elettroniche “a breve termine sembrano relativamente sicure”. Ma occorreranno ancora anni di test e di controlli incrociati per avere risposte definitive e certezze, soprattutto in relazione a patologie gravi, tumori in primis. “Le sigarette elettroniche possono essere utili per non ricadere nel vizio – altra conclusione degli esperti -. Però funzionano poco se usate continuando a fumare sigarette tradizionali”.

Gli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute

Il professor Lamberto Manzoli, dell’università Gabriele D’Annunzio di Chieti, coordinatore dello studio, è ex fumatore. “Per smettere di fumare - ricorda – la cosa più efficace è la forza di volontà. Ero arrivato a 20 sigarette al giorno. La prima volta ho smesso di colpo e basta, senza una ragione precisa. Dopo due anni un amico me ne ha offerta una e ci sono ricascato, al ritmo di 10 al giorno. Per smettere di nuovo, la seconda e spero ultima volta, sono passato ai sigari. Ogni tanto ne accendo uno, senza aspirare”. Le sigarette elettroniche sono arrivate dopo, assieme a analisi contrastanti e pareri discordi, in una altalena di allarmi rossi e rassicurazioni. “A un certo punto – dice sempre l’esperto – girava la voce che le sigarette elettroniche avvelenassero i consumatori e che fossero micidiali per la salute. Ogni tanto qualcuno torna a gridare all’allarme e i produttori di e-cig puntualmente smentiscono. I primi 24 mesi di ricerca- ribadisce - ci dicono che a breve termine non si vedono conseguenze nefaste. Poi, certo, anche tra le e-cig possono finire composti nocivi, tossici. Succede purtroppo per tanti altri prodotti”.

Chi smette e chi no

“Dopo 24 mesi di follow-up – riassume il coordinatore della ricerca, sintetizzando i risultati - il 42,4 per cento degli e-smokers monitorati continuava a fumare solo sigarette elettroniche; il 18,8 per cento aveva abbandonato qualunque tipo di sigaretta; il 38,9 aveva ricominciato con il fumo tradizionale, con o senza sigarette elettroniche. Tra i fumatori tradizionali, il 75,6 per cento continuava a fumare sigarette classiche e il 23,1 per cento aveva invece smesso, anche se, di questi, il 5,6 per cento aveva iniziato a fumare sigarette elettroniche. Infine, tra i fumatori di entrambi i tipi di sigarette, il 57,4 per cento aveva abbandonato le e-cig, ma non le sigarette classiche; il 16,6 per cento continuava a fumare entrambe; il 26,0 per cento aveva smesso di fumare sigarette tradizionali, con un 11,7 di quest’ultimo sottogruppo che continuava a fumare sigarette elettroniche”.

Tradotto in parole povere, a conferma di quanto già accertato dopo i primi 12 mesi di ricerca: “L’aggiunta della sigaretta elettronica alle sigarette tradizionali non sembra facilitare la cessazione dal fumo di tabacco né la riduzione delle sigarette fumate quotidianamente. Tuttavia, chi ha già smesso di fumare e sceglie di utilizzare esclusivamente e-cig, ha maggiori possibilità di non ritornare alle sigarette tradizionali”.

La sicurezza delle sigarette elettroniche è ancora allo studio

In due anni sono stati riscontrati 38 casi di irritazione o infiammazione delle vie aree superiori, 20 dei quali hanno riguardato dual user. Ad altrettante persone, 38, sono state diagnosticate malattie gravi potenzialmente legate al fumo. 

“I nostri riscontri – cerca di chiarire il professor Manzoli - non suggeriscono certamente un aumento del rischio di malattia per chi fuma sigarette elettroniche, ma nemmeno una riduzione significativa. Tuttavia occorreranno almeno cinque anni di follow-up per poter avere un quadro attendibile sulla sicurezza, poiché i danni del fumo si possono manifestare anche dopo diversi anni dalla cessazione. I risultati sulla sicurezza a 24 mesi sono comunque di grande interesse a livello internazionale, sia perché sono gli unici validati tramite data base dei ricoveri ospedalieri, sia perché la letteratura scientifica sulle sigarette elettroniche è ancora sorprendentemente molto limitata".

Sigarette elettroniche in aumento

Ricomincia a galoppare il consumo delle sigarette elettroniche, dopo il boom iniziale e la discesa in picchiata. “ I consumatori di sigarette tradizionali – illustrano gli ultimi dati resi noti dall’Istituto superiore di sanità - sono passati dai 10,9 milioni del 2015 agli 11,5 milioni del 2016, pari a circa il 22 per cento della popolazione, contro il 20,8 per cento dei dodici mesi precedenti. E’ in forte ripresa il ricorso alle sigarette elettroniche, che torna a sfiorare punte del 4 per cento. I tassi attuali sono vicini a quelli registrati nel 2013: il 3,9 della popolazione usa abitualmente o occasionalmente le e-cig, contro l’1,1 per cento dello scorso anno e il 4,2 per cento di tre anni fa”. Otto svapatori su dieci, però, non abbandonano le vecchie “bionde”.

 

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