Freedom 251: lo smartphone da 3 euro

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Eugenio Spagnuolo

È lo smartphone più economico del mondo: arriva dall'India e racconta molte cose del Paese in cui è stato concepito e per il quale verrà prodotto

Nel nome, Freedom 251, ha in sé un richiamo alla libertà. In questo caso la libertà di comunicare, perché parliamo dello smartphone più economico del mondo: costerà infatti solo 3 euro, per un cellulare con sistema operativo Android 5.1, schermo touch da 4 pollici, fotocamera da 3,2 megapixel e un processore abbastanza potente (quadcore da 1,3 ghz) per sostenere alcune app preinstallate. Vi raccontiamo perché è un esperimento interessante. 

È già sold-out

Lo ha creato una start-up indiana, la Ringing Bells, che oggi ha annunciato la consegna dei primi 30 mila smartphone ai clienti che si erano prenotati in tempo (anche per smentire le voci che volevano fosse una grande bufala, ndr). Accontentarli tutti sarà difficile, se non impossibile: secondo la stessa azienda a decine di milioni ne hanno fatto richiesta, soprattutto dall’India degli slum dove vive un terzo del miliardo e 200 milioni di abitanti del pianeta considerati più poveri (con redditi a volte inferiori a un dollaro al giorno).

Uno smartphone "sociale"

Oltre al prezzo, decisamente abbordabile, a rendere interessante il Freedom sono alcune app pre-installate, che dicono tanto dell’India di oggi: da Swachh Bharat, app nata nel 2014 per rendere “social” la pulizia delle strade del paese da parte degli stessi abitanti, a Women Safety, che permette alle donne di chiamare aiuto in caso di aggressione.

Nel paese dove nel 2012 sono state denunciati oltre 25000 stupri, e secondo gli esperti sarebbero nemmeno la metà di quelli avvenuti, potrebbe contribuire a salvare delle vite. E poi non mancano Whatsapp e Youtube e alcune app che promettono di facilitare un po’ la vita ai nuovi utenti.

Arriverà da noi?

Detto in maniera molto brutale, è molto difficile che il Freedom arrivi anche in Europa. La Ringing Bells, infatti, mira al mercato indiano, che da solo in termini numerici è già imponente, perché una produzione di massa di un telefono con queste caratteristiche è insostenibile.

Senza contare che, varcate le frontiere, il Freedom potrebbe incorrere in qualche causa per violazione di copyright: il suo design ricorda pericolosamente quello dell’iPhone. E poi - diciamocelo - l’azienda non potrebbe mai adeguarsi alle norme europee sulla vendita dei prodotti: dalla fabbricazione alla garanzia (di soli 12 mesi), per usare un eufemismo, non è un telefono nato per il marchio CE.

A meno che, ovviamente, qualche furbetto non decida di rivenderlo a prezzi folli su e-Bay, considerando la rarità dell'oggetto, ma a quel punto, chissà se qualcuno sarà ancora interessato a comprarlo. 

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