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I vegani possono fare sport?

di Francesca Soccorsi

L'australiana Maria Strydom, vegana, è morta tentando di scalare l'Everest. Voleva dimostrare che con la dieta vegana si può praticare qualsiasi sport. È vero? O ci sono controindicazioni? Abbiamo indagato

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L'australiana Maria Strydom, vegana, è morta tentando di scalare l'Everest. Voleva dimostrare che con la dieta vegana si può praticare qualsiasi sport. È vero? O ci sono controindicazioni? Abbiamo indagato


L'australiana Maria Strydom, 34 anni, vegana, voleva scalare l'Everest con un unico obiettivo: dimostrare che anche i vegani possono fare qualsiasi sport. In vetta è effettivamente arrivata, ma qualcosa è andato storto subito dopo: durante la discesa a valle, infatti, si è sentita male e a nulla sono valsi i tentativi di soccorso di chi le era accanto. È andata meglio al marito, che l'accompagnava, lo scalatore Robert Gropel che, però, ha comunque dovuto fare i conti con una grave embolia polmonare. La notizia ha fatto il giro del mondo e i detrattori del veganesimo si sono affrettati ad addebitare alla dieta vegana seguita dai due tutta la responsabilità dell'accaduto.

Ma le cose stanno davvero così o, al contrario, lo sport a livello intenso è compatibile con l'alimentazione vegana? Abbiamo sentito l'opinione di un super esperto.

Cos'è successo alla scalatrice? I due scalatori sono stati vittime di quello che in gergo si chiama "mal di montagna", cioè un mancato adattamento dell'organismo alle grandi altitudini: lo sbalzo importante di quota costituisce uno stress molto forte, perché l'apporto di ossigeno è notevolmente ridotto. «Si tratta di una situazione che, purtroppo, a volte può essere letale», spiega il dottor Carlo Guardascione, Medico dello sport, responsabile sanitario del Team Lampre, squadra di ciclisti professionisti attualmente impegnata al Giro d'Italia. Ma può esistere un legame fra il tragico evento che ha coinvolto la scalatrice australiana e la dieta veg? «Non è stato accertato alcun nesso effettivo fra la morte della donna e la sua alimentazione. Casi di questo genere, peraltro, si registrano anche fra gli onnivori. Certo, è importante che il veganesimo non sia una scelta fai-da-te: soprattutto gli sportivi devono affidarsi alla consulenza di un bravo medico», aggiunge.

La dieta vegana aiuta lo sport, se fatta bene Contrariamente a ciò che molti pensano, insomma, un'alimentazione vegana corretta e bilanciata non espone a carenze nutrizionali incompatibili con l'attività sportiva, anche la più dura. Testimonianza ne sono famosissimi sportivi vegani, come il campione di atletica Carl Lewis, il bodybuilder Jim Morris e l'ultratrailer Davide Bertinetto. «L'importante è assicurarsi un adeguato introito di proteine, abbinando sempre i legumi ai cereali, e di ferro, di cui sono ricche, per esempio, le verdure a foglia verde. Per aumentare l'assorbimento del minerale, però, è bene consumarle con una fonte di vitamina C, come il succo di limone», puntualizza il dottor Guardascione. 

Agli sportivi vegani servono i carboidrati Tra l'altro, nell'alimentazione degli sportivi, non è tanto l'apporto proteico a dover essere aumentato, quanto quello di carboidrati (amidi e zuccheri), che forniscono glucosio, cioè energia per i muscoli, e un'alimentazione vegetale non è certo carente di carboidrati, visto che prevede grandi quantità di frutta, verdura, cereali e legumi. Un menu vegano, anzi, può riservare alcuni vantaggi agli atleti: «È facilmente digeribile, quindi le prestazioni sportive ne traggono beneficio, perché l'organismo non impegna le sue energie in una lunga digestione e può concentrarle sull'attività fisica, al punto che anche i nostri corridori da quest'anno in gara assumono particolari tartine "vegan" con cioccolato e marmellata, con indubbi vantaggi sulla performance. Inoltre, l'elevata componente vegetale, oltre a fornire vitamine e minerali fondamentali per sostenere lo sforzo, permette di smaltire più velocemente l'accumulo di residui acidi dovuto allo sport intenso», conclude Guardascione.


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